Ma quanto è incredibilmente bella Ibiza, un’isola effetto wow
Le nostre piccole iene da viaggio non rinunciano a portare i trolley, chiaramente inciampandosi, facendoli cadere a terra più di qualche volta, lottando tra fratelli per chi porta una o l’altra. E’ la solita tiri tera di una partenza familiare, eccitazione, un pizzico di timore per l’aeroplano, la voglia di scoprire una nuova meta. Siamo in anticipo, un po’ di sala d’aspetto e poi l’imbarco, tutto ok, l’emozione di vedere le nuvole proprio fuori dal finestrino rapisce anche i bambini più timorosi, magari ispirandogli un sonnellino. Ibiza arriviamo!
Atterrare su di un’isola è sempre affascinante, la si vede piccolina dall’alto e poi si scende su questa pista sproporzionata rispetto alla dimensione. Nel parcheggio dell’aereoporto ci attende la navetta del noleggio auto, ci porta al parcheggio in 5 minuti e ci consegna una berlina Toyota invece della Panda che abbiamo prenotato, un po’ di culo non fa mai male!
Destinazione Sant Eulalia del Rio, la località turistica a nord dell’isola di Ibiza si chiama così perché da lì passa l’unico fiumiciattolo presente, un mix di alberghi e case bianche con una spiaggia proprio di fronte al centro del paese. E’ qui che ci fiondiamo dopo avere posato le valigie al Residence Casa Luis, un albergo con camere ed appartamenti, semplice ma carino, poco fuori dal centro della cittadina. Sabbia, mare, nuvole, naaaaa, va beh, è aprile e ci può stare, il posto è carino però!
Il nostro primo impatto con Ibiza ci piace, poco distante dall’hotel, saranno 300 metri, c’è pure un supermercato di buone dimensioni, Eroski è l’insegna, dove ci riforniamo per benino e possiamo prepararci la cena nel nostro appartamento, bimbi liberi e per noi un po’ di relax post viaggio.
Ibiza (isola iscritta nel patrimonio dell’unesco) è il nome dell’isola, ma così si chiama anche il centro principale dell’isola, ed è qui che ci dirigiamo dopo colazione al mattino del secondo giorno. Lasciamo l’auto nel parcheggio a pagamento quasi di fronte all’attracco dei ferry per le altre isole delle Baleari e ci dirigiamo verso la fortezza Dalt Vila. Si tratta di una delle due più grandi città fortezza antiche (Valletta a Malta è l’altra), ed è un vero spettacolo. Ma per quale ragione per anni ed anni ho pensato ad Ibiza unicamente come al centro del mondo della vita notturna ignorando questo aspetto culturale non da poco? Cattiva informazione, per fortuna che ci sono i travel blogger ;). Alla fortezza si accede dalla cittadina antica alle sue pendici, lungo strade pavimentate in pietra e diversi attraversamenti di passaggi, mura. Il percorso verso la vetta è lunghetto, i piccoli ce li carichiamo in spalla più di qualche volta, ma quando arriviamo in cima il panorama sul mare e sulla baia è stupendo, certamente ripagante.Di questa meta sono da gustare le case antiche della cittadina con le loro facciate bianche, i contrasti dei colori, specie se c’è un cesto di frutta appoggiato fuori da una locanda.
Mangiamo da KFC in centro ad Ibiza, ci facciamo bruciare la bocca dal pollo piccante non capendo esattamente quali erano le porzioni più piccanti e quali meno. Il tempo si mette al bello è mettiamo il navigatore verso l’interno dell’isola, andiamo a scoprire un po’ di affascinanti chiese bianche. Nate un po’ da protezione per gli abitanti delle località minori sono veramente spettacolari con le loro sagome semplici che si stagliano sul cielo azzurro intenso, talvolta striato da qualche nuvola bianca, tra cornici di muri in pietra faccia a vista. Sono una più bella dell’altra, 5 stelle plus come attrazione sull’isola di Ibiza, anche se noi non diamo stelle 😉
Terzo giorno ad Ibiza, colazione in albergo e poi via verso il primo dei mercatini dei quali abbiamo tanto sentito parlare. Ibiza è famosa per essere stata colonizzata da una folta tribù di hippies negli anni ’60, andiamo a scoprire cosa è rimasto di questa migrazione.
Il mercatino di Las Dalias a Sant Carles a Ibiza si raccoglie parte all’interno, parte nel giardino e nel piazzale vicino al ristorante omonimo. E’ un mix di bancarelle dove si vende un po’ di tutto in stile tipicamente hippy, tamburi, scialle, vestiti, bigiotteria, qualche creazione artistica artigianale, musica di sottofondo, atmosfera hippie anche se oggettivamente, quando vedo arrivare i pullman che scaricano frotte di turisti, ho l’impressione che sia più un baraccone da spettacolo per nostalgici e curiosi che un mercatino hippie vero e proprio. I bambini adorano girare in questo mondo colorato e ricco di suoni, ci sono anche dei giochini in giro tra i banchi, restando poi folgorati da un artista che dipinge dei quadri su cartoncino con semplici attrezzi di riciclo e delle bombolette spray.
Durante la nostra permanenza sull’isola visitiamo anche i mercatini di Es Canar e Punta Arabi, quest’ultimo è forse quello che ci piace di più. Quello che consideriamo invece il vero mercatino hippy dell’isola che nulla ha di turistico è il mercadillo dell’ippodromo anche detto Mercadillo di San Jordi, un car boot market dell’usato dove c’è gente vera, pochi turisti ed un’atmosfera magica. Oggetti usati di tutti i tipi e fogge, gente coloratissima, diversa ed al tempo stesso unita da una filosofia, quella della Isla Blanca. Da non perdere!
Quarto, quinto e sesto giorno a Ibiza li passiamo alla scoperta della meraviglia tra cale e spiaggie di sabbia affacciate su di un mare cristallino. Cala Llonga, Cala Llenya, Portinatx, Cala d’Hort, Ses Salines, sono quelle alle quali ci dedichiamo, ma per scoprire la bellezza di quest’isola ci vorrebbe più di una settimana, il tempo è tiranno e domani si parte.
Ibiza l’abbiamo trovato molto più family friendly di quello che ci aspettavamo, specialmente la parte nord dell’isola è un luogo stupendo per chi ci viene con i bambini. Natura, tanto verde, specialmente all’interno (da non perdere i paesini con le chiese tutte bianche), cale fantastiche, un mare da paura (nel senso buono), la gente simpatica, soprattutto l’atmosfera “da vacanza” della quale è permeata, mi viene da dire “quando torniamo Giulia?”
Gli atterraggi sulle isole sono sempre un pò avventurosi, sarà che c’è sempre abbastanza vento, sarà l’emozione dell’atterraggio, il contatto con il suolo é liberatorio, da Barcellona siamo arrivati sin qui. Bello l’aeroporto di Minorca, moderno, sufficientemente ampio, con i nostri bagagli a mano ci dirigiamo verso l’uscita e quindi al punto incontro con Lluis, il responsabile del noleggio auto che ci consegna una bella Micra perfettamente adatta per noi quattro, abbiamo scelto un noleggio locale, Nuracar, http://nuracar.es/en/, risparmiamo qualcosa e ci sentiamo un po’ più turisti a km 0. Sistemiamo i nostri seggiolini-rialzo zaino e partiamo, pausa benzina e via, verso Son Bou, sulla costa sud est dell’isola.
