Un week end romantico per noi, non c’è famiglia senza una coppia che si ama.
Solitamente (sempre) viaggiamo con i bambini, loro sono la nostra vita non potrei mai stare senza di loro. E’ vero, ogni tanto partiamo da soli per lavoro, o vado via io, o va via Fabio, ma difficilmente (mai) organizziamo qualcosa tutto per noi. E sì, siamo genitori anormali forse, le vacanze e i viaggi sono formato famiglia, ma non nego che ogni tanto mi piacerebbe godermi un po’ di più mio marito. D’altra parte credo sia normale desiderare di passare un week end con l’uomo che amiamo, alla fine i bambini se la spassano con i nonni, divanone, popcorn e cartoni animati con loro felici, i nonni al settimo cielo e noi pure, che male c’è?
E’ arrivato il momento di dedicarci un week end romantico, lo so già che parleremo solo di bimbi e che ci mancheranno tantissimo, ma dopo dieci anni ininterrotti da genitori due giorni da coppia sono necessari, vero?
Weed End Romantico, dove andiamo?
Abbiamo scelto Venezia, nonostante ci siamo stati tante volte, è la città romantica per eccellenza, non troppo lontano, non troppo vicino (si sono ansiosa 🙁 ). Ho trovato un’ottima offerta su Weekendesk.it, un week end con un’esperienza gastronomica annessa e non ho potuto resistere!
Un ottimo hotel 4 stelle, situato in una bella posizione, con colazione e cena completa. Mi piace l’idea di assaggiare piatti locali, serviti magari a lume di candela, dove vivere un po’ di intimità e ritrovarsi. Chiedo troppo?
Un programma di massima l’abbiamo già fatto, visiteremo la libreria Acqua Alta, non vedo l’ora di vederla, andremo a mangiarci un buon gianduiotto, il semifreddo tipico di Venezia, e porterò Fabio a visitare la parte insolita di questa città, quella meno turistica e più autentica. Sono sicura che si perderà a fare mille foto tra vicoli e campielli, come sono sicura che questa volta un giro in gondola ci spetta di diritto.
Vorrei fare un giretto anche a Murano e Burano, e se riusciamo con i tempi, anche Torcello, per noi sarebbe la prima volta. Non siamo capaci di goderci la città in tranquillità ci piace girovagare, conoscere ed esplorare.
Sono sicura che torneremo a casa felici, trasmettendo anche ai nostri piccoli un po’ più di serenità e di unità.
Le idee weekend top in Europa per un city break o weekend lungo con i bambini
Quando si viaggia con i bambini, specialmente se in età scolare, ci sono i tempi della scuola da rispettare, le maestre in genere non apprezzano le assenze, giustificate o meno, dei bambini, e ciò è un bell’inghippo nella programmazione di un viaggio in famiglia. Ecco che si ricorre allora ai fine settimana, magari rosicchiando qualcosa al venerdì al lunedì successivo. Due notti possono essere sufficienti per scoprire una città di medie dimensioni, tre per una capitale. Questi sono i nostri suggerimenti sulle migliori destinazioni in Europa per un city break con i bambini. Tutte queste città sono facilmente raggiungibili anche con voli low-cost, tenete sempre conto però anche del costo dei transfer che a volte incidono sul budget totale tanto da optare magari per un aeroporto più vicino al centro. In alcune di queste città i musei sono gratuiti, in altre i bambini non pagano, un incentivo in più a partire.
Idee weekend a Copenhagen, un viaggio nella città della sirenetta sa un po’ di favola, ed in effetti la capitale danese è un gioiello. Ci sono i canali come a Venezia dove gustarsi un giro turistico, musei più che family friendly come quello della Scienza, divertente per tutta la famiglia, o il Museo Nazionale dove un’ampia sezione è dedicata proprio ai piccoli visitatori, possono vestirsi con abiti d’epoca, montare su cavalli di legno o vivere come ai tempi del medioevo. C’è anche il museo della posta, un viaggio istruttivo per comprendere la storia della comunicazione. I musei sono perlopiù gratuiti per i bambini. Se siete fortunati potrebbe capitarvi di vedere sfilare per le vie del centro un piccolo esercito che assomiglia a quelli colorati di piombo, dietro la banda marciano rigorosamente ed è il cambio di guardia della regina. Un suggerimento per alloggiare è il Danhostel Copenhagen City, semplice, con delle ampie e pulite camere familiari vista canale, abbastanza economico. Imperdibili le caramelle fatte sul momento di Somod, sentirete che profumo quando le tirano davanti ai vostri occhi!
