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Balbuzie: un disturbo del linguaggio spesso sottovalutato

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Il mio primo articolo vuole essere su una tematica che mi sta a cuore, visto che ci ho lottato per anni ed è stato uno dei miei peggiori incubi. Definizione: la balbuzie è un disturbo del linguaggio che comporta ripetizione  per più volte di sillabe e/o di parole ( ca-casa) , il blocco fonico breve in mezzo alle parole ( es. Di——v-vano) oppure il blocco fonico vero e proprio. Nel terzo caso il soggetto non riesce ad emettere nessun tipo di suono e parola anche se sa perfettamente quello che vuole dire. 

Quando si manifesta? 

Solitamente in età scolare.  Sono soggetti di più i maschi che le femmine. I bambini magari inizialmente non presentano sempre il disturbo. Solitamente si accentua nei momenti di stress per esempio un’interrogazione a scuola, la fine del quadrimestre, quando aumenta il carico di lavoro. 

Come comportarsi a casa e a scuola? 

Non isolare il bambino e non proteggerlo più del dovuto. Anche se viene spontaneo dire stai calmo, respira e parla piano,  bisogna cercare di non dirlo, il bambino si potrebbe sentire ancora più a disagio. Un altro comportamento da evitare è quello di anticipare il ragazzo nella parola che vorrebbe dire. Ultimo consiglio ma non per importanza non fermare mai il discorso del ragazzo a metà. Quando finisce di parlare di sua spontanea volontà di un argomento o finisce lui stesso la frase allora si potrà intervenire. 

Come aiutare il bambino o ragazzo? 

In Italia ci sono vari percorsi di rieducazione per il linguaggio. Io non sono nessuno per dirvi quello è migliore di quell’altro. Ognuno deve sentirsi libero di affidarsi allo specialista che ritiene più competente e più utile per se stesso o per il figlio. Quello che posso fare è raccontarvi il mio percorso e fare delle riflessioni  su quali modalità e quali percorsi mi avrebbero aiutato ad arrivare al livello che ho raggiunto, però con il minor dispendio energetico e nella metà del tempo. 

Nel 2004 ho svolto un corso di rieducazione del linguaggio. Di giorno in giorno, grazie al costante esercizio ho avuto dei miglioramenti, ma ogni tanto l’errore arrivava sempre. Il miglioramento definitivo l’ho avuto grazie al mio lavoro. Essendo osteopata, devo parlare sempre con i pazienti e devo essere perfetta per non perdere la loro fiducia. Ammetto che all’inizio del tirocinio clinico in università è stato complesso, ma piano piano anche con l’aiuto dei tutor osteopati sono riuscita a colmare questi errori. Adesso non mi spaventa più parlare con i pazienti anche se non li conosco. 

Quale approccio potrebbe essere la svolta in questo “difetto”? 

I corsi con più successo sono quelli multidisciplinari, perché la balbuzie non prende solo la sfera emotiva e sociale ma anche quella fisica.  Se mi immagino pre corso del 2004 mi sentivo un tronco di legno, rigida nei movimenti e nella parola. Oltre alla rieducazione del linguaggio sarebbe stato gradito anche un’attenzione alla mia postura, alle mie tensioni muscolari durante la comunicazione. Qui entra un po’ il mio lato di osteopata. Dopo aver frequentato per anni i richiami del mio corso, ho notato che alla fine, con le variazioni del singolo (non tutti abbiamo la stessa conformazione anatomica) avevamo tutti una postura simile: 

  • capo in avanti
  • spalle chiuse
  • dorsale o passaggio cervico-dorsale rigido

Presentavamo dolori muscolo scheletrici fin dalla giovane età. Questo può essere dato da tanti fattori, ma non dimenticatevi che un soggetto balbuziente è costantemente sotto stress, vede lontano anni luce quando arriverà il blocco e comincia per protezione ad irrigidirsi. Oltre ad irrigidire la parola, irrigidisce anche la sua postura nello spazio. “La struttura governa funzione e la funzione governa la struttura “ diceva il padre dell’osteopatia A.T. Still.  Se noi miglioriamo la funzione (parola)  ma non la struttura (strutture anatomiche che entrano in azione durante l’atto fonatorio e la postura)  o viceversa si creerà un sistema  in equilibrio a metà.  