La strada che conduce verso il nostro hotel é quella principale che collega la parte orientale, dove si trova Mahon ( Mao in catalano ), con il settore occidentale dove c’è Ciutadella, la seconda cittadina di una certa importanza. Troviamo facilmente l’uscita per Son Bou e scendiamo dolcemente verso la costa, la strada é molto piacevole, molto verde e qualche edificio tipicamente tutto bianco (tetto in tegole compreso).
Attraversato un arco di pietra naturale eccoci a destinazione, parcheggiamo comodamente l’auto nel piazzale vicino e siamo di fronte al Royal Son Bou family club . Entriamo ed eccoci alla reception, ci accorgiamo subito che siamo in un posto per bambini, l’atmosfera é piacevolmente di tipo familiare, si sentono i bambini ridere, gridare, uno pure fa i capricci, si vedono che corrono di qua e di la, tutto nella normalità, nessuno si scompone, alla reception c’è pure il rialzo sul quale montare in piedi e permettere ai piccoli ospiti di partecipare alle operazioni di check in.
Il complesso si sviluppa attorno ad una grande piscina centrale separata in due zone da un ponticello di legno. Casette a schiera su più piani con numerose terrazze a servizio degli alloggi. Molte piante, fiori, alberi di palma, una fontana, tutto curatissimo, tutto pulito. Appoggiamo le valigie nel nostro appartamento con vista mare (fortunati) e via a cena dove ci aspetta un enorme buffet fornitissimo, mi sa che apprezzeremo molto l’all inclusive ! Siamo in tempo per la mini dance e poi a nanna, noi e i bimbi siamo stanchi del viaggio e domani si comincia l’esplorazione dell’isola ! Buona notte Minorca.
L’ingresso alla spiaggia di Son Bou a Minorca
Il nostro secondo giorno a Minorca
Buongiorno Minorca ! Cielo terso, lo spettacolo del mare é qualcosa di speciale, specialmente al mattino, il Royal Son Bou family hotel é avvolto ancora nel silenzio e lo spettacolo della grande piscina vuota al mattino é qualcosa di speciale, scattiamo qualche foto.
Una buona colazione é il modo giusto per iniziare ogni giornata di viaggio e qui non manca nulla, anzi la scelta diventa un po’ complicata davanti ad un’offerta così variegata. Terminato questo importante start scendiamo verso la spiaggia di Son Bou, una lunga distesa di sabbia bianca davanti ad un mare di un colore turchese incredibilmente invitante, spettacolo ! Proprio in prossimità della spiaggia si trovano le rovine di una antica cattedrale paleocristiana, per gli appassionati di storia é una meta da non mancare, anche data la vicinanza con l’albergo, per i non appassionati un ottimo punto per fare delle foto o distendersi a prendere il sole sulla sabbia poco distante.
Montiamo in auto e ci dirigiamo verso sud est. Cala en Porter ci accoglie in una baia con due alte pareti di roccia ai lati ed una grande spiaggia di sabbia bianca che ricorsa quelle di Formentera. Non é difficile parcheggiare (tenete conto che noi siamo qui maggio, in alta stagione potrebbe essere non così facile) e vicino all’ingresso della spiaggia c’è pure un parco giochi.
Altro tragitto su quattro ruote, poco distante a dir la verità, e scendiamo ancora verso Calas Coves, si lascia l’auto ad una certa distanza e si scende verso il mare per un piacevole tragitto a piedi in discesa (non brevissimo) su strada sterrata al termine del quale si apre una stretta insenatura tra ripide pareti rocciose sulle quali, non perdetevelo, si trovano degli anfratti, antiche abitazioni grotta ricavate proprio sulle pareti a strapiombo sul mare. E’ divertente immaginare questi antichissimi nostri progenitori vivere in queste particolari abitazioni, magari dotate di corde per accedervi, pronti a ritrarle nel caso arrivasse qualche pericoloso nemico dal mare… il nostro bimbo più grande é rimasto affascinato da questa rappresentazione. Più avanti l’insenatura si apre con una forma di Y e lascia spazio ad alcuni scorci da brivido tra acqua purissima e roccia, seguite il sentiero sul lato destro della baia per goderne lo spettacolo, alcuni passaggi a gradini sono addirittura scavati nella roccia.
Mulino a Minorca
Dopo il pranzo come da promessa portiamo i bimbo allo spazio Kikoland del Royal Son Bou, una grande area parzialmente al coperto ed in gran parte allo scoperto con tanti giochi ed un team di animatori che assistono e giocano con i bambini, qui conosciamo anche Andrea, un simpatico ragazzo di Viareggio con il qualche scambiamo qualche chiacchiera. E’ possibile lasciarli qui al mini club per un po’, loro si divertono, mamma e papà prendono un caffè scrivendo questo post 😉
C’è tempo ancora per vedere qualcosa, allora via verso il Monte Toro e il Santuario situato proprio sulla cima, E’ il rilevo più alto dell’isola, dal piazzale si gode di una panorama su quasi tutta l’isola, da non mancare insieme al cortile della chiesa del santuario, date un’occhiata al sistema con il quale scende l’acqua dal tetto delle case, un sistema di tegole contrapposte, veramente originale, scatto consigliato !
E’ sera ceniamo tra le tante delizie proposte dal ristorante dell’hotel, minidance ed a nanna, i bimbi sono stanchi e noi dobbiamo scrivere, scrivere, scrivere 😉
Terzo giorno sull’isola di Minorca
Svegliaaaa, c’è la colazione ! Questa mattina abbiamo programmato un’escursione bisogna organizzarsi in fretta senza dimenticare le nostre merende preferite, i choco& della Loacker, ultimamente i piccoli non ne possono fare a meno. Montiamo sulla Micra e puntiamo il cruscotto verso nord.
Prima tappa é il paesino di Fornells, parcheggiamo facilmente in riva al mare e facciamo un giro per questo simpatico paesino di mare, da vedere il porticciolo con le tradizionali imbarcazioni da pesca tutte bianche, adoriamo tra l’altro questo particolare del “tutto bianco” sull’isola, ci rafforza la sensazione di essere al centro del Mediterraneo.
Si risale in auto e via verso il Faro de Cavalleria. La strada che ci conduce verso la meta é qualcosa di speciale, verde, tanto verde, mucche libere al pascolo, ogni tanto incontriamo anche qualche fattoria. Arrivati a poca distanza dall’arrivo un addetto ai lavori ci informa che la strada é chiusa a causa di alcuni lavori di asfaltatura, non ci resta che posticipare la visita, succede. Torniamo un pizzico indietro e ci fermiamo alla Platja de Cavalleria, un breve tratto a piedi ed una scala in legno che ci conduce in una grande spiaggia da favola, seppure la giornata sia ventosa e grandi onde ci impediscono di tuffarci in acqua, il contesto naturale e paesaggistico é emozionante, anche perché sulla spiaggia siamo praticamente solo noi. I bambini giocano a trovare delle piccole conchiglie mentre noi ci dedichiamo agli scatti.
Dopo mangiato, ed il pranzo al Royal Son Bou family club é sempre una nuova piacevole scoperta con quotidiane nuove proposte culinarie anche con specialità isolane, una pausa di relax ed un bagno nella grande piscina, anche se c’è vento il nostro bimbo maggiore non sta più nella pelle e vuole fare il bagno (maglietta protettiva e via) decidiamo di andare nella capitale, Mahon, o meglio Mao’ in catalano.
