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Quando torneremo a viaggiare

torneremo a viaggiare

Non c’è un giorno che non mi ponga questa domanda. Da una parte informazioni contrastanti, fake news, curve con picchi che diventano plateau, contrasti politici, tutto questo non ci aiuta a dare una risposta che possa mettere la parola fine alle incertezze. Dall’altra, e sicuramente di maggior importanza, una sofferenza umana che merita tutto il dovuto rispetto. Ma torneremo a viaggiare? Se sì, quando?


Certo è che non ha senso chiudere la testa dentro una scatola, è sbagliato vietarsi di pensare al viaggiare, ai viaggi passati o a quelli futuri, non si fa del male a nessuno. Diversamente non dovremmo leggere un libro, guardare un film alla tv, ascoltare della musica. Tutte cose che ci distraggono, certo, ma ci aiutano a superare questo momento così difficile. Perché non ricordare cosa ci ha reso felici o immaginare cosa potrebbe farlo?

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Viaggiare stando a casa?

Per quanto possiamo convincerci che stiamo bene a casa, e vi assicuro che viaggiando tanto è anche così, che ci piace leggere, guardare dei film, trascorrere più tempo in famiglia, posso dire, da viaggiatore e con assoluta sincerità, che “viaggiare da casa” non è la stessa cosa. Potrà essere piacevole immergersi con la fantasia nelle atmosfere di un magnifico libro da viaggio, perdersi dentro un documentario del National Geographic, chiudere gli occhi e riascoltare le musiche tipiche o i suoni della natura, ma nulla al mondo potrà sostituire una nuova meta da scoprire, vivere una destinazione in prima persona. È un po’ come amare una donna che non si ha tra le proprie braccia, avere per amico un peluche invece di un cane, sentirsi su Skype al posto di riabbracciare i propri cari dopo un viaggio.

È tanto importante restare a casa in questi giorni di emergenza legati al covid19, come il fatto che un giorno torneremo a viaggiare. Una vita senza viaggi è come restare alla prima pagina di un libro, perché viaggiare è il migliore antidoto al razzismo, una porta aperta sulla conoscenza e condivisione, il miglior modo di avere dei ricordi e vivere delle emozioni. Salgari ha scritto dei libri d’avventura meravigliosi restando a casa, ma se avesse potuto viaggiare lo avrebbe fatto, di sicuro, regalandoci romanzi e descrizioni ancora più emozionanti.

Quando viaggeremo di nuovo

Abbiamo letto previsioni che ci dicono che questa estate torneremo a fare le vacanze in Italia e poi progressivamente all’estero, per poi ripartire a lunga distanza con il nuovo anno, ma sono tutte previsioni che non tengono conto del fatto che potrebbe arrivare una medicina adeguata a addirittura il vaccino. Di fatto potrebbero essere proiezioni pessimistiche o troppo ottimistiche.

Forse ora è meglio aspettare che le cose si evolvano e magari fare il punto della situazione ad intervalli di alcune settimane, un po’ come fanno gli organi preposti alla nostra salute e sicurezza. Noi (ed è un parere personale) per il momento ci siamo imposti di ripensare (non di partire) a eventuali e futuri viaggi e vacanze (programmati o meno) a fine aprile, lasciando tutto in sospeso per il momento, magari optando al tempo per un successivo rinvio.

Torneremo a viaggiare quando ci diranno che potremo farlo, quando potremo uscire dal nostro comune, dalla nostra regione, quando le nazioni vicine e quelle più lontane ci permetteranno di farlo accogliendoci, quando riavremo voli e aeroporti funzionanti, probabilmente senza la necessità di dover affrontare una nuova quarantena. Oggi è inutile fare previsioni. Non c’è un giorno, non una data, dobbiamo solo aspettare, che è la cosa più difficile da fare, lo sappiamo tutti, ma è anche quella che ci insegna ad apprezzare le cose in generale, non il solo viaggiare.

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Non sarà facile partire di nuovo, l’emergenza attanaglia in nostro Paese con una pesante crisi economica. Sceglieremo prima l’Italia, certo, e noi abbiamo in serbo un progetto di promozione proprio per aiutare le piccole e medie entità, come gli agriturismi, i piccoli hotel, i rifugi, ma anche i campeggi, che accolgono con piacere e servizi adeguati le famiglie, scrivici se potresti essere interessata/o a viaggi@bambiniconlavaligia.com. Al primo “raggio di sole”, così ci piace pensare al momento in cui riceveremo le prime buone notizie, lanceremo la campagna.

In questa lunga attesa possiamo però fare qualcosa perché la sua durata sia quella minima. Restando a casa, limitando i nostri spostamenti a quelli assolutamente indispensabili, ascoltando quello che ci dicono gli organi che sono preposti a gestire la comunità, perché quando c’è un’emergenza è un nostro dovere sociale fare quello che ci dicono di fare.

Torneremo a viaggiare

Per iniziare un nuovo viaggio basta solo un passo, noi viaggiatori attendiamo, ma abbiamo le scarpe e la valigia pronti dietro la porta di casa. Torneremo a viaggiare.

PS: Mi rendo conto che qualcuno potrebbe sentirsi offeso da questo post. Spero si voglia cogliere tra queste righe il senso di incitamento al rispetto delle regole e l’intenzione di mantenere vive le speranze in noi tutti. Se non è così, mi scuso anticipatamente.

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