Riflessioni e pensieri sparsi di una mamma sempre in viaggio
Ho appena chiuso le valigie, la prossima partenza è vicina, si va in Baviera, ma come ogni volta prima di partire per un nuovo viaggio mi sale l’ansia. Questa volta staremo via una settimana, nulla di che ma una settimana di scuola vuol dire perdere innumerevoli compiti che sono da recuperare, compiti che nessuno ti sconta e nessuno ti regala. In valigia, come sempre, abbiamo messo i quaderni, i libri e il pennaiolo, perché le vacanze sono d’estate, non durante l’anno scolastico. Così dicono. Merita una riflessione.
Di fare vacanza a me non è mai interessato granchè, anche se forse in alcuni momenti ne avrei avuto bisogno, ma viaggiare per noi è indispensabile, è la nostra vita. Poco importa il prezzo da pagare, lavorare fino a notte fonda quando si vive la vita che si vuole è il minimo, ma mi domando quanto sia giusto per i miei figli vivere delle esperienze e allo stesso tempo fare tutto ciò che dovrebbero fare come fosse un giorno ordinario di scuola.
Penso che la vita vera, non sia all’interno del mura domestiche, e nemmeno tra i banchi di scuola. Ma questa consapevolezza l’ho avuta dopo, quando maturando ho capito che il mondo vero non era racchiuso nella vita di tutti i giorni. Loro sono piccoli e ancora questa consapevolezza ovviamente non la possono avere, possono solo fidarsi di mamma e papà e sperare di capire un domani il perché di tanto sacrificio.
Abbiamo avuto la fortuna però di incontrare nella nostra strada una maestra, che forse maestra non era, ma era più un’educatrice. Lei ai bambini insegnava le lezioni in giardino, insegnava la matematica muovendosi, insegnava a leggere i libri perché lei per prima era un’appassionata, non perché si doveva fare. In due anni con lei no mi sono mai sentita in difficoltà, e nemmeno in difetto, mi sono sentita accolta come una mamma e un papà fuori dagli schemi, che però nel loro modo di vedere la vita stavano insegnando tantissime cose ai propri figli. Ci siamo sentiti capiti ed accolti. Ancora adesso non perde occasione, nonostante i miei bimbi non siano più dei suoi alunni, di manifestare interesse sincero verso chi ha una visione della vita diversa.
Mi piacerebbe partire più tranquilla, con il carico delle cose da fare, ma con la serenità di trovarmi di fronte chi capisce che queste esperienze nel bene e nel male costruiranno una parte importante della personalità dei mei bimbi.
Non mi arrendo, non ci arrendiamo, continueremo a viaggiare e continueremo a farlo con i libri nella valigia. E se mai si saranno dimenticati di recuperare qualche compito, loro non lo sapranno mai, ma per me sarà molto più importante essere consapevole che avranno imparato qualcos’altro, fuori dalla normale vita quotidiana.
Mattia nella terra del fish&chips: Il sud dell’Inghilterra e la Cornovaglia
Seconda vacanza in tre!
Quest’estate abbiamo deciso di fare un bel giro nel sud dell’Inghilterra. La scelta è stata piuttosto casuale, è sempre stata una delle mete d’interesse fra le tante, ma a fare la differenza è stata la possibilità di viaggiare su Londra con una low cost – anche se poi tanto low cost non è stata! Per serenità abbiamo deciso di prenotare quasi tutti gli alberghi da casa, e a posteriori posso dire che è stata una scelta piuttosto saggia, in quanto moltissime strutture viste poi durante la vacanza erano già occupate. Abbiamo prenotato anche una macchina, una rombante cinque porte scelta con il cambio automatico per aiutarci nella guida a sinistra…Da casa ci siamo portati l’ovetto e la base auto da usare insieme. Per il resto l’Inghilterra è un paese assolutamente baby-friendly, ogni pub/ristorante dispone di seggioloni per farli mangiare, tutti i bagni pubblici sono puliti e con fasciatoi e ogni albergo scelto aveva il lettino da campeggio (anche se senza materasso…). Per bimbi in fase svezzamento, lo scaffale del baby food è ricchissimo e pieno di pappe particolari…c’è una marca molto buona e bio, Ella’s Kitchen…ne abbiamo fatto la scorta☺ L’unico problemino che abbiamo avuto è che in due/tre locali non ci hanno scaldato la pappa la microonde perché in passato hanno avuto dei problemi con dei bimbi che si sono scottati la lingua, per cui per policy aziendale non sono più autorizzati! Poco male, ti portano dell’acqua bollente per scaldare a bagnomaria, considerate solo un po’ di tempo in più per scaldarlo.
Ma ecco il nostro racconto…
Sabato 15 agosto – Cornovaglia e Inghilterra del Sud
Partiamo da Torino alle 10 del mattino circa. È il primo aereo preso da Mattia, che emozione! Partiamo piuttosto leggeri, con un trolley a testa e una piccola borsa per il nanetto. Purtroppo Ryanair non ha l’imbarco prioritario per i bimbi…ma pazienza, ce la facciamo lo stesso! Il volo procede benissimo, Mattia ha dormito tutto il tempo in braccio a mamma e finalmente arriviamo a Londra Stansted. E qua un piccolo intoppo…ai controlli severissimi non ci vogliono far passare perché la carta identità di mamma e papà è plastificata! Dopo un attimo di puro terrore, riusciamo a convincere il signore dei controlli che non siamo dei narcotrafficanti colombiani e finalmente entriamo sul suolo inglese!
Dopo aver ritirato la macchina si parte alla volta di Bath. Piccola pausa in un mega autogrill dove Claudia inaugura l’entrata in terra anglosassone con un fantastico menu da KFC e un buon Caramel Macchiato da Starbucks…non abbiamo problemi a scaldare la pappa per Mattia, nell’autogrill erano presenti microonde, seggioloni e fasciatoi.