Avarcas o Minorchine per bambini
La cittadina di circa 20000 anime é un simpatico centro urbano affacciato su uno dei più grandi porti naturali in Europa. Lasciare l’auto in centro non é un problema, nella piazza principale c’è un grande parcheggio interrato a pagamento con sopra un grande parco giochi (non fa mai male), scendiamo lungo la via principale pedonale che conduce verso il mare. Il centro storico é piacevole, bei negozi e belle cose in vendita, belle case, da vedere il mercato coperto (Claustre del Concent del Carmen) realizzato in un antico convento, con il colonnato e la grande corte centrale. Buttate un occhio alle tipiche calzature dell’isola, chiamate avarcas o minorchine per i bambini ce ne sono di coloratissime !
Riusciamo a rientrare al Royal Son Bou in tempo per cena, mini-dance e pure lo spettacolo successivo, star dello show un tanto improbabile quanto divertentissimo PSY nell’esecuzione ballata della conosciutissima Gan Gnam Style, bimbi letteralmente impazziti ed animazione a piene stelle! Ora a nanna però, domani ci aspettano ancora scoperte su quest’isola che ogni giorno ci regala nuove emozioni.
Ancora Minorca, il quarto giorno!
Il Faro di Favaritx, Cala Presili, Binibeca
Ancora sole a Minorca ed oggi la destinazione mattutina é il Faro di Favaritx localizzato nel Parco Naturale di s’Albufera des Grau. La strada che conduce al faro é qualcosa di meraviglioso, il paesaggio molto verde muta man mano che ci si avvicina alla costa, i boschetti ed i pascoli lasciano lo spazio ad una classica macchia mediterranea con bassi cespugli dai profili rotondeggianti in un’amalgama di colori che ricorda molto un quadro impressionista.
Come ci avviciniamo di più il paesaggio muta ulteriormente, scompare quasi totalmente la vegetazione per far spazio a grandi banchi di roccia metamorfica con una particolarissima conformazione a lamelle luccicanti, radi muschi color ruggine e bassi cespugli. Parcheggiamo in un piazzale a circa 1 km dal faro e ci avviamo a piedi. I bambini si divertono a raccogliere i pezzetti di roccia ai lati della strada facendo a gara quale é più luccicante, noi, affascinati dallo spettacolo che si apre davanti ai nostri occhi proseguiamo il cammino tra uno scatto e l’altro.
Prima del faro sulla punta della penisola incontriamo sulla nostra sinistra una baia tra le rocce ed un laghetto stagionale. Il faro bianco avvolto nelle sue strisce nere elicoidali sembra fatto ad hoc per essere fotografato, lo riprendiamo da tutti i lati, rischiando pure un capitombolo sulle rocce aguzze, ma ne valeva la pena, i bimbi nel frattempo ormai sono diventati provetti geologi e sono persi nel loro mondo di minerali, noi lasciamo sul posto una piccola torre di ciottoli come usiamo fare dove ne troviamo già delle altre, comportamento molto hippie !
Conclusa la visita al faro destinazione spiaggia, prendiamo il sentiero Cami de Cavalls, un tracciato perimetrale dell’isola transitabile unicamente a piedi, a cavallo o mountain bike, e dopo una camminata di circa 15 minuti scendiamo verso Cala Presili. Se non é il paradiso si avvicina molto, circa 300 metri di sabbia bianchissima, acqua stile Minorca (trasparentissima), e siamo solo noi, o quasi, altri due naturisti prendono il sole placidamente vicino alle rocce che delimitano il litorale. Non ci da fastidio, anche se non siamo sicuri che noi non diamo fastidio a loro, ma il luogo é troppo bello e rimaniamo per un bagno.
Dopo la pausa pranzo, bagno in piscina in albergo con entrambi i piccoli, oggi c’è meno vento e l’acqua é piacevole, partiamo alla volta di Binibeca. Questa località sulla costa sud est dell’isola di Minorca é un luogo veramente particolare. Si tratta di un vecchio paesino di pescatori affacciato sul mare con casette tipiche e costruite le une addossate alle altre, tutte tinteggiate di bianco candido, tutte perfettamente ristrutturate. Il colpo d’occhio é notevole, passeggiare tra gli stretti vicoli dell’abitato é un’esperienza da provare, per i bambini quasi un paese dei balocchi.
Ora di rientrare, stasera c’è lo spettacolo al Royal Son Bou family club, l’artista é molto bravo, affascina i grandi ed i bambini con enormi bolle di sapone colorate inframmezzando il tutto con divertenti gag comiche, bravissimo ! Ora a nanna però, ancora un giorno d’esplorazioni ci aspetta a Minorca.
Quinto giorno a Minorca, è passione!
Ciutadella, Faro di Punta Nati e Cala Galdana
Oggi pioggia. E’ maggio, non potevamo pretendere sei giorni di sole su sei. Non demordiamo, colazione abbondante e ci dirigiamo verso sud ovest, Ciutadella, l’altra località maggiore dell’isola all’estremo opposto di Mao’.
La pioggia di trasforma in pioggerellina e poi smette proprio quando siamo arrivati a destinazione, fortunati. Ciò ci permette di fare un giro per la cittadina e di godere del centro storico, nella piazza principale ci prendiamo un caffè con vista sul porto, poco distante un parco giochi in un giardino, perfetto. La località dispone di un’ampia zona pedonale, ottima per i piccoli, simpatici negozi di artigianato e gelaterie, merita certamente una sosta, da vedere anche la grande cattedrale centrale con le sue volte in pietra naturale.
Rimontiamo in auto e ci dirigiamo verso il Faro Punta Nati, la strada che vi conduce é chiusa sui due lati da muretti in pietra, anche qui il paesaggio muta in una enorme spianata costellata di strane costruzioni in pietra stile piramidi, che poi scopriremo essere delle vecchie postazioni militari. Ad un tratto accostiamo, vicino alla strada ci sono tre splendidi cavalli neri vicino ad uno dei tipici cancelli in legno ritorto locale (foto chiaramente). Parcheggiamo a circa 1000 metri dal faro e ci incamminiamo verso la costruzione, vediamo alcune persone intente a raccogliere qualcosa nei campi vicini, scopriamo chiedendo che si tratta di capperi, interessante.
Comincia a piovigginare, non siamo proprio attrezzati ma ci arrangiamo come possiamo sistemando un foulard in testa ad uno dei bimbi, un po’ come fosse un uomo del deserto, d’altronde non ci lasciamo abbattere dal meteo, non ci sono brutte giornate é il nostro motto ultimamente. Il faro ed il contorno merita la strada e la pioggia, interessanti anche le costruzioni militari, fate attenzione con i bambini perché all’interno qualcuno ha lasciato alcune bottiglie rotte e proprio vicino ad una c’è una grande grotta con ripide pareti, meglio tenerli per mano.
Soddisfatti torniamo a Ciutadella per luna pausa, approfittiamo del Burger King in piazza per uno spuntino così i bimbi giocano un po’ nella sala a loro dedicata. Sulla via di ritorno verso Son Bou ci fermiamo a Cala Galdana, una località sulla costa sud ovest con un divertente enorme rubinetto rosso all’ingresso della baia. Luogo splendido, il colpo d’occhio, specialmente dalla vedetta sul costone roccioso, é notevole, c’è pure un locale abbarbicato su una specie di isoletta rocciosa, foto !
