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Valdobbiadene, sulle colline del Prosecco

Valdobbiadene

Di tutti i viaggi che abbiamo fatto ci sono dei luoghi che, paesaggisticamente parlando, ci hanno lasciato veramente a bocca aperta. Mi vengono in mente i templi di Angkor Wat, Bastei in Germania, i fiordi norvegesi. Tra queste esperienze ce n’è una che abbiamo aggiunto di recente, forse un po’ inconsapevolmente di incontrare tutta questa bellezza, ma della quale siamo rimasti veramente affascinati. Sto parlando di Valdobbiadene e delle colline del Prosecco in Veneto.

Alla scoperta delle colline del Prosecco

Morbide, oserei dire quasi sinuose, si alzano dalla Pianura Veneta armoniosamente, e manco te ne accorgi ti trovi immerso in un paesaggio fatto di filari d’uva e di case rurali. Sono le colline di Valdobbiadene, forse più note per il prodotto tipico di queste zone, il vino spumante, che per la loro intrinseca bellezza.

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Le colline del Cartizze in Valdobbiadene

E invece è proprio il loro aspetto che ci ha colpito così tanto, nulla da invidiare a paesaggi italiani forse più noti. E’ la sensazione di scoperta legata al viaggio però che ti da maggiore soddisfazione, ancora nel 2017 ci sono luoghi da scoprire, o forse da riscoprire, e nuovi percorsi da affrontare.

Sono zone che hanno una storia queste, un passato che parla di signori provenienti da Venezia che in queste terre costruivano ville e castelli con i proventi dei loro commerci con l’Oriente, ne scopriremo uno qualche riga più sotto. Ma ci sono anche storie meno vistose, che raccontano di gente che ha costruito la sua fortuna con la forza d’animo e il coraggio, la scommessa di restare in una terra forse inizialmente inospitale in tempi bui. E’ cresciuto così questo territorio, tra emigrazione e boom economico negli anni 80, tra terreni strappati al versante delle colline per piantare le viti che oggi sono tra le più conosciute al mondo.

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I vigneti del Prosecco

Queste colline sono note in tutto il mondo per i frutti che generano, ma esserci è qualcosa di diverso. Ogni curva riserva una nuova sorpresa, i filari delle vigne seguono i profili del terreno, creano curve, disegni, linee, è un meraviglioso susseguirsi di geometrie, ogni volta diverse, ogni volta bellissime. Noi le abbiamo viste con protagonista il colore verde di metà settembre, tempo di vendemmia, ma è uno scenario che segue i colori delle stagioni con la sua straordinaria mutevolezza. E poi fermarsi in un punto panoramico e restare d’incanto, davanti a questo magico spettacolo, che solo un abile intreccio tra la manualità dell’opera dell’uomo e la natura, sono capaci di creare e rendere così affascinante.

Foss Marai, una storia di famiglia

“Il vino è povero, devi dargli qualcosa di più”, anzi “povereto” diceva il capostipite della famiglia Biasiotto, e suo figlio Carlo era uno che sapeva ascoltare, così, insieme alla moglie Adriana, si sono rimboccati le maniche e a quel vino così “povero” hanno aggiunto qualità, prestigio e pure un’estetica che lo contraddistingue e lo rende unico.

Durante il nostro viaggio in Valdobbiadene abbiamo avuto modo di scoprire questa azienda a gestione familiare, oggi insieme a Carlo e Adriana ci sono i figli Cristiana, Andrea e Umberto, seguono e contribuiscono a costruire questo sogno che è divenuto una interessante realtà: Foss Marai.

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La famiglia Biasiotto con Fabio

Si produce vino spumante qui, quello con le bollicine, ma è Prosecco Superiore, non è quello della grande produzione, da qui passa qualcosa che ha a che fare con l’eccellenza e ha il nome di Cartizze dry millesimato, Guia brut millesimato, Nadin dry millesimato, Strada di Guia extra dry e brut, tutto firmato Foss Marai. E non finisce qui, ci sono i vini frizzanti territoriali, come il Marai de Marai, o quelli provenienti dalla Masseria La Sorba, una nuova sfida dell’azienda Foss Marai nell’Alta Murgia della Puglia.