Idee weekend a Bruxelles. E’ forse la meta europea più inaspettata. Atomium, Museo del Gioco, il Museo di Scienze Naturali https://www.naturalsciences.be/ sono gli immancabili ma c’è spazio anche per altro secondo noi. Un percorso attraverso le migliori cioccolaterie del centro ad esempio, per ammirare le creazioni dei maestri pasticceri, oltre ad assaggiarle naturalmente, oppure una specie di caccia al tesoro tra i grandi murales della città, molti dei quali ispirati ai personaggi dei fumetti. Sotto le feste natalizie il centro si riempie di diversi grandi mercatini e di una grande pista di pattinaggio su ghiaccio, un’occasione in più per fare un city break a Bruxelles anche d’inverno.
Idee weekend a Londra. Basta la parola recitava una pubblicità degli anni 70 ed in effetti per questa città c’è solo l’imbarazzo della scelta per trascorrere un paio di giorni qui anche con i bambini. E’l’unica destinazione dove 3 notti sono forse un po’ pochine ma vediamo di riassumere le attrazioni imperdibili in famiglia (alcune delle quali gratuite). Il British Museum con la sua collezione incredibilmente affascinante e perfetto per ogni età, il Natural History Museum paradiso per bambini e ragazzi, la galleria dei dinosauri è la più bella che abbiamo mai visto, lo Science Museum (museo della scienza), il museo delle cere, Hamleys, grande e tradizionale negozio di giocattoli dove perdersi tra peluche e giochi più moderni, la Torre di Londra con il tesoro della regina ed il Museo della città di Londra, interessantissimo quest’ultimo per comprendere la storia della capitale (anche qui ci si può vestire da villani e rivivere la storia di Londra. Da assaggiare la cucina orientale a China Town in versione street food o le squisitezze preparate sul momento al mercato alimentare di Borough Market sotto la stazione dei treni.
Idee weekend a Oslo, sebbene la città pare un po’ freddina al primo impatto è veramente una bella capitale. C’è il palazzo reale proprio in centro, con il bus o il traghetto (consigliato quest’ultimo per godere anche di una piccola ma affascianate crociera nella baia che fronteggia la città) si può andare sulla penisola di Bygdoy dove ci sono un buon numero di musei, si può visitare in una sola volta quello all’aperto (una collezione di antichi edifici riposizionati nel parco con personaggi del tempo) che è immancabile, quello delle Navi Vichinghe oppure quello dedicato alla nave Fram o quello del Kon Tiki. Anche il museo della scienza è carino, tante attività per i bambini ma è interessante anche per gli adulti, infine il Museo Internazionale di Arte dei bambini, e questo lo trovate solo qui). Ad Oslo assaggiate i panini di salmone e burro al mercato del pesce proprio vicino ad Aker Brygge.
Idee weekend a Edimburgo. Capitale della Scozia dalle dimensioni contenute ma non meno affascinante delle altre. Perfettamente collegata con l’aeroporto da un veloce e frequente servizio bus e tram riserva ottime attrazioni per una visita con i bambini di pochi giorni. Castello innanzitutto, la storia della Scozia è passata di qui e tra corone gemmate e segrete misteriose non mancherà di affascinare. C’è poi il Royal Mile, la strada del centro storico che parte dalla spianata del castello ed è il vero fulcro della parte turistica della città, spettacoli di artisti di strada, la chiesa gotica di St. Jilian con le volte ed i vetri colorati, le piccole stradine tra le case in pietra che si affacciano su quella principale. Magia pura. Il museo nazionale scozzese (gratuito) con le sue ampie e bianche gallerie ricche di oggetti ed animali è ottimale per le famiglie con bambini, divertenti ed istruttive stazioni interattive, spazi gioco per bimbi di ogni età, alcuni punti ristoro ed uno spazio lettura aperto a tutti, oltre al wifi gratuito che non guasta. Il Museo dell’infanzia (Childhood Museum) è un’altra tappa per scoprire la storia dei giocattoli, ingresso gratuito anche qui. Per chi ama l’aria aperta da non perdere una passeggiata sull’Arthur’s Seat, al termine di Holyrood Street e magari una visita al vicino Our Dynamic Earth. Da non perdere la scottish breakfast al mattino in hotel.
Nella foto in evidenza il Museo Nazionale di Scozia ad Edimburgo – photo Fabio Sonce Ph.