Lasciamo l’auto a noleggio di Nuracar al parcheggio poco distante dall’albergo, quindi serata tranquilla al Royal Son Bou, bambini con gli animatori a ballare e noi a interagire un po’ sui social grazie alla connessione wi-fi, domani é l’ultimo giorno a Minorca.
Ora di partire, che vacanza Minorca!
Oggi c’è il sole, quando si deve partire c’è sempre il sole. Il nostro aereo per Barcellona é previsto nel tardo pomeriggio, abbiamo tempo per gustarci ancora una delle fantastiche colazioni del Royal Son Bou family club, dove ormai anche i nostri bambini si destreggiano perfettamente tra dolci tradizionali e specialità da english breakfast. Approfittiamo della mattinata per un po’ di shopping nella vicina Mahon, ci servono un paio di cose ed un recente centro commerciale poco fuori centro fa proprio al caso nostro. Non ci facciamo mancare neppure un paio di specialità culinarie locali come il Queso e la Sobrasada, due golosità tipiche isolane.
Rientriamo in albergo giusto in tempo per liberare la camera alle 12.00, salutiamo lo staff dell’albergo con un abbraccio e ci gustiamo il pranzo sulla terrazza del ristorante La Basilica con una vista stupenda sulla spiaggia bianca di Son Bou e sulla piscina per bambini con il galeone pirata. Non resistiamo, finito di mangiare scendiamo ancora in spiaggia, mentre i bimbi giocano sull’arenile ci lasciamo cullare dall’immagine di questo mare di un colore indescrivibile, é l’immagine che vogliamo fissare nella memoria e portarci via con noi da Minorca. E’ l’ora di andare. Adios Minorca, anzi, arrivederci !
Cosa ci é piaciuto di più di questa vacanza ? L’isola innanzitutto, Minorca, il mare limpido, le spiagge, tante e poco affollate, i contrasti dei panorami, quelli più spogli dei fari, quelli verdi e rigogliosi all’interno, la gente, il cibo. La scelta di prendere l’auto a noleggio con una compagnia locale come Nuracar é stata vincente, ci ha permesso di visitare l’isola secondo nostro piacimento ad un costo contenuto, ottimo servizio. Un plauso particolare va al nostro hotel, il Royal Son Bou family club, cortesia e gentilezza di tutto il personale, attenzione per i bambini, animazione di qualità, ottimo cibo, una struttura perfetta per una vacanza in famiglia.
Qualche tempo fa in un post parlavamo di quei luoghi dove viaggiando si lascia un pezzetto di cuore, Minorca é sicuramente uno di questi. Non facciamo fatica a definirla come una delle migliori destinazioni per una vacanza in famiglia con i bambini, Per fortuna non abbiamo visto tutto quello che c’era da vedere sull’isola, e questo è un ottimo motivo per tornarci.
Grazie Minorca per tutto quello che ci hai saputo dare!
Dritte da travel blogger a Minorca
Anche se il family resort è fantastico e non vorreste staccarvi da quel lettino a bordo piscina partite per un’esplorazione dell’isola di Minorca, ha veramente un sacco da far vedere. Al Royal Son Bou si mangia da dio, l’all inclusive è veramente super.
Arrivare in una grande città come Barcellona è sempre piacevole ma alle volte il tempo per preparare il viaggio é tiranno. La guida turistica é rimasta per sere sul comodino, complice un eccesso di lavoro proprio nelle ultime settimane prima della partenza, e durante il volo il pisolino é stato d’obbligo (quanto sonno ci fa il rollio). Ora siete nel bel mezzo della capitale catalana, profondamente indecisi su cosa visitare inizialmente, avete già un’idea ma non volete perdervi il meglio! Beh, vogliamo venirvi in aiuto, il portale OK Apartment Barcelona fonte dell’infografica ha realizzato un sondaggio tra i suoi utenti in visita a Barcellona ed ha chiesto direttamente a loro quali sono le attrazioni top della città, suddividendole prima in categorie.
In testa alla classifica pare proprio che il maestro modernista Gaudì (per chi vuole approfondire il collegamento alla pagina web in inglese dell’Unesco) spopoli con un 41% che spiazza decisamente le altre attrazioni. Sagrada Familia in testa, il Parc Guell e la Casa Batlò insieme alle altre creazioni dell’artista catalano sono effettivamente quelli che riscuotono il maggiore favore dei turisti. Il Montjuic occupa il secondo posto con la Fontana Magica.
Tra le zone principalmente visitate il Barrio Gotico fa la sua bella figura, Las Ramblas per le strade (non poteva essere diversamente per la fama di questa arteria di Barcellona), il Museo Picasso e quello Mirò tra le esposizioni d’arte, in effetti noi li abbiamo visitati personalmente e sono due mete imperdibili ! Tra i migliori c’è il mercato della Boqueria (questo è il link alla pagina in inglese del mercato), la Cattedrale di Barcellona (spettacolo con il chiostro interno), La Plaza d’Espanya, ed il Parc della Ciutadella.
Attrazioni Barcellona, simpatico scoprire che tra i turisti quelli italiani restano affascinati maggiormente dalla Sagrada Familia, quelli norvegesi mettono sul primo gradino del podio le spiagge, ed i Russi sono innamorati del Tibidabo. Sul fronte del “quanti giorni” sappiate che probabilmente se il vostro soggiorno é superiore ai sette giorni non rinuncerete ad una passeggiata al Parc Guell, se vi limitate a tre giorni non perderete il mercato della Boqueria. Ed ora spazio ai numeri, buona Barcellona.
Il mercato della Boqueria sulla Rambla a Barcellona
E’ come immergersi in un mare di colori, sapori, profumi, suoni. Il Mercat del la Boqueria é sempre un’esperienza emozionante e coinvolgente a Barcellona. Vi si accede facilmente dal Viale della Rambla, la strada forse più conosciuta di Barcellona ricca di artisti di strada , circa a metà del percorso sulla destra scendendo verso il mare, il flusso della gente che vi accede é notevole, non potete sbagliare, c’è l’insegna in ferro battuto e subito sulla destra un bel banco ricco di Jamon (divertente il museo dedicato a questo prodotto http://www.jamonexperience.com/en/), il famoso e gustoso prosciutto della Catalogna.
L’atmosfera di questo tipico mercato alimentare al coperto catalano vi coinvolgerà immediatamente con i coloratissimi banchi della frutta dove le mercanzie esposte assomigliano più a un quadro che ad un semplice banco del mercato. verdure, frutti, legumi sono ordinatamente esposti e creano una magia di colori tutta particolare. Ci sono poi le voci dei venditori che invitano ad acquistare questo o quello, uno spettacolo nello spettacolo. La parte restrostante é dedicata al pesce, ma ci sono anche banchi di salumi ed altre delizie del palato, da vedere anche questi settori.
Con i bambini fate un po’ attenzione perché il mercato della boqueria é molto affollato ed é facile perdersi, un occhio di riguardo anche per le vostre borse e/o zaini, siamo in una grande città, ricordatevelo. I bambini non mancheranno di tirarvi la mano per avere uno degli invitanti barattoloni di frutta fresca oppure qualche colorato frullato immerso nel ghiaccio. E nemmeno noi non abbiamo resistito, siamo infatti andati via con dei bicchieroni trasparenti pieni di frutta frullata alla mano, bimbi e noi grandi felici!