Arriviamo a Bath verso le quattro di pomeriggio, troviamo con facilità l’appartamento di Charlie, simpatico ragazzo scovato su AirBnB. L’appartamento è davvero molto bello, in stile georgiano e con una fantastica vista sulla città. Anche la nostra camera è molto bella, confortevole e ci fanno trovare anche il lettino per Mattia. La famiglia di Charlie è molto gentile e ci fanno usare la loro cucina per preparare la cena per Mattia… dove possibile, infatti, cerchiamo di cucinare il cibo sul momento. Lasciamo i bagagli e usciamo per cominciare a visitare la città. Seguiamo il percorso a piedi consigliato dalla Lonely Planet, Bath è davvero bellissima, molto pulita, elegante e pieno di negozietti molto carini – anche se già chiusi. Decidiamo di visitare le terme il mattino successivo, per cui giriamo solo per la città a piedi fino all’ora di cena dove ci fermiamo in un ristorante/pub molto carino. Per tornare a casa decidiamo di prendere un taxi perché la casa di Charlie, sebbene vicina, si trova in collina. 5 pound dopo siamo già nel nostro lettuccio per un meritato riposo.
Cambridge
Brughiere Cornovalia
Sant’Ives
Land’s End
Saint Micheal’s Mount
Cornovaglia
Salisbury
Bath
Domenica 16 agosto – Cornovaglia e Inghilterra del Sud
Ci svegliamo con il sole sulla città e sullo splendido giardino della casa di Charlie. La famiglia ci prepara una colazione a base di uova strapazzate con pane tostato davvero ottima. Salutiamo tutti, prendiamo la macchina e parcheggiamo in centro pronti per la visita guidata alle terme romane. Questo museo è davvero bellissimo… Non solo le terme sono affascinanti e tenute benissimo, ma anche l’organizzazione è davvero spaziale (trovate informazioni qua: http://www.romanbaths.co.uk/). Con l’audioguida (compresa nel prezzo) si riesce ad avere un’idea davvero precisa su quel periodo, ci sono dei personaggi che raccontano la storia e tante piccole chicche davvero interessanti. In più, è davvero un museo pensato per i bambini: all’ingresso ti danno anche il marsupio per poter portare bimbi piccoli! Inoltre c’è un’audioguida creata apposta per i bimbi, con personaggi che girano per il museo per animare alcuni angoli e coinvolgere i piccoli visitatori. Ovviamente Mattia non ne ha usufruito essendo ancora un po’ piccolino ma c’erano molti bimbi che si stavano divertendo davvero tanto! Terminata la visita, facciamo un giro per le vie del centro scoprendo negozietti molto sfiziosi (e aperti ☺) e locali molto carini. Dopo una pausa/spesa (dove ci siamo fatti prendere la mano e abbiamo comprato 200 tipi diversi di pappe per bimbi anche da spremere) riprendiamo l’auto e ci dirigiamo verso Stonehenge con una piccola pausa pranzo.
Stonehenge ha un grande centro visitatori, da cui partono di continuo navette che ti portano verso il monumento. In alternativa c’è una bella passeggiata di circa 30 minuti in mezzo ai campi e noi optiamo per la seconda scelta. Noi avevamo prenotato i biglietti da casa (qua: http://www.english-heritage.org.uk/visit/places/stonehenge/prices-and-opening-times) ma forse si può evitare…o magari noi siamo stati fortunati, non c’era moltissima gente. Stonehenge è un sito che ti porta dentro una dimensione mistica, si visita attraversando un sentiero circolare da cui si può osservare tutto e fotografare le pietre da ogni angolazione. Una luce bassa e qualche nuvola rendono l’atmosfera ancora più magica. Dopo le 1000 foto di rito, ci dirigiamo verso la prossima tappa, Salisbury. Arrivati in hotel (The Legacy Rose & Crown), prenotato da casa via booking, lasciamo i bagagli e siamo subito a fare un giro nel paese. La cattedrale è davvero maestosa, e soprattutto è in mezzo a un prato… davvero molto bella! È ormai però il tardo pomeriggio, ed è tutto chiuso. Troviamo un pub per cenare e poi torniamo in albergo per il meritato riposo.
Lunedì 17 agosto – Cornovaglia e Inghilterra del Sud
Dopo la colazione in hotel, torniamo in paese a visitare la cattedrale. Per l’ingresso si paga una “donazione” fissa di circa sette pound…ma tranquilli, accettano anche le carte di credito! Abbiamo la fortuna di trovare una guida molto simpatica, un vecchietto di nome Tim che ci porta attraverso i segreti della cattedrale insieme ad una coppia di arzilli pensionati del Texas. La cattedrale merita sicuramente una visita, così come il chiostro e l’esposizione di una copia ufficiale della celebre Magna Charta. Dopo un rapido giretto in centro e una sosta per la merenda di Mattia nel parco riprendiamo il viaggio, direzione Cornovaglia.
Dopo qualche ora di strada arriviamo finalmente alla prima tappa: il castello di Tintangel. In realtà più che un castello si tratta di un agglomerato di rovine, ma il paesaggio è davvero maestoso: il mare fortissimo e un cielo azzurro rendono l’atmosfera davvero magica… ci aspettavamo davvero di veder arrivare re Artù! Forse si potrebbe evitare di pagare il biglietto e gironzolare nella collina davanti…la vista è uguale e si risparmia un po’!
Successivamente ripartiamo alla ricerca del nostro B&B, le strade in Cornovaglia sono davvero strettissime e incastrate nella brughiera. Il paesaggio è molto bello anche se è molto impegnativo… soprattutto per il pilota Gaetano! Finalmente arriviamo nel nostro albergo (Degembris Farmhouse), un tipico cottage sperduto nei campi. La casa è molto carina, i proprietari gentili ma siamo veramente in mezzo al nulla, se tornassimo indietro la nostra scelta per l’alloggio sarebbe sicuramente diversa. Siamo davvero stanchi ma purtroppo per prendere da mangiare bisogna necessariamente andare nel paese vicino, per cui ritorniamo in macchina, ci perdiamo in mezzo alla brughiera ma alla fine troviamo un ristorante carino. Ci facciamo riconoscere anche qua perché abbiamo dimenticato in albergo il portafoglio…meno male che il proprietario è molto gentile e ci permette di tornare il giorno dopo per pagare!