La sede dell’azienda a Guia altro non è che il risultato della crescita della fattoria originale. Ci sono ancora le travi in legno di un tempo vicino al design degli arredi che caratterizzano la parte aperta al pubblico o quella privata della struttura. I grandi contenitori per il vino, la meraviglia della zona imbottigliamento, e infine il profumo di mosto che riempie l’aria del profumo del vino che sta nascendo e rende indimenticabile questa visita.

vigneti valdobbiadene

I vigneti del Prosecco

Conoscere Foss Marai ci ha arricchito, sicuramente. Una storia di famiglia e di qualità che è facile portarsi a casa dentro una bella (e buona aggiungo) bottiglia di spumante presa alla bottega dell’azienda o online, tra design e prestigio, storia e impegno per l’eccellenza. Passare da Foss Marai durante un percorso tra queste colline di Valdobbiadene non è solo una tappa obbligata, è un momento da vivere in più.

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Lo Strada di Guia – spumante Foss Marai

Castelbrando a Cison di Valmarino

Vicino Valdobbiadene sorge un antico castello, tra i più grandi e i più antichi d’Europa. E’ quello di Castelbrando e ci si può passare la notte, così come abbiamo fatto noi. La sua storia ha origine già al tempo dei Romani quando decisero di erigere un castrum in posizione dominante e vicino una sorgente d’acqua potabile, sulla Via Claudia Augusta.

Fu dimora per centinaia d’anni, prima di due famiglie di condottieri, quella dei Gattamelata e Brandolino, poi rimasta unicamente a quest’ultimi per oltre 500 anni. Tutto prima di venire acquistata dai Salesiani e infine dalla famiglia Colomban, attuale proprietaria del castello.

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Castelbrando, le mura del castello

E’ un hotel castello, sede prestigiosa per eventi e matrimoni, ristorante, SPA e museo di armi storiche. Si dorme, come abbiamo fatto noi, nelle camere arredate in stile classico nella parte del 500, si fa colazione in quella del 700 con decori in stile. Un hotel di lusso con l’aggiunta del valore storico, un’esperienza unica salire i 69 gradini della scalinata nobile che conduce al salone – teatro. E poi i cortili, i bastioni, le torri e il giardino, oltre che uno straordinario sguardo sulla valle sottostante da una posizione di privilegiata.

La Trattoria dell’Oste che non c’è

Una simpatica realtà di queste zone è la Trattoria dell’oste che non c’è. E’ un cascinale dove gli avventori arrivano, mangiano qualche salume, un pezzo di formaggio, tutto bevendo un calice di buon prosecco, lasciano il dovuto (prezzo fisso sui 10 Euro) e se ne vanno. Tutto così strano ma straordinario al tempo stesso, da provare! PS: facci sapere se vedi l’oste…

Osteria senz’Oste si raggiunge seguendo la direttrice che dalla piazza Valdobbiadene conduce verso Santo Stefano, dopo il paese di San Pietro. Se nota queste non la trovi chiedi, la conoscono tutti da queste parti.

In Valdobbiadene con i bambini

Qualcuno potrebbe dire che questa non è una destinazione per i bambini. Certo non è Gardaland, ma vuoi mettere la possibilità per i bambini di scoprire che l’uva e il vino non arrivano dal banco al supermercato, l’opportunità di fargli assaggiare il succo d’uva, di lasciarli correre liberi nella natura o addirittura di proporgli una notte al castello?

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I bastioni di Castelbrando

Il senso del viaggio con i bambini per noi è sempre stata la scoperta, e la Valdobbiadene è un luogo perfetto per scoprire la vita di campagna. Una destinazione che ti riempie l’anima di bellezza ma anche di qualcosa di più materiale, come l’ottimo vino spumante (Foss Marai chiaramente 🙂  e le specialità locali. Ottima meta per un city break di famiglia all’insegna di natura, paesaggio e vita all’aria aperta.

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Fabio

Creatore di contenuti web, fotografo, blogger e soprattutto papà. Amo la luce del mattino e la colazione inglese, il mio libro preferito è Peter Pan nei Giardini di Kensington, casa è la mia isola che non c'è, sono curioso, molto curioso, non rinuncio alla pizza, mi piace sperimentare, esplorare e raccontare storie.

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