Il Mercato della Boqueria é una meta imperdibile a Barcellona, sicuramente tra le 10 mete da non perdere, tenete i bimbi per mano e nell’altra la vostra inseparabile camera digitale per portarvi a casa un pezzetto di questo speciale ricordo di Barcellona. I colori ed i sapori del Mercato della Boqueria sono unici, è un ricordo indelebile ed una destinazione da non perdere a Barcellona.
Prima la Sagrada Familia di Gaudì, poi al parco giochi
Barcellona, era un po’ di anni che non passavamo da queste parti. E’ sempre un piacere ritornare qui, l’occasione questa volta é una tappa di avvicinamento per il nostro tour a Minorca. Abbiamo scelto di alloggiare per una notte in zona Sagrada Familia (collegamento al sito in inglese dedicato alla Sagrada Familia) , un appartamento del tipo casa vacanza al secondo piano di uno stabile residenziale. Sapevamo già di essere molto vicini alla famosa chiesa progettata dal genio creativo di Gaudì, ma quello che non sapevamo, viaggiando con bambini piccoli, é che proprio di fronte alla chiesa, ingresso sud-est, c’è un bel giardino con grandi alberi ed al centro del giardino un attrezzato parco giochi.
Questo sono le attrazioni che ci piacciono ! Da un lato la cultura e l’arte, dall’altro lo svago per i piccoli viaggiatori. Il parchetto é bene attrezzato con due aree distinte, la prima recintata per i bambini più piccolini, la seconda un pò più ampia per quelli più grandicelli. Giochi in legno con scivoli, altalene, percorsi avventura con ponticelli da equilibrio. Piacevole starsene a guardare i bambini giocare con sullo sfondo la meraviglia slanciata verso il cielo che é la Sagrada Familia.
Poco distante un artista di strada ha poi attratto la nostra attenzione e quella dei nostri bimbi, bolle di sapone giganti semplicemente con una corda ed un po’ di sapone in una bacinella. I piccoli sono stati invitati a partecipare loro stessi alla magia e le esclamazioni di gioia non sono mancate !
In zona trovate ogni tipo di ristoro, paninerie, gelaterie, pizzerie, fast food e ristoranti, ci sono i taxi per muoversi verso altre mete nella città, i bus turistici e quelli di linea, oppure la stazione della metropolitana, pure un supermercato fornitissimo a pochi passi, non manca nulla. Grazie a questa inaspettata scoperta Barcellona guadagna ancora punti nella nostra classifica delle città maggiormente a misura famiglia, il parco giochi della Sagrada Familia é una meta da non mancare ! In bocca al lupo per il meteo e buona Barcellona.
Un ristorante per famiglie vicino la Sagrada Familia a Barcellona
E’ viaggiando che si scoprono nuovi luoghi, e Valentina proprio viaggiando, ha scoperto questa meta, scrivendoci una email ad info@bambiniconlavaligia.it e segnalandoci questo locale a Barcellona dove i bambini non sono ospiti scomodi ma protagonisti in un ambiente creato a loro misura, con un’occhio anche alle esigenze dei loro genitori o accompagnatori, dove trascorrere qualche oretta in tranquillità anche in una città turistica come questa, tra un’attrazione e l’altra. Grazie Valentina !
Vi scrivo in quanto durante il mio recente viaggio a Barcellona (Spagna) mi è recentemente capitato di “inciampare” in un posto che ritengo valga la pena che voi conosciate. Si chiama La Tribu e si trova apochi passi da La Sagrada Familia, in pieno centro città, l’indirizzo preciso è Passatge Maiol 16, Barcelona.
Dando un’occhiata al sito internet www.la-tribu.es potete vedere che tale spazio è totalmente family friendly. E’ una destinazione per famiglie dove i bambini possono giocare nell’apposita area gioco e dove gli adulti (genitori, nonni ma anche le baby sitter) possono rilassarsi chiacchierando un po’, sfogliando un giornale, sorseggiando una bevanda calda ed assaggiando uno dei gustosissimi dolcetti fatti in casa.
L’ambiente è davvero unico, le titolari sono disponibili e molto accoglienti sia con i piccoli che con gli adulti e offrono sempre qualche buono spunto per passare il tempo in questa città ricca d’arte e di storia!”
Menorca, é il suo nome in catalano, ma noi la conosciamo come Minorca, sarà la nostra meta di maggio. Facente parte dell’arcipelago delle Isole Baleari é, a detta degli ultimi sondaggi tra i turisti, la migliore isola spagnola dopo quelle appartenenti all’arcipelago delle Canarie, praticamente la prima nel mare Mediterraneo, ottima per una vacanza a Minorca.
Appassionati per le isole ? A quanto pare ultimamente si. Mentre stiamo preparando ancora i dettagli del nostro viaggio sappiamo già che alloggeremo al Royal Son Bou – family club, una struttura interamente dedicata alla famiglia sulla costa sud dell’isola ed immediatamente in prossimità della spiaggia, anche se i bambini vedendo le immagini della grande piscina hanno spalancato occhi e bocca e mi sa che faremo fatica a portarli via da li.
L’isola é servita da un aeroporto, quello di Mahon localizzato sull’estremità est, ed é proprio l’aereo che abbiamo scelto quale mezzo di trasporto, previsto anche uno scalo a Barcellona la grande città catalana che abbiamo già visitato (e raccontato) ma che é un piacere ritrovare anche se solo per un giorno prima della vacanza a Minorca.
Per muoverci durante la nostra vacanza a Minorca abbiamo scelto di noleggiare un’auto, quale mezzo migliore per scoprire gli angoli più caratteristici del luogo, abbiamo cercato un servizio di noleggio auto locale a Minorca in quanto in base alla nostra esperienza i prezzi sono spesso migliori ed il servizio praticamente uguale a quello dei marchi più blasonati, Nuracar é il nome, il veicolo ce lo faranno trovare all’aeroporto, incluso nel prezzo c’è l’assicurazione, chilometraggio illimitato, tasse locali, secondo guidatore ed assistenza stradale al caso, i prezzi partono da Euro 112/settimana, meglio di così! Per i bambini abbiamo optato per lo zainetto rialzo di Truki preso su amazon.it in modo da risparmiare qualcosina.
Sull’isola non mancheremo il tour delle diverse cale e spiagge dell’isola, ognuna particolare, ognuna con un mare fantastico, tanto da essere tutta l’isola un parco naturale protetto dall’Unesco. Ma anche un occasione per visitare i centri di Mahon e Ciutadella, i siti megalitici, i castelli, la riserva naturale S’Albufera e qualche villaggio di pescatori a nord.
Prima della vacanza a Minorca, durante la tappa di andata e ritorno, alloggeremo a Barcellona per due notti in un particolare b&b ai piedi del Monte Tibidabo, potete darci un’occhiata in anteprima 🙂
Siamo entusiasti della nostra scelta, c’è tanto da vedere e vivere l’isola, sinceramente non vediamo l’ora di partire per poi raccontarvi tutta la nostra esperienza con i bambini. Cominciamo a preparare gli zaini e lasciamo lo spazio per i Loacker Choco & Nuts, una golosità che abbiamo appena scoperto e che sarà la nostra merenda di viaggio !