Martedì 18 agosto – Cornovaglia e Inghilterra del Sud
Bellissima giornata di sole! Partiamo alla scoperta di questa terra ricca di fascino , prima tappa: Saint Micheal’s Mount. Siamo molto fortunati perché c’è la bassa marea per cui possiamo arrivare sull’isoletta a piedi. L’atmosfera davvero affascinante, facciamo tantissime foto e ci riposiamo un po’. Decidiamo di non salire fino all’abbazia ma di gironzolare intorno alla spiaggia, piena di surfisti. La tappa successiva sarebbe stata Penzance, ma passandoci in macchina per cercare il parcheggio decidiamo di saltarla, non ci ispira tantissimo…ci dirigiamo invece verso Mousehole, un paesino piccolo ma molto carino. Ci muoviamo quindi verso Land’s End. Panorami mozzafiato, il faro, la brughiera e i fiori…davvero meraviglioso, peccato solo per la struttura del centro commerciale che hanno costruito…scattiamo 1000 altre foto con tante luci diverse e torniamo verso casa, fermandoci a Newquay che è davvero bruttina, piena di sale giochi e di brutti ristoranti. Mattia ha fame, per cui scegliamo un ristorante qualsiasi, mangiamo veloci e torniamo an B&B, pieni di sonno. (PS: Newquay si è rivelata ancora più una fregatura…visto che a settembre ci è arrivata una multa salata di 60 sterline per divieto di sosta..argh!)
Mercoledì 19 agosto – Cornovaglia e Inghilterra del Sud
Tanti auguri a me! Purtroppo la giornata parte con un po’ di pioggia, per cui dopo aver fatto la solita ricca e abbondante colazione ne approfittiamo per rimetterci sotto le coperte visto che Mattia stanotte ha deciso di festeggiare il compleanno…stando sveglio!Dopo il relax (meritato) partiamo per Sant’Ives. Nonostante la pioggerellina, la super coda e lo sclero per il parcheggio, finalmente riusciamo ad arrivare. Sant’Ives è splendida, pittoresca, colorata, pieno di negozietti fantastici. Mangiamo su una panchina del porto uno splendido fish&chips preso da un localino molto curato, Harbour: buonissimo! Anche in questo paesino il gioco delle maree è interessante: al mattino tutte le barche sono su sabbia…quando andremo via nel pomeriggio il mare avrà già ripeso possesso di tutto il porto. Girando per la banchina scorgiamo anche una foca grigia sguazzare allegramente nelle acque davanti alle barchette… Uno degli aspetti più carini di Sant’Ives è la presenza di fantastici negozietti pieni di prodotti caratteristici e tantissime gallerie d’arte, si respira davvero un’atmosfera magica. Claudia sarebbe rimasta tutta la giornata ma comincia a fare tardi e cerchiamo un posto per la cena. Proviamo a fermarci a Sant’Agnes ma parcheggiare è impossibile… Poco male, scegliamo un pub per caso lungo la strada… siamo fortunati, è un locale carinissimo dove mangiamo molto bene – anche un granchio per la gioia di Claudia che soffierà le sue 30 e qualcosa candeline.
Giovedì 20 agosto – Cornovaglia e Inghilterra del Sud
Salutiamo la Cornovaglia con l’ultima tappa, Padstow. Per evitare il delirio della giornata precedente questa volta non ci facciamo fregare e andiamo direttamente al Park&Ride, dove lasciamo la macchina e prendiamo il comodo pullman che in 5 minuti ci lascia al paesino. Padstow è molto carina, simile a Sant’Ives anche se molto più affollata. Anche qua troviamo moltissime gallerie d’arte e non ci facciamo mancare un altro fish&chips, solo che a questo giro sarà meno buono…gironzoliamo per i vicoli profumati di mare e verso le tre torniamo al bus per riprendere la macchina. Ci dirigiamo verso Exeter, tappa decisa durante il viaggio. Con lo smartphone prenotiamo al volo un alberghetto, e siamo fortunati. Il White Hart si rivelerà una vecchia locanda molto caratteristica, e soprattutto vicinissima alla cattedrale. Ne approfittiamo per un veloce giro nel centro paese, anche se la cattedrale è chiusa possiamo ammirarla da fori…davvero imponente! Il centro del paese ci stupisce per l’estrema pulizia…davvero invidiabile. Torniamo in albergo e decidiamo di fare cena nel pub sottostante, scelta che si rivelerà azzeccata, oltre che per l’immancabile varietà di birre, anche grazie allo sconto del 20% per chi dorme nella stessa struttura.
Venerdì 21 agosto – Cornovaglia e Inghilterra del Sud
Siamo giunti praticamente all’ultimo giorno di vacanza, partiamo il mattino direzione Stansted dove pernotteremo questa notte visto che la mattina dopo il volo sarà prestissimo.
Per strada decidiamo di fare tappa a Cambridge, che dista solo 40 minuti dall’aeroporto. Purtroppo riusciamo ad arrivarci solo verso le 4 del pomeriggio, a causa di lunghe e faticose code che troviamo soprattutto nei pressi di Londra. Cambridge è la città universitaria perfetta, verde a perdita d’occhio, edifici magnifici e atmosfera solenne. È difficile resistere alla tentazione di sdraiarsi su uno di qui morbidi prati a leggere Shakespeare! Visitiamo le King’s Chapel, capolavoro di architettura gotica dalla vetrata multicolore. Ci sarebbe piaciuto sentire i cori ma non facciamo in tempo…anche i prati intorno sono tutti perfetti…Il centro è bellissimo tanto che Claudia vorrebbe fermarsi…complice anche lo shopping ☺. Con qualche ora in più a disposizione avremo sicuramente approfittato per un giro sulle tipiche barche, i punt, ma il tempo stringe per cui ne approfittiamo per un po’ di relax e Gae si gode l’ultima birra nel parco prima di tornare verso il nostro albergo, il Premier Inn di Stansted. Domani mattina volo all’alba…si torna a casa!
Il bilancio del viaggio è stato davvero positivo…è un giro facile, senza particolari criticità. L’unico aspetto negativo è il costo…in Inghilterra è tutto molto caro e la sterlina non aiuta…bisogna metterlo in conto. Il sud dell’Inghilterra si è rivelata una zona ancora più bella di quella che ci immaginavamo. I paesi ricchi di storia, paesaggi deserti ma pieni di fascino, le tipiche casette inglesi hanno reso questi giorni davvero magici. Sicuramente è una zona che merita più tempo, speriamo di riuscire a tornarci presto e di scoprire tanti altri posti incantati.
Top 3 Claudia – Cornovaglia e Inghilterra del Sud
3. Parimerito fra Stonehenge e Cambridge. Stonehenge è mistica, misteriosa e affascinante. Cambridge è dove vorrei vedere Mattia studiare (tipico caso di mamma con basse aspettative )
2. Bath: bella, linda, elegante. Mi aspettavo di veder passeggiare Jane Austen con tutte le sue crinoline.
1. Sant’Ives: un gioiellino, da fermarci almeno qualche notte. Il classico paesino dove mi vedrei seduta su una scrivania vista mare, a scrivere storie e vecchi racconti davanti al dondolio delle barche che rientrano dolcemente nel porto.
