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Aerosol, un alleato in famiglia

aria respiro aerosol

Alzi la mano chi come me, al primo freddo autunnale, alla prima serie di giornate uggiose o a quelle di vento intenso, spesso coincidenti con l’inizio della scuola, non comincia a preoccuparsi che il proprio bimbo possa iniziare a lamentare qualche problema di respirazione. I primi lievi sintomi, si tratti di naso chiuso per il raffreddore oppure la semplice tosse, sono un campanello d’allarme che a una mamma, ma anche a un papà, non passano certo inosservati. 

Una visita al sito Un respiro di Salute, con interessanti informazioni su allergie, malattie respiratorie e aerosolterapia, mi ha fatto tornare indietro con il pensiero, al mio primo figlio. Quante tappe dal pediatra per la sua bronchiolite prima e bronchite poi. Sarà che è andato al nido a poco più di sei mesi, gli inverni particolarmente freddi e umidi e il fatto che vivevamo praticamente nel bosco, ma i primi anni della sua vita abbiamo dovuto combattere ricorrentemente contro queste problematiche, fortunatamente uscendone vincitori.

Come abbiamo affrontato i problemi respiratori

Per affrontare la nostra battaglia ci siamo avvalsi principalmente dell’aerosol, per noi è diventato una specie di alleato, un supereroe che i nostri bambini hanno imparato a conoscere fin da piccoli, e che forse se avessimo utilizzato con il primo figlio fin dall’inizio, ci avrebbe risolto il problema molto più velocemente.

Dopo il suggerimento del pediatra abbiamo acquistato l’apparecchio (non merita secondo noi prenderlo a noleggio in quanto a oggi il prezzo è abbastanza accessibile) e tutti in casa facevamo aerosolterapia. Mamma, papà, il dinosauro di pezza e la Mucca Lola. La mascherina la provavamo tutti, tanto che poi per il primo figlio, ma anche per la seconda e il terzo ora, è divenuta una divertente abitudine. L’idea di presentare la terapia come gioco e attività di famiglia ha aiutato molto, e funziona ancora oggi. 

I lavaggi nasali sono stati un’altra pratica che abbiamo usato più volte per liberare il naso dei piccolini, certo meno gradita dai nostri figli, è capibile, ma in ogni caso molto efficace. Talvolta con i bambini bisogna tenere duro e sembrare un po’ “cattivi”. Fortunatamente in questo specifico caso il cattivo di casa è sempre stato Fabio, hi hi hi. Qualche urletto e qualche lacrimuccia ci sono sempre e subito spente davanti alla prospettiva di una caramella o di una cioccolatina dopo il trattamento. Anche se oggettivamente ci siamo sempre sentiti un po’ come il Gatto e la Volpe a fare questi trucchetti con i bambini, alla fine però è importante che i bambini stiano meglio, e noi con loro

mamma con bambina

Le buone regole

Nell’approccio a questo tipo di problematiche abbiamo sempre fatto affidamento al parere del pediatra. Certo la possibilità di informarsi grazie a siti come Un Respiro di Salute è un bel vantaggio, ci fosse stato ai tempi del nostro primo bimbo forse avremmo risolto il nostro problema con netto anticipo. È sufficiente leggere un articolo come quello dedicato all’aerosolterapia per comprendere meglio cos’è, come funziona, quali dispositivi usare e quali possono essere i benefici derivanti. Ma sono molti gli argomenti presenti come buona parte delle malattie respiratorie e pure gli approfondimenti in tema di Covid-19.

Negli anni abbiamo imparato che alcuni comportamenti come vestire troppo i bambini era sbagliato (almeno nel nostro caso). Abbiamo applicato e insegnato ai nostri figli alcune pratiche che possono aiutare a ridurre il rischio di un’infezione come lavare le mani spesso, seguire un’alimentazione il più sana ed equilibrata possibile, bere a sufficienza. Con i neonati usare regole di igiene più restrittive rispetto i bambini più grandi, e questo abbiamo cercato di insegnarlo anche ai fratelli più grandi quando arrivava a casa il fagottino con la neo-sorellina o il neo fratellino. E poi regole per la casa come areare gli ambienti, non mantenere temperature superiori ai 25° in casa, proteggere naso e bocca quando si starnutisce. 

Negli anni abbiamo appreso tanto, ma come si dice “non si è mai finito di imparare”, e in effetti è proprio così. Perciò, quello che vi posso suggerire da genitore, è di sentire sempre il pediatra e poi leggere e informarsi da fonti credibili

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