Dopo Barcellona questa città é stata una vera scoperta, incerti inizialmente sulla destinazione l’approccio con Valencia é stato veramente piacevole per tutta la famiglia, una vacanza riuscita in un luogo ricco di attrattive per i bambini, fortunata anche per il meteo clemente, ma da queste parti succede spesso fortunatamente. Viaggio a Valencia da rifare, ecco perché…
La città delle arti e scienze a Valencia
Valencia si raggiunge facilmente con la principale compagnia di volo low cost, Ryanair vola nella città della Comunità Valenciana da diversi aeroporti italiani, da primavera ad autunno i voli sono più frequenti. Ma da un’occhiata anche alle offerte di Vueling! Diversamente puoi cercare una buona offerta con SkyScanner.itL’aeroporto cittadino dista non troppo dal centro e conseguentemente il transfer in taxi non é particolarmente costoso, anche se è un peccato che non ci sia UBER qui.
Dove alloggiare con i bambini a Valencia
Per l’alloggio abbiamo scelto una casa vacanze subito fuori le mura del centro storico in posizione ben servita sia da mezzi pubblici che da negozi e supermercati. L’appartamento scovato su booking é carino, Victor, il proprietario é pure simpatico. Soggiorno con angolo cottura, servizio igienico, camera con due letti doppi, arredato stile rustico versus moderno, dotato di servizio wifi, é adatto a due adulti e due bambini. In alternativa a Valencia un buon hotel suggerito per le famiglie è Ad Hoc Carmen, peccato che al tempo della nostra visita fosse al completo.
Cosa fare a Valencia con i bambini
Ottocentomila abitanti non sono pochi, eppure questa città non pare estremamente affollata, il centro é piacevole da visitare a piedi e non troppo impegnativo per i bambini. Da non perdere il quartiere storico del Carmen, la Piazza della Vergine e la zona della Cattedrale, la piazza del Mercato e quella dell’Ayuntamento, la sala della Borsa della Seta (Lonja – fa parte tra l’altro del Patrimonio Universale dell’Unesco e questa è la pagina web in inglese) con le sue colonne tornite che si innalzano sino all’altissimo soffitto decorato a volte (edificio riconosciuto dall’Unesco quale patrimonio dell’umanità), quest’ultima sembra un castello con un piacevole giardino interno e piacerà sicuramente anche ai bimbi. Di fronte alla Lonja c’è il mercato coperto, fatevi un giro tra i banchi per scoprire i colori, i sapori e la vita quotidiana di Valencia, magari prendete anche qualche frutto per i bambini.
Borraccia da viaggio
Le attrazioni da non perdere per i bambini sono fuori dal centro storico. La prima sono sicuramente i giardini del Turia, il vecchio alveo del fiume cittadino il cui percorso é stato deviato per impedire le esondazioni e trasformato in un enorme parco. Qui, in un ambiente verde curato ed accogliente, si può passeggiare ed andare in bicicletta, ma c’è anche la casa della musica e il parco infantile Gulliver, riproduzione modernista del gigante del racconto di Swift, fornitissimo di enormi scivoli per bambini. A noi sono tornate molto utili le borracce da viaggio per avere sempre dell’acqua con sé, specialmente nelle giornate più calde.
Camminando ( un bel po’ ) verso sud lungo i giardini del Turia si giunge alla Città delle Arti e delle Scienze, questa è la pagina web in inglese, un complesso di edifici e spazi all’aperto con ampi specchi d’acqua progettato dall’architetto Calatrava, quello del discusso Ponte della Costituzione in cristallo a Venezia. Il colpo d’occhio arrivando dai giardini é notevole, pare una città del futuro, la mano scatta velocemente sulla custodia della fotocamera digitale per immortalare la prospettiva degli edifici che si riflettono sugli specchi d’acqua (attenti che i piccoli non gli scambino per una grande piscina). C’è il cinema IMAX nell’Hemisferic, L’Oceanografic, il più grande parco acquario d’Europa, il Museo delle Scienze, l’Umbracle adibito a giardino botanico, il Palazzo delle arti che é un edificio polifunzionale per eventi.
Noi abbiamo apprezzato particolarmente il Museo della Scienza che in un grande edificio vetrato ospita su più piani diverse mostre permanenti interattive ed esposizioni temporanee su temi scientifici e vari, al momento della nostra visita c’é n’era una sui super eroi della Marvel ed una su Star Trek particolarmente interessanti e divertenti per i piccoli che hanno potuto trasformarsi in giovanissimi Spiderman o sedersi sulla poltrona di comando dell’astronave Enterprise. Un buon deterrente per i bimbi é lo spazio attività e giochi interno, dove tra carriole, mattoni e giochi d’acqua possono trascorrere un po’ di tempo impegnatissimi.L’Oceanografic é un acquario molto esteso, i percorsi suddivisi per ambienti marini e costieri sono in parte interrati ed in parte all’esterno, c’è la grande galleria di cristallo dove pare di stare in mezzo ai pesci ed il grande delfinario con gli spettacoli che si tengono più volte al giorno. Il colpo d’occhio é notevole, ci metterete una buona mezza giornata per una visita completa che comunque sarà in grado di soddisfare tutte le vostre curiosità sugli animali del mare, dei fiumi, dei laghi e delle coste.
Una vacanza a Valencia con bambini significa sicuramente anche Bioparc, il parco zoologico di nuova concezione nel quale gli animali non sono inseriti in gabbie ma in spazi aperti più a loro confacenti, Ne abbiamo parlato già in questo nostro POST oppure potete trovare altre informazioni in inglese direttamente sul sito del Bioparc di Valencia
Valencia é anche mare, dal centro si raggiunge la spiaggia con la metro ed una navetta bus di collegamento. Il litorale di sabbia é ampio, anche qui i piccoli viaggiatori potranno trascorrere dei momenti piacevoli di gioco e relax. Nella zona limitrofa del porto, dove sino al 2012 si é tenuto il Gran Premio di Formula 1 su circuito cittadino e nel 2007 l’Americas Cup, c’è un grande parco giochi all’aperto, pure con spazio palestra per i genitori più sportivi.
Per gli amanti della natura non potrà mancare una visita al Parco Naturale dell’Albufera, uno dei parchi naturalistici costieri più importanti in Spagna localizzato poco distante dalla città dove pare sia stata inventata la vera Paella.
Tirate le somme Valencia é una meta di valore, le attrazioni dedicate a tutta la famiglia sono numerose e di pregio, i bambini si divertiranno. La nostra proposta di viaggio stile city break é quella di trascorrevi almeno 4 o 5 giorni, con i bimbi, si sa, i tempi sono sempre più dilatati e le cose da fare-vedere sono parecchie.
Quando andare a Valencia con i bambini
Valencia è una città che gode di un clima particolarmente favorevole. Ciò permette di approfittare del sole per godersi gran parte delle attrazioni all’aperto. Il nostro suggerimento è per visitarla nel periodo che va da aprile a novembre, magari saltando i mesi più caldi, luglio e agosto. In ogni caso è meglio avere sempre con sé una buona crema solare e un cappellino, specie se si passa, dovutamente, dalla spiaggia della città.
Un evento a Valencia anche per le famiglie
A Valencia c’è spazio anche per i bambini: Las Fallas infantiles (questa la pagina web in spagnolo per vedere altre immagini della manifestazione)
Ogni anno a marzo a Valencia e dintorni ritorna la celebrazione di Las Fallas, Falles in valenciano. E’ una grande festa che inizia già i primi giorni del mese ed ha il suo culmine dal 15 al 19 marzo. Grandi festeggiamenti, botti e falò. Non tutti sanno però che esiste una Las Fallas dei bambini, creata proprio dai bambini stessi alla fine del 1900. I piccoli, per partecipare anche loro alla grande manifestazione, giravano per le case raccogliendo scatole di cartone, carta o semplicemente spazzatura da bruciare nel giorno di San José. Talvolta cercavano di raggranellare anche qualche spicciolo per comprare qualche petardo o i più fortunati qualche fuoco d’artificio.