Top 3 Gae – Cornovaglia e Inghilterra del Sud
3. Sant’Ives: atmosfera rilassata, il mare da godere anche d’inverno e sotto la pioggia
2. Bath: testimonianze di epoche imperiali, conservate alla perfezione in una cittadina super elegante
1. Land’s End: la Cornovaglia che ho sempre immaginato, panorami mozzafiato, mare, onde e vento
Top 3 Mattia – Cornovaglia e Inghilterra del Sud
3. Ella’s Kitchen e le sue fantastiche pappe dai sapori inusuali…tra cui la Moussaka greca!
2. La foca che abbiamo visto nel mare… mamma me la compri?
1. Viaggiare sopra questo strano animale volante…che bello, sono pronto a farlo di nuovo!
In vacanza o in viaggio con la pioggia si può, come scegliere e lasciare il meteo da parte.
Le previsioni del tempo sono un cruccio (grande) sia per chi in vacanza ci va, noi con la nostra famiglia piccoli al seguito ad esempio;), sia per chi sta dall’altra parte della barricata, hotels ed albergatori, il meteo è una croce. Sia chiaro che la danza del sole la facciamo pure noi prima di partire, ma a volte non funziona sigh.
Quante volte siamo vittime di siti come meteo.it, ilmeteo.com e quant’altro, schiavi di applicazioni per gli smartphone dove, scrutando sullo schermo, speriamo di veder apparire il sole splendente, quante volte invece è apparsa l’icona con la nuvoletta, pure con le gocce, aaarrrghhh. Meteo Parigi, Meteo Londra, Meteo Barcellona, Roma, Istanbul sono alcune tra le ricerche più comuni sul web quando si sta per partire in Europa, ma anche meteo Toscana, meteo domani, meteo Italia… chi ne ha più ne metta. Il fattore pioggia è talvolta determinante nelle nostre scelte. Ma che fare, restare a casa? Disdire? Perdere i soldi della prenotazione che, specie se low cost, in genere non rimborsa nessuno?
Con la nostra famiglia abbiamo avuto vacanze bagnate stupende, come? Semplice, la destinazione scelta era compatibile anche con il brutto tempo! Dove? Ecco le 7 destinazioni migliori più una, dove fregarsene del “meteo domani” e partire felici anche se ci sono nuvoloni neri in cielo.
In Italia abbiamo scelto Genova. Stupiti? In un settore della città dove le diverse attrazioni sono abbastanza vicine e collegate da un paio di fermate della metropolitana troverete: La Città dei Bambini e dei Ragazzi, più di 3000 mq dedicati ai visitatori 2:12 anni, si gioca, si sperimenta, ci si diverte in spazi modulati a seconda delle diverse età e gli adulti possono interagire pure; c’è il Galata Museo del Mare interessantissimo per i bambini di diverse età, e per finire, ciliegina sulla torta, L’Aquario di Genova, meta imperdibile. Possiamo pure fare una pernacchia al maltempo, tanto c’è Genova!
Bruxelles. Ci siamo arrivati con la pioggia, quasi neve, in un giorno di dicembre, siamo ripartiti qualche giorno dopo, sempre con la pioggia, dall’aeroporto di Charleroi, però ci siamo divertiti un sacco, dove? Museo dei Giocattoli e Museo della Scienza, due giornate piene di meraviglia, divertimento a buon prezzo, pure una buona dose di relax.
Copenhagen sembra una città delle favole con il sole ma è perfetta anche con la pioggia. Non c’è ristorante, bar o museo che non sia family friendly, addirittura con il museo dentro il museo proprio e solo per i bambini. Perciò stivaletti da pioggia colorati, un ombrellino in stile Mary Poppins, sono così carini tra l’altro, e via da un’attrazione all’altra con il sorriso sulle labbra!
Bled in Slovenia. E’ il nostro gioiellino, ma se scegliete bene l’hotel (Savica ad esempio) potete passare dall’albergo al parco acquatico vivendo i vostri giorni di vacanza piovosa in accappatoio mentre i bimbi passano dagli scivoli in piscina alla nanna, distrutti dal tanto divertimento.
Oslo. Più fa freddo e più piove, più queste destinazioni sono preparate ad intrattenervi anche con i nuvoloni neri sui vostri giorni di vacanza. Ad Oslo c’è la metro e quindi ci si muove senza troppi problemi al coperto innanzitutto, i traghetti per muoversi nella baia sono tutti al chiuso, perciò si naviga anche sotto la pioggia. Le mete salva vacanza sono Museo Kon-Tiki, Fram Museo, Museo Navi Vichinghe http://www.khm.uio.no/english/ e Museo Nazionale di tecnica e scienza, direi che due giornate sono belle che impegnate.
Londra. 6 volte siamo stati a Londra d’inverno ed ogni volta non abbiamo avuto il tempo di pensare al meteo causa le tante sono le cose da fare. Qui puoi proprio scordarti se piove o nevica, c’è la metro con la quale raggiungi le diverse attrazioni praticamente senza uscire all’aperto, o solamente con un breve tratto, puoi passare dal Museo di Storia Naturale http://www.nhm.ac.uk/ a quello della Scienza http://www.sciencemuseum.org.uk/ in 5 minuti, spostandoti poi all’Aquario o in un centro commerciale gigantesco e ricco di cose da fare/vedere come quello di Westfield, ad esempio all’interno un’ampissima zona ristoranti family friendly ed il Lego store).
Catez in Slovenia. Regno degli scivoli e dei giochi d’acqua è la meta perfetta in ogni stagione. Si trova in Slovenia e vicino al confine con La Croazia, quasi tutto autostrada ad arrivarci, poi quando siete a destinazione non avete che mettervi il costumino e godervi l’accesso all inclusive al grandissimo parco acquatico, più che adatto per ogni famiglia con bambini, più o meno piccoli.
Malta. L’abbiamo messa come chance in più, la numero 8. Perché? Per il fatto che si trova a sud, molto sud, il clima sull’isola è perfetto da aprile a novembre, l’ultimo bagno l’abbiamo fatto il 24/11 la scorsa stagione. E’ forse il luogo in Europa con la quantità minima di precipitazioni, d’estate praticamente inesistenti, perciò, quando c’è pioggia in giro, è probabile che a Malta non ce ne sia, ecco perché secondo noi va rispettosamente aggiunta alle mete compatibili anche con il meteo sfavorevole, anche se di fatto non ha molte attrazioni al coperto, forse non gli serve ;)?
