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Cosa succede con un caso Covid positivo a scuola

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Lo sapevamo, tre settimane di scuola e ci siamo ritrovati con un caso in classe e coinvolti a livello familiare nelle procedure di contenimento della pandemia da covid-19. Non che non ce lo aspettassimo, con tre figli, due dei quali in età scolare e uno in attesa di entrare al nido, era facilissimo esserne coinvolti, certo è che una cosa è vedere la cose dal di fuori, una cosa è entrarci in contatto diretto. Capiamo cosa è successo e come si sta sviluppando.


Giorno 0: “Papà, c’è un caso covid in classe!”

Sabato 27 settembre, con Giulia ci prendiamo quella mezzoretta nel tardo pomeriggio per una passeggiata in centro nella nostra isoletta, due passi un po’ di relax. Squilla il telefono, Simone è rimasto a casa, strano che ci chiami, di solito lo fa per chiedere che gli portiamo qualcosa o per qualcosa che considera un’emergenza.

Ci dice sostanzialmente che nella chat di classe su WhatsApp stanno dicendo che una compagna di classe è risultata positiva al tampone e che tutta la classe è in quarantena… Non capiamo bene al telefono e inevitabilmente rinunciamo immediatamente alla tranquilla passeggiata per rientrare a casa e capire cosa sta succedendo.

Nostro figlio Simone frequenta la prima liceo in una località a mezzora d’auto dalla nostra isoletta. In pratica è successo che una compagna di classe è risultata positiva al test. La chat è ricca di commenti di tutti i tipi ma percepiamo che ha già avvisato la scuola e che ci sarà un tampone per il covid 19. Nel frattempo ci accorgiamo che Giulia ha sul telefono una chiamata da parte del Dipartimento di Prevenzione dell’ospedale dove si trova la scuola, chiamata senza risposta, eravamo in giro e Giulia non ha sentito la suoneria…

Pensiamo che qualcuno ci richiamerà ma non succede nulla. Nel frattempo estrapoliamo qualche notizia dalla chat e scopriamo che qualcuno è stato contattato dal servizio di prevenzione e gli è stato detto che è fissato il tampone per il martedì successivo. Proviamo a chiamare il numero che ci ha chiamato ma non risponde nessuno, il numero di pubblica utilità 1500 (mi viene da pensare “di pubblica inutilità” perché non è in grado di darci alcuna informazione utile) e il Pronto Soccorso dell’Ospedale, nessuno sa nulla di quando, dove, come. Ci dicono di scrivere una email.

La prima comunicazione ufficiale arriva dalla scuola in tarda serata come “Attivazione della didattica a distanza e tamponi”. Precisissima (come sempre) ci da indicazione di cosa è successo, degli orari per il tampone del martedì successivo e soprattutto comunica già l’orario della didattica a distanza sino al 9 ottobre.

Per sicurezza inviamo anche un’email al Dipartimento di Prevenzione ma non ci perverrà alcun contatto né risposta sino al martedì (3 giorni causa w.e. anche in caso di covid?). Lo facciamo perché non sappiamo come comportarci con i fratelli, con noi stessi, chi è in isolamento? Solo Simone? Tutta la famiglia? Dobbiamo fare il tampone? Possiamo uscire o no?

Cerchiamo qualche informazione online e capiamo che nostro figlio deve stare in isolamento volontario sino al tampone e probabilmente anche oltre. Noi invece dovremmo essere liberi, fratelli inclusi. Uso il condizionale perché fino a martedì non sapremo nulla.

isolamento covid quarantena

Giorno 3 – Il tampone in ospedale per i minori

Trascorre la domenica e il lunedì in questa situazione di stallo e tutto tace, sino a che Giulia accompagna nostro giglio a fare il tampone in ospedale il martedì mattina, c’è l’obbligo infatti della presenza di un genitore per i minori. Sebbene nella circolare fosse indicato che si poteva anche fare stando in auto (un po’ spiazzando mamma Giulia), trovano una fila di circa 20 persone all’aperto, più o meno distanziate, nell’area dedicata ai prelievi.

La fila scorre abbastanza veloce e in circa mezzora Simone fa il tampone. Gli viene infilato un bastoncino prima in gola e poi nelle narici per il prelievo, dà inevitabilmente un po’ fastidio, qualcuno prima di lui esce con gli occhi umidi. Tutto avviene all’aperto con l’addetto dotato di tutte le protezioni del caso. Incontrano anche la professoressa di italiano che li saluta e li conforta sul fatto che la prossima verifica è rimandata, con grande sollievo degli studenti 😉

Rientrati a casa arriva la chiamata dell’assistente sociale (ci viene da dire finalmente). Ci conferma che è in isolamento solo nostro figlio grande e che nostra figlia potrà continuare ad andare alla scuola secondaria di primo grado (noi nel frattempo non avendo comunicazioni ufficiali e sulla base di quanto avevamo letto l’avevamo fatta frequentare normalmente), stesso grado di libertà per noi genitori e il piccolino. Simone dovrà stare in isolamento fino al 6 ottobre, il giorno successivo al quale effettuerà il secondo tampone (ne veniamo a conoscenza ora).