Sono le casette tutte colorate del centro storico di questa cittadina a darci il benvenuto a Caorle, arriviamo in auto nel tardo pomeriggio, sono circa 20 km dopo l’uscita dall’autostrada, ci sistemiamo nella nostra camera familiare al terzo piano dell’International Beach Hotel Caorle ed il primo approccio che abbiamo con la località turistica è proprio una bella passeggiata.
Dall’hotel sono meno di cento metri sino alla spiaggia, approfittiamo della passeggiata e ci dirigiamo verso est. Caorle ha due arenili principali, quella di levante e quella di ponente, intervallate da un tratto di scogliera con il Santuario della Madonna dell’Angelo a fare bella mostra di sé su di un piccolo promontorio. I bambini come vedono la sabbia non resistono, e come possiamo tenerli fermi, li lasciamo correre, fare le capriole e scendere dallo scivolo di un piccolo parco giochi sul limitare della spiaggia, è il loro ambiente la spiaggia, giusto che se lo godano anche se poi avranno sabbia dappertutto.
Trascorsi i quindici minuti di follia dei nostri “furetti da viaggio” proseguiamo verso il centro e la zona pedonale. Che sorpresa colorata questa Caorle! Gli edifici sul Rio Terrà delle Botteghe (originariamente un canale poi interrato come avrete capito dal nome) hanno ognuno un colore diverso, bello acceso, sono edifici carini, con i camini sulle facciate, ognuno diverso ma armonici, nell’insieme mette molta allegria ed il fatto di poter lasciare i bambini liberi nella zona pedonale è una bella cosa, il centro è pulito ed in ordine, un bel 10 all’impatto iniziale con questa cittadina di mare.
Incontriamo un paio di amici tra i quali Veronica, un’amica di bambini con la valigia che conosciamo già da tempo, con lei decidiamo di bere un aperitivo prima di cena e lo facciamo alla Birreria ai tre Tini, il perché del nome lo capiamo appena entrati, i “tre tini” sono i primi tre tavoli del locale, su uno ci sistemiamo noi, sull’altro i nostri bimbi, si sentono importanti oggi, un tavolo solo per loro, l’“aperitivo” per loro è succo di frutta e pure le patatine, ma che bello sentirsi grandi. Notiamo sul soffitto una marea di targhe automobilistiche di tutte le nazionalità, carine!
Per la cena non dobbiamo spostarci troppo, il ristorante “Antico Petronia” in Via Roma http://www.anticopetronia.com/ è solo a due passi. Massimiliano, il titolare ci accoglie e ci sistema nella terrazza riscaldata, è primavera ma la sera fa ancora freschetto. Sistemiamo prima i bambini con un piatto di gnocchi al ragù che arrivano velocissimi, poi ci rilassiamo e ci coccoliamo con un po’ di antipasti di mare, ravioli all’orata e frittura di pesce misto. Molto soddisfatti di tutto possiamo rientrare in hotel.
L’International Beach Hotel Caorle http://www.internationalbeachhotel.it/InternationalHome.html è una struttura a tre stelle estremamente curata nei dettagli nel settore di Ponente di Caorle. La nostra camera è una familiare con letto matrimoniale e due letti a castello nella stanza attigua comunicante. C’è tutto lo spazio necessario a muoversi per una famiglia di 4 persone, oltre ad un’ampia terrazza dalla quale si vede anche un po’ di mare. Al mattino del giorno seguente la colazione ci attende nella sala al pianoterra, e che colazione! In un bel ambiente arredato di tutto punto ci attendono brioche, colazione salata e dolce, uova, pane biscottato, succhi di frutta, yogurt e cereali, che buongiorno a Caorle!
Ci siamo fatti mettere via un paio di biciclette perché questa mattina vogliamo esplorare una parte di Caorle forse meno conosciuta. Con due bici da passeggio, di cui una con seggiolino per bambini ed una più piccolina per il bimbo più grande, montiamo in sella e sfiliamo prima la passeggiata lungomare della spiaggia di ponente, prima sosta proprio di fronte al duomo di Caorle per dare un’occhiata alla scogliera che divide le due spiagge con i bassorilievi realizzati da artisti internazionali proprio sui grossi massi che proteggono la riva dalle onde del mare.