Come ogni post di bambiniconlavaligia è aperto ai vostri commenti, perciò qualora conosciate o abbiate provato in prima persona destinazioni “pioggia compatibili” segnalate, scrivete, postate foto, le aggiungeremo volentieri a questo nostro post.
[lightgrey_box]E’ sempre un piacere collaborare con i migliori, qui vi presentiamo Babele, Alfabeti di viaggio, una rivista on line che parla di tematiche connesse con il mondo del turismo, un utile punto di riferimento on-line che vi invitiamo a visitare.[/lightgrey_box]
Babele – Alfabeti di viaggio è una webzine edita da Monti&Taft e ha il suo focus sulle dinamiche economiche, le innovazioni tecnologiche e gli aspetti culturali del turismo, in particolare italiano. Babele è uno spazio in cui le analisi e gli approfondimenti rivolti prevalentemente ai professionisti del settore turistico si incontrano con i racconti, le suggestioni, gli appuntamenti e i desideri dei viaggiatori. L’obiettivo è dare risalto alle questioni chiave, evidenziando i nodi, le opportunità di sviluppo, i colli di bottiglia, le possibili linee di azione, gli strumenti a disposizione. Babele si rivolge agli operatori di settore di ogni livello, all’albergatore di una piccola struttura, ai legislatori nazionali, all’operatore di web marketing come al responsabile di un ente regionale. I viaggiatori di ogni tipo possono trovare in Babele spunti, suggerimenti, tracce dei territori italiani e esteri, novità di settore, foto originali e narrazioni sui tanti modi di vivere ogni destinazione. Gli articoli della webzine si soffermano in particolare sui trend più importanti del momento, analizzano flussi e strategie di marketing con un occhio anche alle evoluzioni normative; forte è l’attenzione per la componente tecnologica del turismo senza però tralasciare mai gli aspetti narrativi e le suggestioni di storie e diari. Tra le rubriche di più recente avvio uno spazio dedicato ai viaggi con bambini e le gustose ricette tradizionali ma poco conosciute di ogni territorio. Periodicamente Babele si arricchisce con le interviste di addetti al settore, di specialisti, di travel blogger o di una persona che si è confrontata direttamente con una particolare situazione o con un contesto interessante. La rivista mostra una grande attenzione anche all’attualità con una rotazione giornaliera della sezione Rumors con appuntamenti e news aggiornate. In copertina della webzine ogni giorno è presente una foto HD di luoghi e particolari inconsueti, per ripercorre le memorie dei viaggi fatti.
“Mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme un successo.” H.Ford
Il successo sta nel risultato nell’entusiasmo creato nel viaggio alla scoperta di una Venezia Insolita con i membri della community degli hubby di Bluewago, dei professionisti in campo turistico che racconteranno la loro terra nel blog. Ad ognuno di loro meriterebbe dedicare un post, ma di questo magari ne parleremo piu’ avanti.
A Venezia non servono presentazioni e’ vero, per me era la quinta volta, pensavo di aver visto tutto, invece non avevo visto nulla. La Venezia vera, non e’ quella turistica compresa tra Ponte del Rialto e San Marco, ma e’ la Venezia dei veneziani, di quelli che ci tengono alle loro radici e alle loro tradizioni.
Con Slow Venice andiamo alla scoperta del sestiere del Castello, proprio dietro piazza San Marco. Castello e’ un quartiere poco turistico, dove la maggior parte delle persone che abitano sono residenti. Le calli sono semi vuote e nei canali non ci sono le gondole ma delle piccole barche di proprieta’. Qui il turismo di massa non e’ ancora arrivato, qualche vecchietto cammina silenziosamente con il suo cagnolino, i bambini si muovono con il monopattino e le signore anziane si parlano da un balcone all’altro. L’odore di salmastro vicino ai calli ci inebria, come quel fantastico profumo dei panni appena stesi tra un palazzo e l’altro. Ogni angolo e’ perfetto, troviamo perfino un parco giochi, merce rara qui a Venezia, tra Viale Trento e il Lungomare.
La luce del tramonto illumina di rosso il quartiere, l’atmosfera e’ veramente suggestiva. Ceniamo al Vecio Fritolin, una cucina raffinata per pochi intenditori, un servizio impeccabile e un aiutante cameriere fantastico, un bassotto un po’ pauroso e un po’ curioso.
Dormiamo in una barca a vela ormeggiata sull’isola di San Giorgio, una 10 posti. Dopo le prime istruzioni per l’uso, si va a nanna. Ero emozionatissima, per me era la mia prima volta che dormivo in barca vela, il dolce cullare delle onde assieme alla mia stanchezza ha fatto si che la nottata passi talmente velocemente da non accorgermi. Il risveglio alle prime luci dell’alba avviene tra una chiacchierata e le mille risate, cosi in un batter d’occhio arriva il momento di partire, ci aspetta un tour in laguna con la barca a vela. Lo skipper di Race&Cruise www.raceandc.com ci accontenta e ci porta di fronte a San Marco per scattare delle foto ricordo. Ragazzi che meraviglia!
La navigazione continua verso l’isola della Certosa dove ci aspettano a pranzo, tre ore di navigazioni morbide, assaporando ogni angolo della laguna reso straordinario da un po’ di caratteristica nebbiolina veneziana.
C’e’ chi fotografa, chi riprede, chi fa finta di essere un marinaio ma soprattutto chi si da da fare per aiutare lo skipper nella navigata, tira le cime e izza le vele, grazie Valentina e Tiziana.
Tre ore di navigazione che passano in un secondo per poi arrivare a destinazione, l’isola Certosa, un isolotto tranquillo, dove ammiriamo in porto barche a vela fantastiche e qualche yacht. La titolare Giulia ci racconta la loro storia e le loro offerte, dalla scuola di Kayak a quella di canoa, da una vacanza all’aria aperta all’organizzazione di eventi, l’isola Certosa ha un’offerta completa al cliente.
Mi colpisce la struttura ricettiva, 16 stanze distribuite su due piani, da ognuna si vede il mare, una hall d’ingresso, e delle relax room ad ogni piano. Al piano terra e’ situato il ristorante, la cucina e’ egregia, dalla zuppetta di cozze, al risotto alla marina, per finire con le seppie in umido, al solo parlare ho l’acquolina in bocca.