Eventi a ValenciaLa tradizione si é evoluta, oggi i bambini non mendicano più nelle case dei rioni, oggi nelle strade della città di Valencia si costruiscono questi Fallas dei bambini. Devono avere delle dimensioni contenute entro 3 metri massimo di altezza e di larghezza ed hanno come soggetto i personaggi del mondo delle fiabe, della fantasia, ultimamente quelli dei fumetti e dei cartoons alla tv. Un concorso parallelo a quello della gara principale premia la composizione migliore.
E’ molto piacevole scoprire a Valencia queste effimere sculture di cartapesta dedicate ai bambini girovagando per la città, una ragione in più per visitare questa splendida città in questo periodo dell’anno, destinazione già ricca di attrattive per tutta la famiglia.
Si naviga sul web sempre più spesso, la tv l’abbiamo abbandonata già da un bel po’, tra i siti delle diverse compagnie di viaggio riusciamo a trovare un’offerta molto invitante, una vacanza a Ibiza! Eivissa come la chiamano i locali. Indecisi sulla location, nel senso che abbiamo sempre pensato all’Isla Blanca come ad un luogo di “perdizione”, discoteche, rave party, alcool a fiumi e quanto possa essere più adatto a dei giovani in cerca di divertimento sfrenato. L’offerta fuori stagione però é invitante, prendiamo i biglietti con Ryanair per noi ed i nostri bambini di tre e sei anni e vediamo di provare di persona a visitare questa isola, la nostra vacanza a Ibiza.
L’aeroporto é nuovo ed accogliente, la scritta Ibiza ci piace, abbiamo prenotato un’auto a noleggio ad un buonissimo prezzo per tutti i sette giorni. Al punto di incontro ci raccoglie una navetta e ci conduce alla sede del noleggio poco distante di Gold Car, alcune formalità mentre i bimbi giocano nello spazietto a loro dedicato ed immancabilmente devono andare in bagno, ci danno una macchina di categoria superiore allo stesso prezzo del “pandino” che avevamo prenotato e via, alla scoperta dell’isola. Torna utilissimo lo zainetto rialzo che abbiamo portato da casa.
Per l’alloggio della nostra vacanza a Ibiza abbiamo optato per Santa Eularia des Riu (ufficialmente l’unico fiume sull’isola), piccola ma carina località a nord est, circa mezz’oretta dall’aeroporto. Spiaggia, lungomare, locali e negozietti, tutto quello che ci si aspetta per una destinazione come questa. L’albergo é poco distante dal centro, un residence hotel con miniappartamenti e stanze, piscinetta e due bei peluche per i bimbi all’arrivo alla reception (adoro queste accoglienze), il nome è Casa Luis Apartments.
Il nostro residence Casa luis a Ibiza
Durante la nostra vacanza a Ibiza abbiamo scoperto un’isola realmente diversa da come ce l’aspettavamo, una fantastica isola da scoprire in tutti i suoi diversi aspetti. Le spiagge innanzitutto, tante, diverse e tutte da scoprire, fotografare e vivere (bibita, castelli di sabbia, relax). Es Canar, St Vincent, Portinax, Es Figueral, Capblanc, Sant Miquel, Cala tarida, Cala d’Hort, ses Salines e tante altre, il nostro consiglio e quello di dotarsi di mappa ed esplorarne il maggior numero possibile. Ma Ibiza é anche quella dei paesini all’interno con le case e le chiese caratteristiche, tutto rigorosamente in bianco, i mercatini Hippy, come quelli di Punta Arabi ad Es Canar, Las Dalias a Sant Carles, Cala Lienya e per ultimo, ma forse il più vero e meno turistico mercatino dell’ippodromo di San Jordi.
Il mare di Ibiza
La città di Ibiza non manca di stupirci pure, non solo locali, anche un bel lungo mare ed un centro storico ai piedi di una enorme fortezza tutta da scoprire, luogo magico per bambini esploratori, a mio parere anche un modo leggero di fargli apprezzare la storia.
In sette giorni di vacanza a Ibiza, sull’isola blanca abbiamo apprezzato innanzitutto il clima del luogo, non quello meteorologico che fortunatamente sebbene fosse appena primavera ci ha assistito, il calore della gente e quella leggerezza nell’affrontare ogni giornata della quale ci siamo innamorati, un modo di vivere l’isola che ci portato a cambiare successivamente la nostra vita. Il piacere di prendere una pizza da connazionali espatriati, il sorriso dei bambini al mercato, quei negozi che aprono tardi al mattino, i panorami che ti fanno capire perché siamo qui, la parte nord dell’isola quasi selvaggia, tutta assieme Ibiza é stata una grande esperienza di viaggio, da rifare, da consigliare, anche per le famiglie con bambini.
Consigli per una vacanza ad Ibiza con bambini
La media e la bassa stagione sono certamente i periodi migliori per vedere le spiagge deserte, davanti al mare cristallino sono uno spettacolo imperdibile. Non dimenticarti la crema protettiva e le magliette per i bambini, a noi sono tornate utilissime in piscina e in spiaggia.
Vacanza a Ibiza è anche la scoperta dei mercatini hippie dell’isola bianca
Il movimento hippie prese piede negli anni 60, Ibiza, proprio al centro del Mediterraneo, divenne uno dei centri di aggregazione per chi seguiva questo stile di vita. Qui arrivavano da tutte le parti del mondo i ragazzi dai capelli lunghi, con i grandi zaini e pochi soldi in tasca, una convinzione e stile di vita ispirato alla pace e all’amore.
Oggi Ibiza è ancora il luogo giusto dove scoprire cos’è rimasto di quei ragazzi, qui gli hippie ci sono ancora, e ci sono pure i loro figli con bambini a seguito. Il posto giusto dove incontrarli sono i mercatini hippie, tra collanine colorate, foulard e camicie bianche, sandali in pelle ed oggetti usati, questa è Ibiza, questa è la Isla Blanca!
Il nostro percorso di vacanza a Ibiza in un mondo fatto di colori, odori e sensazioni inizia dal mercatino hippie di Punta Arabi a Es Canar (questa è la pagina web al Mercatino Hippy di Punta Arabi), forse il mercatino più frequentato e pubblicizzato. Ogni mercoledì da aprile ad ottobre, dalle 10:00 alle 19:00, nella consuetudine catalana ogni attività non comincia quasi mai prima di quest’ora, in questo luogo si riversa un sacco di gente, per esplorare e cercare di accaparrarsi qualcosa di originale, in genere perfetti borghesi alla ricerca di qualche ricordino da portarsi a casa. L’atmosfera che accoglie i visitatori subito dopo il parcheggio a pagamento poco distante è sicuramente d’effetto, la scritta fiorata “Hippy Market” all’ingresso è un bel biglietto da visita, ed il gruppetto musicale un po’ male assortito sul vialetto d’accesso, con vecchietto hippie alla chitarra elettrica e santone a gambe incrociate alle percussioni, sono cose che ti fanno sorridere ed entrare subito nell’atmosfera isolana.