Seconda tappa è al Santuario dedicato all Madonna dell’Angelo http://www.caorleduomo.altervista.org/storiasantuario.html. La tradizione vuole che l’effigie della Madonna, che caratterizza questa chiesetta affacciata sul mare, sia stata rinvenuta dai pescatori proprio in mezzo ai flutti, un affresco sul soffitto rappresenta proprio questo episodio. Qualcuno parla anche di un miracolo recente legato alla chiesa, a lato di un basamento in pietra si riconosce una figura, creata con i sali lasciati da una macchia d’umidità, che assomiglia in effetti ad una madonnina…
Ci rimettiamo in moto con destinazione est. Percorriamo la strada che costeggia la spiaggia di levante, il tratto che attraversa la pineta e la zona dei campeggi, e giungiamo all’inizio del percorso ciclabile Palangon Falconera ben segnalato con dei cartelli turistici. Siamo ai limiti della laguna e saliamo con i nostri mezzi sul percorso che corre lungo l’argine sopraelevato. Che bello che è pedalare in mezzo alla natura, i bambini sono felici, il più grande scorazza libero per la stradina in ghiaietta, la piccola se ne sta sul seggiolino con in mano due fiorellini, godendosi felice la gita.
Qualche centinaio di metri e ci fermiamo davanti al primo casone che incontriamo, una coppia di cigni ci da il benvenuto mentre camminiamo sulla lunga passerella in legno che ci porta verso la costruzione. I bambini li perdiamo di vista quasi subito, indaffarati a recuperare delle canne. Incontriamo Sandro, il pescatore al quale appartiene il casone, orgoglioso, ci fa entrare e ci spiega come funziona la pesca turismo, dei giri in barca che organizza e soprattutto delle mangiate di pesce alla griglia che si fanno a fine battuta proprio nel suo casone, un’idea diversa per un giorno speciale a Caorle. Il posto è splendido, il casone ha tetto e pareti realizzate con le canne su di una struttura di legno, intorno c’è la laguna e gli animali che la animano, potendo resteremmo di più.
Invece montiamo in sella e via lungo il percorso ciclabile. Il meteo ci aiuta ed un giro in bicicletta con sole ed aria fresca sul viso è qualcosa di tonificante. Sinceramente pensavamo che il casone di Sandro fosse l’unico in zona, invece ne passiamo una lunga serie lungo la nostra strada sul limitare della laguna, uno più bello dell’altro, non ci facciamo mancare di prendere diversi scatti con le fotocamere.
Ad un certo punto della pista ciclabile seguiamo l’indicazione per l’isola dei pescatori, ed è qui che entriamo in una specie di villaggio delle favole, fuori dal tempo ed unico nel suo genere. Sull’isola che si raggiunge a piedi tramite un ponticello c’è una vera e propria città in miniatura, le case hanno tutte il tetto di paglia (sono casoni di fatto), piccoli ponticelli, recinti di legno, madonnine e simboli religiosi qua e là, le barche colorate sull’argine o “parcheggiate” in spazi scavati nel fango e protetti da tettoie precarie, i disegni ed i nomi sulle porte. E’ un mondo a parte, meta immancabile a Caorle, decisamente inaspettata.
Ci guadagniamo il pranzo, dal punto di vista delle calorie, pedalando di nuovo sino in centro, passiamo vicino al canale con le barche (tante) dei pescatori (ecco il perché del pesce buono e fresco), e qualche bragozzo, l’imbarcazione tipica del luogo, ci fermiamo di fronte all’edificio in mattoni che ospitava lo squero (dove si costruivano e riparavano un tempo le barche) ed entriamo alla Taverna Caorlina http://www.caorlina.it/ . Abbiamo consumato abbastanza, i bimbi hanno pure i pometti rossi, possiamo affrontare senza troppe remore la padella che arriva in tavola con gamberoni, scampi capesante, una vera delizia, i bimbi nel frattempo sgranocchiano patatine e calamari fritti. Io opto per un primo, bigoli in salsa, praticamente una pasta fatta in casa con la salsa di sardelle (un fantastico classico caorlotto), Giulia per un’insalata con il pesce nel pan di pizza. Questa volta, forti della pedalata, non ci facciamo mancare il dolce, la polentina è il tocco finale che ci suggerisce Giorgio, il titolare.
Potremmo esser pronti per la nanna (scherziamo), oltre che entusiasti, ed invece riportiamo le biciclette all’International Beach Hotel Caorle, montiamo in auto (sono solo 5 minuti) e ci dirigiamo verso il maneggio I cavallini della Rosa https://www.facebook.com/pages/Cavallini-Della-Rosa/135628239830325 , abbiamo prenotato una lezione di equitazione per i nostri bambini, una sorpresa che non si aspettavano! Indossano i loro caschetti e l’istruttore gli suggerisce come approcciarsi a questi grandi nuovi amici a quattro zampe, quindi li fa montare e comincia la magia. Dopo le prime indecisioni e timori, grazie soprattutto alla bravura dell’istruttore Maximiliano, i nostri bimbi sono in grado di cavalcare fermando il cavallo, o facendolo girare a destra o sinistra. Mamma e papà sono forse più emozionati dei bimbi, finisce la lezione e siamo tutti felici per l’esperienza che cercheremo di far ripetere ai piccoli, magari proprio a Caorle.