Nel contempo ci viene detto che se nostro figlio risulterà positivo verremo informati e dovremo fare il tampone in famiglia, e che verremo pure informati qualora il tampone sia negativo, ma non ci viene data una data, un giorno, due, tre… differentemente al tampone avevano detto a Giulia che saremmo stati informati solo in caso di tampone positivo e che in caso di tampone negativo avremmo dovuto contattare il nostro medico di base per essere informati. Amici ci dicono che i risultati del tampone covid potremo verificarli anche con il portale regionale Sesamo.

Domani ricomincia la tanto poco auspicata Didattica a Distanza e vi racconteremo come andrà, anche se fortunatamente l’organizzazione e la comunicazione della scuola di Simone sino ad ora è stata davvero eccellente. In qualche modo lo sapevamo in ogni caso e abbiamo fatto bene ad organizzarci per la DAD.

Giorno 4 – l’esito del tampone

L’esito del tampone arriva sul portale Sesamo al quale si accede (qui in FVG ma anche in Lombardia) con lo SPID. È possibile scaricare direttamente il referto. Fortunatamente è negativo. Ora dobbiamo aspettare ancora cinque giorni per il secondo tampone. Per la cronaca non ci ha chiamato nessuno, anche se ci avevano detto il contrario.

Giorno 7 – aggiornamento

Ci chiama nel tardo pomeriggio il Dipartimento di Prevenzione e ci dice che Simone è in isolamento fino a lunedì, giorno in cui farà il tampone. Ci chiediamo come mai fino a lunedì se i risultati saranno probabilmente martedì…

Giorno 9 – lunedì 5 ottobre – secondo tampone

Al mattino Giulia accompagna Simone per il secondo tampone. Fila di un’ora e mezza di fila, di cui buona parte sotto la pioggia. Giornata fantastica!

Giorno 10 – martedì 6 ottobre – risultati tampone

In tarda mattinata dal portale Sesamo recuperiamo l’esito del secondo tampone, negativo fortunatamente! Continua la DAD.

Giorno 12 – giovedì 8 ottobre

Oggi la scuola ci comunica che le lezioni riprenderanno in presenza domani mattina (venerdì). Buona notizia se non fosse che ci scrivono che nostro figlio dovrà fare un terzo tampone (non si sa quando) per “estrema precauzione”.

The happy end

Alla fine non ha fatto nessun terzo tampone perché le regole sono cambiate nel frattempo. È ritornato a scuola in presenza (fino alla scorsa settimana da quando hanno deciso di portare la presenza al 25%) e sono ritornati anche i compagni che erano positivi, ma che nel frattempo sono guariti.

Il nostro punto di vista

Se la scuola secondaria di secondo grado ci è sembrata super organizzata (ne avevamo avuto riscontro già prima della ripartenza), non abbiamo avuto la stessa impressione dal servizio sanitario in relazione alla sola comunicazione. Ad oggi ci saremmo aspettati la possibilità di avere qualche informazione in più ante tampone, più che altro su come comportarci. Ciò non è avvenuto e riteniamo che sia d’obbligo lavorare su questa cosa da parte di chi gestisce il sistema. Possibile che per 4 giorni non ci sia nessuno con cui parlare e nessuno che risponde ad un’email? Che al numero di pubblica utilità covid 1500 ti diano delle risposte generiche e per queste servano tre chiamate, perché quando non sanno cosa dirti cade inevitabilmente la linea?

Simone sta bene, non ha alcun sintomo come febbre o altro (come noi altri in famiglia) e non dimostra ansia. Io e Giulia invece un po’ ansiosi sinceramente lo siamo da quando è iniziata questa storia.

Seppure la notizia sia di dominio pubblico abbiamo voluto evitare di citare classe, scuola e località per il rispetto dei ragazzi. Nostro figlio Simone ha acconsento alla pubblicazione di quanto riportato in questo post.

Vi terremo aggiornati. Siamo positivi, anzi, speriamo di no!

2 Comments

  1. Avatar
    Maria Rosa says

    Immaginavo che sarebbe stato un casino e soprattutto mi pare ci sia molta incoerenza. Ci auguro che tutto si risolva presto!

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