Il caffe’ chiude questo piccolo tour, e’ ora di salutarci.
Grazie a Buewago per avermi fatto scoprire cio’ che gli altri non vedono, grazie ai miei compagni di viaggio non avrei potuto desiderare compagni migliori. Abbiamo riso, scherzato, ci siamo confrontati siamo cresciuti professionalmente e a livello personale.
[grey_box]p.s. poi non dite che noi donne non sappiamo collaborare, basta scegliere le persone giuste per non annoiarsi mai![/grey_box]
Arrivo all’imbrunire della sera, il mio primo assaggio di Milano è dal treno con le sue mille luci, con il suo eterno movimento e con, soprattutto, con la sua estrema eleganza. E’ la mia prima volta in quella che viene definita la capitale della moda e ne capisco subito il motivo, sono tutti bellissimi e vestiti elegantissimi.
Con la metro (1,70 euro/tratta) arrivo in un batter d’occhio in Hotel, Novotel Ca’ Granda, zona Niguarda. L’accoglienza è davvero eccezionale, all’ingresso un play corner, con l’angolo playstation per i più grandicelli e dei giochini per i piccolini, mamma e papa’ qui possono fare tutti il check in e il check out in tranquillità. Novotel Ca’ Granda è un hotel che nasce per essere un centro congressuale con le sue numerose sale meeting, è però nel contempo un hotel che non dimentica di prestare attenzione alle famiglie. Un cocktail di benvenuto servito all’angolo bar mi rigenera un po’ anche se ormai dopo un giorno di viaggio sono una patata lessa.
La camera è un gioiellino, nulla è lasciato al caso, nemmeno in fatto di ecologia come il cartello che, se utilizzato, permette di non farsi cambiare le lenzuola, idem per gli asciugamani. La stanza è spaziosa, matrimoniale più divano letto, chissà che salti si farebbero i miei cuccioli (anche se mamma dice che non si fa!). In barba alla mia curiosità che mi porterebbe subito in centro città, mi infilo nel lettone, se ne riparlerà domani.
L’indomani dopo una ricca colazione al bar, frutta, yogurt, torte, salumi e pane appena sformato, vado a dare un’occhiata al giardino esterno. Peccato sia febbraio ma in quella piscina ci avrei fatto proprio un tuffo! Un delizioso playground con tanto di scivolo, altalena e casetta sarebbe l’ideale per i miei birbanti.
Dopo aver assolto tutti i miei doveri lavorati è ora di scoprire il centro di Milano. Il Duomo è maestoso, elegante, affascinante. Illuminato dalle luci della sera, con in sottofondo la musica degli artisti di strada, rimango a bocca aperta ad ammirarlo. Le guglie sono altissime sembra quasi che tocchino il cielo, e moltissimi turisti come me non smettono di scattargli delle foto, il duomo è il protagonista indiscusso della mia serata. Cammino attorno, cerco di coglierne i particolari, la visita al suo interno non mi e’ permessa, poco tempo a disposizione, non mi resta altro che dirigermi verso la Galleria Vittorio Emanuele. La raffinatezza che si respira qui è mostruosamente fantastica, un luogo di cultura e di incontro, un luogo dove poter scambiarsi grandi idee e piccoli sorrisi. E’ una chicca della cosiddetta Milano bene.
Il mio rientro in hotel è con il sorriso stampato in bocca anche se di Milano ho avuto solo un piccolo assaggio. Devo tornare per soddisfare la mia voglia di conoscerla e capirla anche perché Milano mi e’ sembrata straordinaria. Probabilmente basta solo avere occhi per guardarla ed apprezzarla per capire che questa città non ha nulla da invidiare alle grandi capitali europee.
[grey_box]Ilaria, mamma e viaggiatrice, ci racconta la sua esperienza alle Terme in Slovenia, questa volta la destinazione scelta è Lasko, una piccolo località tra le prime montagne slovene, già molto conosciuta per l’omonimo marchio della birra. Un luogo immerso nella natura e nella tranquillità dove, in un complesso acquatico totalmente al coperto, è possibile trascorrere una bella e rilassante vacanza anche quando il tempo non è dei migliori o durante la stagione invernale. Si raggiunge la località con gran parte del persorso su autostrada, dopo il confine italiano, è praticamente a metà strada tra Lubiana e Maribor. Leggiamo il suo racconto con la narrazione dell’esperienza diretta.[/grey_box]
Approfittando della chiusura delle scuole per il week end di carnevale siamo partiti per un bellissimo week end all’Hotel Thermana Park Lasko.
L’hotel è veramente bellissimo, moderno e con stanze grandi e confortevoli ed è collegato con le piscine direttamente con un ascensore, quindi ti da la possibilità di muoverti tra la stanza e le piscine comodamente in ciabatte e accappatoio .
L’altra comodità che abbiamo notevolmente gradito è il fatto che puoi usufruire di tutti i servizi extra (bar, self service centro spa, saune ) semplicemente fornendo il numero di camera e il cognome , questo da la possibilità di non portarsi dietro portafoglio e soldi, e viene tutto addebitato sul conto della camera.
Le piscine sono l’ideale per i bambini in quanto non sono enormi (e quindi riesci a tenerli sempre sotto controllo) ma diversificate tra loro, c’è la piscina con le onde (con 2 bagnini che controllano ), il vortice , la piscina per i più piccoli (con profondità dai 10 ai 40 cm) la piscina esterna con idromassaggio , 3 grandi piscine con diversi tipi di temperature e idromassaggi e un grande e veloce scivolo.
Durante la giornata vengono proposte diverse attività di animazione (trucca bimbi, lavoretti manuali giochi in acqua), per gli adulti ci sono le lezioni di acqua gym, il risveglio mattutino e le lezioni di yoga.
La stanza dell’hotel era grande e molto spaziosa con la tv (con canali in italiano ) e la scrivania dove i bimbi hanno potuto disegnare e giocare.
Dal balcone si godeva di una suggestiva vista sul fiume. L’hotel noleggia anche le biciclette per passeggiate lungo la pista ciclo-pedonale. La colazione e la cena venivano servite a buffet ed era tutto molto abbondante e vario e il personale è stato molto gentile a soddisfare anche l’improvvisa voglia di crepes di mia figlia!!!!