Il mercatino è tenuto all’interno di un club residenziale su di una superficie abbastanza estesa, con tanto di piazzetta, ristorante all’aperto con paella e settore massaggi, il bianco dei teli delle bancarelle prevale sul panorama e non resta che immergersi nel flusso dei visitatori per andare a scoprire i tanti ed originali oggetti ed articoli di abbigliamento esposti. Particolarmente interessanti sono i foulard colorati, le collanine e le decorazioni floreali stile hippie, le camicie ed i vestiti estivi rigorosamente bianchi, bellissimi quelli per bambini! I piccoli avranno certamente da divertirsi ammirando qualche saltimbanco mentre si esibisce tra i passanti oppure resteranno a bocca aperta davanti ad un pittore che con bombolette spray e qualche spugna realizza paesaggi fantastici in qualche minuto.
I prodotti di artigianato ai mercatini di Ibiza
Un’altro mercatino hippie che rappresenta un’immancabile meta nell’isola bianca è quello di Las Dalias a Sant Carles. Il mercadillo prende il nome dall’attiguo ristorante, una pietra miliare nella storia della mondanità di Ibiza, qui hanno fatto tappa Bob Marley, Brian May (Queen), Ron Wood (Rolling Stones), Jimmy Page (Led Zeppelín), Mike Oldfield, Bob Geldof. Ogni sabato dell’anno, a partire da un freddissimo San Valentino del 1985, dalle 10:00 alle 19:00, il cortile del locale si riempie di banchetti variopinti, teli bianchi e colorati, accessori floreali, oggetti d’antiquariato, musica live anni ’70, strani personaggi, veri o finti hippie chissà, mentre i pullman continuano a scaricare frotte di turisti pronti a farsi immortalare con una collana fiorata o ad acquistare un completo in pieno stile Sandy Marton anni 80. Vero è che l’atmosfera è piacevole e ci sono un sacco di cose particolari sui banchetti, i giovani maschietti vorranno sicuramente soffermarsi alla bancarella dei Piratas de Ibiza, la bandiera con il teschio, le bandane nere e gli anelli cattureranno la loro attenzione. Le più piccole invece ameranno perdersi alla ricerca di un colorato fiore di tessuto da inserire tra i capelli.
Se i primi due mercatini che abbiamo visitato, durante la nostra vacanza a Ibiza, fanno percepire il fine prevalentemente turistico dell’evento, ce ne sono altri due dove l’atmosfera è più improvvisata, dove le persone che vendono e quelle che comprano sembrano più vere, dove il mondo hippie riappare negli occhi della gente, negli oggetti usati e messi in vendita su un banchetto, o più semplicemente su di un telo appoggiato a terra, andiamo ad esplorare il mercatino di Cala Llenya e quello dell’Ippodromo di Sant Jordi.
L’appuntamento è ogni domenica mattina di tutto l’anno, dalle 9:00 alle 15:00, ma arrivate pure alle 10:00 perché diversamente gli espositori sono ancora pochi, la location del mercatino è il cortile alberato retrostante all’omonimo ristorante di Cala Llenya, non ci sono molte indicazioni, è meglio seguire il flusso delle automobili che arrivano, oppure chiedere. C’è un parchetto giochi dove lasciare i bimbi sfogarsi, e mentre loro giocano ci si può alternare tra genitori ed esplorare i fornitissimi banchetti. La differenza si nota immediatamente, trattandosi principalmente di un mercatino dell’usato, gli oggetti messi in vendita spesso hanno già una storia alle spalle, e questa storia recente è spesso strettamente collegata alla cultura hippie.
Così, vagando tra i banchetti, tra oggetti vintage comuni si possono trovare anche cose molto particolari quali vinili, radio, cappelli, abbigliamento, accessori e bigiotteria, elementi d’arredo e tessuti. I prezzi sono perlopiù popolari e se qualche nuvola porta qualche goccia di pioggia, non fa nulla, i venditori della domenica coprono la mercanzia con un telo di plastica e scherzosamente intonano l’inno al sole. Dietro i banchetti si sente parlare catalano, inglese, francese ma anche italiano, gente che si è trasferita qui per vivere il mito dell’isola bianca. I bambini, quando si saranno stufati del parco giochi o della musica live troveranno certamente qualcosa di interessante tra i giocattoli usati messi in vendita, barbie e bambole (hippie), robot con qualche pezzo mancante, archi, frecce e videogames (vintage pure questi), il loro sorriso per un nuovo giocattolo sarà prontamente ricambiato da quello dei figli degli improvvisati commercianti, felici di aver raggranellato qualche euro per un nuovo acquisto.
Al mercadillo dell’ippodromo di Sant Jordì i turisti si contano sulle dita, è qui che si capisce molto dell’isola e dei suoi abitanti, nativi e non. L’appuntamento è il sabato mattina, dalle 8:00 alle 14:00, nuovamente le indicazioni non abbondano, il flusso della gente (notevole) e quello delle automobili è sempre un ottimo indicatore, a volte si sostituisce egregiamente ai migliori navigatori satellitari. La location è proprio un ippodromo, ovale di terra battuta e gradinate comprese, solo che non ci sono i cavalli. C’è tanta gente, tante macchine sistemate ad anelli concentrici, una marea di banchetti e bagagliai aperti, qui si vende di tutto, ed un sottofondo di percussioni live accompagna lo svolgersi del mercato.
L’emozione più grande di questo luogo sono però le persone, di ogni tipo, nazionalità ed idioma, gli hippie sono ancora qui, e con loro i bambini, in sandali e capelli lunghi, sorridenti, apparentemente felici. Il mercato è veramente ampio, prevalentemente dedicato alle merci di seconda mano, ed è quasi impossibile non trovare qualcosa da portare a casa, verso l’ora di chiusura è forse possibile fare gli affari migliori anche se il regalo più grande è il sorriso della gente incontrata. Se vi serve, all’uscita vendono anche automobili usate direttamente dai privati !
Caratteristico da visitare durante una vacanza a Ibiza è anche il mercato artigianale che si tiene ogni giovedì dalle 18:00 alle 22:00, da maggio a ottobre, nella piazzetta antistante la chiesa del paesino di Sant Miquel. Qui ci troviamo nel settore più rurale dell’isola ed il mercatino ne rispecchia la vocazione con esibizioni di danza contadina. Il luogo è fantastico e si può godere oltretutto di un’ottimo panorama sull’intorno collinare.
Ad Ibiza si tengono diversi mercatini minori, più o meno hippie, citiamo il mercatino del Porto di Ibiza e quello del lungomare di Ses Figueretes tutti i giorni alla sera da maggio a ottobre, il mercatino hippie a Sant Eularia del Rio, tutti i giorni da maggio a ottobre tranne mercoledì e domenica dalle 10:00 alle 19:00, il mercatino hippie e passeggiata dei pittori a Sant Antoni tutte le sere da maggio a ottobre, il mercato dell’artigianato di Santa Gertrudis tutti i sabati sera da maggio a settembre e quello di Sant Rafael tutti i giovedì sera da luglio a settembre.
Ibiza non è solo musica techno fino alle 6 di mattina, Ibiza è anche un luogo da visitare con i bambini, un’isola da esplorare nei suoi molteplici aspetti, i suoi mercatini hippie ne sono un esempio, sarete partiti da poco che già sentirete mancare quella magica atmosfera dell’Isla Blanca. Non saprei dire se è stata più bella questa vacanza a Ibiza o quella a Minorca, certo è che ci tornerei più che volentieri”! Alle Baleari anche Formentera è molto carina ma anche più piccolina.