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A Venezia, oltre Piazza San Marco

“Mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme un successo.” H.Ford

Il successo sta nel risultato nell’entusiasmo creato nel viaggio alla scoperta di una Venezia Insolita con i membri della community degli hubby di Bluewago, dei professionisti in campo turistico che racconteranno la loro terra nel blog. Ad ognuno di loro meriterebbe dedicare un post, ma di questo magari ne parleremo piu’ avanti.

A Venezia non servono presentazioni e’ vero, per me era la quinta volta, pensavo di aver visto tutto, invece non avevo visto nulla. La Venezia vera, non e’ quella turistica compresa tra Ponte del Rialto e San Marco, ma e’ la Venezia dei veneziani, di quelli che ci tengono alle loro radici e alle loro tradizioni.

Con Slow Venice andiamo alla scoperta del sestiere del Castello, proprio dietro piazza San Marco. Castello e’ un quartiere poco turistico, dove la maggior parte delle persone che abitano sono residenti. Le calli sono semi vuote e nei canali non ci sono le gondole ma delle piccole barche di proprieta’. Qui il turismo di massa non e’ ancora arrivato, qualche vecchietto cammina silenziosamente con il suo cagnolino, i bambini si muovono con il monopattino e le signore anziane si parlano da un balcone all’altro. L’odore di salmastro vicino ai calli ci inebria,  come quel fantastico profumo dei panni appena stesi tra un palazzo e l’altro.  Ogni angolo e’ perfetto, troviamo perfino un parco giochi, merce rara qui a Venezia, tra Viale Trento e il Lungomare.

La luce del tramonto illumina di rosso il quartiere, l’atmosfera e’ veramente suggestiva. Ceniamo al Vecio Fritolin, una cucina raffinata per pochi intenditori, un servizio impeccabile e un aiutante cameriere fantastico, un bassotto un po’ pauroso e un po’ curioso.

 

Dormiamo in una barca a vela ormeggiata sull’isola di San Giorgio, una 10 posti. Dopo le prime istruzioni per l’uso, si va a nanna. Ero emozionatissima, per me era la mia prima volta che dormivo in barca vela, il dolce cullare delle onde assieme alla mia stanchezza ha fatto si che la nottata passi talmente velocemente da non accorgermi. Il risveglio alle prime luci dell’alba avviene tra una chiacchierata e le mille risate, cosi in un batter d’occhio arriva il momento di partire, ci aspetta un tour in laguna con la barca a vela. Lo skipper di Race&Cruise www.raceandc.com ci accontenta e ci porta di fronte a San Marco per scattare delle foto ricordo. Ragazzi che meraviglia!

La navigazione continua verso l’isola della Certosa dove ci aspettano a pranzo, tre ore di navigazioni morbide, assaporando ogni angolo della laguna reso straordinario da un po’ di caratteristica nebbiolina veneziana.

C’e’ chi fotografa, chi riprede, chi fa finta di essere un marinaio ma soprattutto chi si da da fare per aiutare lo skipper nella navigata, tira le cime e izza le vele, grazie Valentina e Tiziana.

Tre ore di navigazione che passano in un secondo per poi arrivare a destinazione, l’isola Certosa, un isolotto tranquillo, dove ammiriamo in porto barche a vela fantastiche e qualche yacht. La titolare Giulia ci racconta la loro storia e le loro offerte, dalla scuola di Kayak a quella di canoa, da una vacanza all’aria aperta all’organizzazione di eventi, l’isola Certosa ha un’offerta completa al cliente.

Mi colpisce la struttura ricettiva, 16 stanze distribuite su due piani, da ognuna si vede il mare, una hall d’ingresso, e delle relax room ad ogni piano. Al piano terra e’ situato il ristorante, la cucina e’ egregia, dalla zuppetta di cozze, al risotto alla marina, per finire con le seppie in umido, al solo parlare ho l’acquolina in bocca.

Il caffe’ chiude questo piccolo tour, e’ ora di salutarci.

Grazie a Buewago per avermi fatto scoprire cio’ che gli altri non vedono, grazie ai miei compagni di viaggio non avrei potuto desiderare compagni migliori. Abbiamo riso, scherzato, ci siamo confrontati siamo cresciuti professionalmente e a livello personale.

Sei curiosa/o? Visita il sito di Bluewago dedicato alle vacanze al mare e cerca i nostri posts.

p.s. poi non dite che noi donne non sappiamo collaborare, basta scegliere le persone giuste per non annoiarsi mai!

4 Comments

  1. Avatar
    Valentina & Magalli says

    L’emozione di far finta di essere uno skipper 😀 DIVERTENTE!
    Bello il racconto Giulia!! 🙂

  2. Pingback: Week end in Italia - bambiniconlavaligia

  3. Pingback: Dove dormire, i posti piu' strani - bambiniconlavaligia

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