In conclusione, per la mia esperienza clinica e per la mia esperienza personale consiglierei corsi di rieducazione di linguaggio in abbinamento a trattamenti osteopatici improntati sul riequilibrio posturale e sul trattamento specifico delle strutture coinvolte nella comunicazione, questo per quanto riguarda il breve termine. Per quando riguarda il lungo termine manterrei gli esercizi proposti nel corso modificabili a seconda delle esigenze del soggetto e dei trattamenti osteopatici improntati sul mantenimento dell’equilibrio posturale generale del soggetto. 

Contatti per info e corsi individuali o di gruppo:

Giorgia 347 1923639 email giorgia.pellagatti@virgilio.it – Pagina Facebook https://www.facebook.com/Giorgia-Pellagatti-osteopata-1169689076523223/

S.O.S BALBUZIE: DOMANDE PIU’ FREQUENTI


Vorrei ringraziare in primis Giulia e Fabio per avermi dato questa opportunità e tutte le persone che mi hanno contattato in questo mese per chiedermi informazioni riguardo questo argomento.
Oggi voglio fornirvi le risposte alle principali domande che mi avete svolto.
La domanda a cui devo rispondere più spesso è perché mio figlio balbetta?


La risposta è sempre vaga ed indefinita, perché la balbuzie ha un’eziologia sconosciuta. Quello che sappiamo sono tutte ipotesi. C’è chi l’attribuisce alla sfera psicologica, chi alla sfera emotiva, chi alla sfera familiare, chi ad un trauma. Sappiamo solo che è più frequente nei maschi che nelle
femmine e che colpisce l’1 % / 2% circa della popolazione mondiale.
Esistono quattro differenti tipi di balbuzie:

balbuzie tonica: arresto all’inizio della parola, fonema o sillaba iniziale con prolungamento del suono
-balbuzie clonica: ripetizione o del fonema iniziale o di tutta la parola
-balbuzie mista: presenza sia della forma tonica che clonica
-balbuzie palilalica: ripetizione spasmodica di una sillaba che non è attinente con la parola o frase che si intende dire.


È il caso di svolgere delle sedute dal logopedista?

Partiamo dalla definizione di balbuzie. La balbuzie è una disfunzione del linguaggio. La logopedia cura le patologie del linguaggio e dell’apparato fonatoriono, non le disfunzioni. Il soggetto non è che non riesce a dire bene le lettere. Spesso si blocca, ma riuscirebbe benissimo a dire quello che vuole dire, normalizzando il flusso d’aria in uscita dalle vie aeree e articolando le labbra,
quindi modellando il suono in modo dolce, l’opposto di quello che svolge regolarmente prima della rieducazione del linguaggio. Il logopedista farebbe spezzare il suono, per perfezionarlo con la suddivisione in sillabe e il balbuziente ha bisogno dell’opposto dell’unione e dell’armonia del flusso d’aria e di conseguenza del suono. Per questo motivo sconsiglio questo tipo di approccio.


C’è qualche farmaco che posso somministrare a mio figlio?
NO, assolutamente no. Se ci fosse stato l’avrei già preso.
C’è solo tanto impegno costante da parte del ragazzo e della famiglia che decide di intraprendere questo processo di rinascita.
Tanto lavoro iniziale e tanto autocontrollo dopo, poi anche questo mostro si affaccia solo ogni tanto per poi riscappare via, perché l’autocontrollo è sempre alto ed il nostro corpo ha assorbito i movimenti e le tempistiche corrette di un buon eloquio.


Per qualsiasi altro dubbio o per fissare colloqui vi lascio i miei contatti:
Cell 347 1923639
Email giorgia.pellagatti@virgilio.it


Vi chiedo cortesemente di scrivermi il vostro nome e cognome, lasciarmi un recapito telefonico così appena vedo l’email o la chiamata sul telefono riesco a contattarvi

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by

Giorgia Pellagatti

Sono osteopata da due anni. Ho terminato gli studi nel 2018, presso l’International college of osteopathy (I.C.O.M) a Cinisello Balsamo, ottenendo i titoli di diploma di osteopatia che il Post Graduate Diploma presso la Kingston University di Londra. Inoltre nel 2015 ho ottenuto il diploma regionale di Massaggiatrice Capo Bagnino. Sono stata rieducatrice del linguaggio da settembre 2019 a settembre 2020. Mi sono occupata di bambini e ragazzi balbuzienti, DSA, ritardo psico-cognitivo.

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