E’ stata una mini vacanza apprezzatissima dai bambini e di conseguenza anche da noi adulti che alternandoci sulla sorveglianza dei bimbi siamo riusciti anche a goderci qualche ora di massaggio e relax!
Pare che Ilaria e la sua famiglia si siano divertiti un sacco alle Terme. La Slovenia è particolarmente ricca di strutture di questo tipo, distribuite in diverse zone del paese, perfette per una breve o più lunga vacanza in famiglia. Se avete anche voi la vostra storia da raccontare, scrivete a info@bambiniconlavaligia.it
Pasqua dei Monelli Birichini: weekend pasqua e pasquetta a misura di bambino.
[blue_box]C’è un luogo in Toscana dove tutto è studiato per meravigliare e tornare bambini.
Un luogo dove, come per magia, si può percorrere i sentieri del Paese dei Balocchi e rivivere le avventure di Pinocchio, con la Fata, Mangiafuoco e il Gatto e la Volpe.
I più piccoli potranno giocare con Peppa Pig e SpongeBob in un grande parco verde e i più grandi si scateneranno in divertenti acrobazie sui gonfiabili colorati.
Un sogno? No pura realtà!
L’evento più divertente per la Pasqua 2015 si trova a Montecatini Terme in Toscana.
Benvenuti alla Pasqua dei Monelli Birichini.[/blue_box]
3 CONSIGLI PER UNA ORGANIZZAZIONE PERFETTA.
POMERIGGIO SABATO AL GRANDE PARCO TERMALE
Il luogo che vi consigliamo di visitare è il Grande Parco Termale di Montecatini Terme.
(ingresso gratuito)
Una immensa area verde nel cuore della città, con percorsi benessere perfetti per una passeggiata con la famiglia.
Circondato dalle meravigliose Terme di Montecatini, il Grande Parco Termale vi stupirà per bellezza ed organizzazione.
Se arrivate per l’ora di pranzo, concedervi un piacevole picnic all’aria aperta (non dimenticate tovaglia e leccornie!!).
E se volete concedervi una pausa di relax, prenotate l’ingresso alle Terme Redi (dove è presente la piscina termale) oppure alle Terme Excelsior (per un massaggio relax viso o corpo).
Volete provare il brivido dell’altezza e vedere un panorama mozzafiato?
Con la Funicolare di Gigio e Gigia, fino al Borgo Medievale di Montecatini Alto.
La Piazzetta è perfetta per un delizioso aperitivo.
IL GIORNO DI PASQUA CON PEPPA E I GONFIABILI
Siete pronti per tuffarvi in un mare di divertimento?
Dopo un delizioso Pranzo di Pasqua vi attende il Party dei Monelli Birichini, tante Tate Animatrici e Folletti Dispettosi che renderanno la giornata veramente speciale.
Ci attendono i grandi Castelli Gonfiabili, truccabimbi, BabyDance, Sculture di Palloncini e tanti momenti speciali insieme a Peppa e i suoi amici.
Non mancheranno giochi di gruppo, corse a perdifiato nel parco e tanta musica per grandi e piccini.
Un mondo di risate e buon umore per una Pasqua veramente speciale.
LUNEDI DI PASQUETTA AL PAESE DEI BALOCCHI
Ecco una idea meravigliosa per passare il Lunedì di Pasquetta, protagonisti delle favole.
Il Parco Storico di Pinocchio vi attende per rivivere gli episodi della favola del burattino più famoso al mondo.
Attraverserete un percorso immersi nella natura, dove incontrerete le sculture del Grande Pescecane, il Gatto e la Volpe e la Casina della Fata.
Vi perderete nel grande labirinto o vivrete l’emozioni di lanciarvi con la carrucola!
Sarà un weekend da ricordare…
I tempi sono cambiati, in meno di venti anni internet ha rivoluzionato il modo di viaggiare, il modo di fare le prenotazioni, il modo di alloggiare, agli alberghi si sono affiancate prepotentemente le case private di airbnb o holiday lettings, i viaggi low cost hanno permesso a milioni di persone di montare su di un aereo ed esplorare il mondo, solo per fare un po’ di esempi. Eppure, c’è una cosa dalla quale, a quanto pare, nessun viaggiatore riesce a staccarsi: le guide di viaggio.
Abbiamo chiesto ai membri della nostra community FB Bambini con la valigia – viaggiare family friendly, dedicata ai viaggi ed al viaggiare in famiglia, un parere sull’uso delle guide di viaggio, se le usano ancora, se è meglio cartacea o in formato ebook, quale è la migliore o la peggiore, ne sono venute fuori delle belle, leggiamo!
Da un primo sguardo ai pareri dei viaggiatori pare proprio di scoprire che la guida è ancora un importante compagno di avventure, in generale la versione cartacea è ancora amata dalla maggioranza, sarà il sapore di sfogliare ancora le pagine con le dita, il senso di possesso dell’oggetto, quasi un compagno di viaggio da mettere nello zaino o in valigia. Di fatto però l’ebook si sta diffondendo e le informazioni disponibili su internet stanno prendendo largamente piede. Blogs e siti di turismo sono una fonte che quasi tutti utilizzano, a dir la verità ne sono orgoglioso facendo contenuti per bambiniconlavaligia.it e travelby.me 😉
E’ molto interessante scoprire come ognuno personalizza il proprio modo di usare la guida, con modi anche inaspettati, scopriamoli! Valeria è affezionata alla versione cartacea, ma quando è in giro fotografa le pagine e le tiene a portata di pollice sullo smartphone, giorno per giorno a seconda di cosa c’è da visitare (evita peso ma ha le informazioni, very smart!). Serena usa la guida cartacea e prende nel contempo le informazioni da internet stampandole stampa su carta.
Sara, Elsa, Natasha, Elisabetta, Cristina, Roberta, Elsa, sono tutte fans di Lonely Planet, anche se qualcuno come Francesca è rimasta ultimamente delusa dalla qualità ed ha optato per altri editori. Si fanno spazio tra le preferite anche Rough, National Geographic, Touring, Dumont e Mondadori (soprattutto quest’ultima per le immagini e mappe). Ma c’è anche chi la guida non la usa per nulla, Antonella, nostra preziosa collaboratrice, si prepara su internet e prende note per il viaggio che porta con se, Eliana è anche della sua opinione.
Il mio parere? Quando prepariamo un viaggio la guida è una parte importante della programmazione, io preferisco recentemente la versione ebook, pdf a dir la verità, perché secondo me la grafica (immagini e le mappe) si vedono meglio. L’ebook permette di tenere una versione su ogni device, che sia smartphone, notebook o tablet, consultabile nei diversi momenti di preparazione del viaggio, a casa, oppure direttamente a destinazione. Le informazioni le attingiamo però anche dalla rete,i blog degli expat sono ad esempio una ottima fonte di informazioni realistiche, non semplicemente uno spot promozionale. Poi ci sono i siti dei colleghi travel bloggers, quelli di qualità, quelli che viaggiano veramente, non solo davanti al pc ;), come riconoscerli ? Sono coloro che fanno le foto nei luoghi che visitano, magari mettendoci la faccia, scrivono esperienze realistiche, non generiche, quelle le lasciamo alle enciclopedie. I video su Youtube e Vimeo sono anche un’ottima fonte di informazioni pre-partenza, preferiamo sempre le sequenze realistiche, non i video promozionali, bellissimi con immagini mozzafiato, ma inutili.
La guida da viaggio per me ha ancora di fatto la sua importanza, direi un rapporto quasi paritario con le altri fonti, la nostra preferita? Dipende da viaggio a viaggio, ma sostanzialmente amiamo, io e Giulia, Lonely Planet o Rough, preferibilmente in lingua inglese (così ne approfitto per migliorarlo). Un suggerimento da blogger, prima di acquistare le guide in formato cartaceo tradizionale o e-book guardate direttamente sul sito dell’editore, spesso ci sono buone occasioni se non ci sono intermediari di mezzo 😉
Amate le guide cartaceee ma costano troppo?Sapete che tantissime guide non vengono mai usate, o lette pochissimo, da chi le acquista? Qaulcuno cambia idea sulla destinazione, se ne dimentica proprio alle volte, magari la guida è solo la scusa per sognare un po’… per voi potrebbe essere l’affare del secolo a prenderla usata come nuova, un bel risparmio! Guardate sui siti o riviste di annunci privati, anche su ebay, se siete disposti ad accontentarvi, magari fate un buon affare!
Sembra una banalità, ma per i bambini è una semplice frase che gli cambia la vita. Quant’è bello vedere i nostri ragazzi che non hanno nessuna difficoltà a trovare nuovi amici al parco giochi, che ci troviamo a Londra, in Norvegia o ad Odense in Danimarca. Come mai? Durante le nostre peregrinazioni in giro per l’Europa ed oltre, abbiamo capito come ormai il mondo si è evoluto, l’inglese è divenuto un linguaggio globale (http://it.wikipedia.org/wiki/Lingue_per_numero_di_parlanti_madrelingua). Non significa che è la lingua più parlata al mondo, ma è la più diffusa in diversi ambiti, il turismo prima di tutto. Quando arrivi in un hotel ti aspetti che alla reception ti sappiano comprendere, da italiani speriamo magari che parlino pure la nostra lingua, ma vi pensate arrivare in una guest house in Cambogia e trovarsi di fronte ad una persona che parla solo Thai? La vostra aspettativa è che “lui” o “lei” della situazione perlomeno spiaccichi qualche parola in inglese, ma siete voi a doverlo capire e parlare per primi.
In Europa e nel mondo l’uso dell’inglese è molto comune, certi paesi si sono ritrovati con lingue madri poco conosciute, ne hanno approfittato e l’hanno adottato quasi come fosse una seconda lingua. Capita così che vai in Norvegia ed il fioraio, se non il benzinaio o il cameriere, capiscano e si esprimano in un inglese quasi perfetto. La cosa è distinta dal livello culturale, parlare inglese è considerata una necessità comune, non un surplus. Il bello è che ciò non succede solo in Norvegia, girovagando abbiamo scoperto che se vai a Lubiana in Slovenia, ad Amsterdam in Olanda, a Copenhagen in Danimarca se non sull’isola di Minorca, ti presenti dicendo “Hi, nice to meet you” non buongiorno.
Noi da genitori, l’inglese l’abbiamo cominciato a studiare già ad una certa età, certo si può fare, arrivando pure ad un livello di comprensione e scorrevolezza accettabile, c’è da lavorarci su, ma con dei corsi adeguati e tanta buona volontà le soddisfazioni arrivano, e te ne accorgi proprio quando sei all’estero e quel groviglio di suoni che il tuo cervello inizialmente rifiuta, diviene qualcosa di più famigliare, dai un significato alle parole, per fare una battuta, finalmente puoi capire le canzoni della tua adolescenza 😉
Ma i bambini ed i ragazzi a scuola di inglese possono imparare molto! Loro sono un quaderno aperto, imparano prima e meglio, il full-immersion è fondamentale nell’apprendimento. Non parlo di ore ed ore in aula, parlo dell’immersione totale in un ambiente anglofono, dove si parla inglese a lezione ma anche fuori, dove l’ora in aula finisce ma non termini di parlare inglese, perché con gli amici ci stai del tempo, vai in spiaggia o a prendere un gelato, e non sono solo italiani. Così i ragazzi si trovano a passare del tempo con coetanei di altre nazionalità, dove la cosa che li accomuna è proprio il linguaggio che utilizzano per interagire, che non è più una lingua straniera, come scolasticamente si pensa, ma è il mezzo per fare nuove amicizie e divertirsi. Questa è la marcia in più che hanno i corsi di inglese sul posto, dove si parla la lingua vera, Inghilterra, ma anche Malta ad esempio, ci sono diverse scuole, alcune con una lunga tradizione come EF http://www.ef-italia.it/pg/vacanze-studio/inglese/, dove si abbina l’insegnamento all’esperienza di vita, tutto sotto l’occhio vigile di un accompagnatore, e lo puoi fare già dagli 8 anni in su.
Avere la possibilità di entrare in contatto con quante più persone possibile, conoscere nuove culture, scambiare ed interagire anche quando si arriva da latitudini e longitudini distantissime. Credo che parlare una lingua come l’inglese sia fondamentale al giorno d’oggi, non solo per le reali possibilità lavorative che ti dà, apre le porte dello scambio, dell’integrazione.
Uno dei miei sogni è quello di vedere i miei ragazzi crescere viaggiando, aspettando il momento di accompagnarli alla stazione o all’aeroporto con lo zaino in spalla, verso la loro prima avventura da soli, senza mamma e papà, ma portando con sé una lingua che gli aprirà le porte del mondo.