Dopo tutte queste grandi emozioni ci prendiamo un’oretta abbondante di relax nella nostra camera d’albergo prima di cena, si sta proprio bene in questo hotel, c’è lo spazio esterno per i piccoli e la piscina, anche se fa ancora freddino per tentare un tuffo. Stasera optiamo per la pizza, non resisto più di qualche settimana senza questa chicca tutta italiana, la scelta è per la Pizzeria Ristorante T.N.T. in Viale Santa Margherita https://www.facebook.com/pages/Pizzeria-TNT/248339655251702, proprio attigua all’albergo. Viaggiamo parecchio e la pizza buona come in Italia non si mangia da nessuna parte, siamo stati fortunati ed alla pizzeria T.N.T. è croccante e leggera, c’è poi la comodità che in stagione la sera il viale sul quale si affaccia è tutto pedonale, nessun problema con i bimbi quindi, si può mangiare sulla terrazza tenendoli sempre sott’occhio.
E’ il nostro terzo giorno a Caorle, ultimo sigh, la mattina la dedichiamo al centro storico, un giretto tra i negozi, un caffè sulla rotonda fronte mare mentre i bimbi giocano sulla spiaggia, attraversando le calli colorate arriviamo al duomo, costruzione dell’anno mille edificata sui resti di una basilica paleocristiana, mentre i bambini scorazzano per il piazzale correndo attorno al campanile ne ammiriamo la bellezza, una torre cilindrica di circa 50 metri un po’ inclinata e con la punta a cuspide, unica nel suo genere al mondo.
Girovagando tra le stradine e le piazzette di Caorle ci fermiamo a mangiare qualcosa al Ristorante al Campiello, vino al wine bar Al Gatto Nero (che poi scopriamo essere gestiti dalle stesse persone) http://www.algattonerocaorle.it/ita/campiello-ristorante.php. A Caorle ci siamo innamorati della frittura di pesce, e non ce la facciamo mancare, gustosa, bella chiara, croccante, abbinandola ad un’insalata per cercare di restare leggeri. Scopriamo che è possibile averla anche in cartoccio in formato “passeggio”, la prossima volta che torniamo dobbiamo sperimentare anche questo!
Dopo mangiato abbiamo appuntamento al porto Santa Margherita con Gian Alberto della scuola di vela del Circolo Nautico Porto Santa Margherita http://www.cnsm.org/. Montiamo su Black Angel, una barca a vela da regata tutta nera. Usciamo in mare aperto in compagnia di lui, Paolo Struli, noto velista locale ed un altro amico. Si issano le vele e via a filare con il vento a 9 nodi. I bambini prima un po’ intimoriti vengono fatti partecipare alla conduzione dell’imbarcazione prima con un giro sino a prua, poi tenendo il timone. Gian e Paolo gli spiegano un po’ di trucchi da marinaio, che bravi che sono con i bambini, e pian piano vediamo crescere nei loro occhi l’entusiasmo per questa nuova esperienza.
Rientriamo con una bella abbronzatura anche solo per un paio d’ore di uscita, salutiamo i nuovi amici, non senza qualche rimpianto per il giro in barca a vela, e torniamo in centro. La nostra mini vacanza è finita, montiamo in macchina ed i bimbi stanno qualche nano secondo ad addormentarsi dopo la prova in mare.
Di Caorle non potremo dimenticare i colori delle case di questa cittadina, i profumi che incontri per strada e che ti invitano a provare i sapori della cucina caorlotta, la spiaggia, il mare ed i sorrisi della gente che abbiamo incontrato.
Caorle.it, http://www.caorle.it/it/ il portale di turismo di Caorle, che ci ha aiutato a programmare ed a decidere l’itinerario della nostra piccola vacanza in questa carinissima località di mare.
Il Carso triestino, natura e relax familiare vicino Trieste
Oggi voglio parlarvi di una terra di mezzo, un luogo dove i miei bambini sono cresciuti, dove hanno corso, giocato, gridato, imparato a conoscere la natura, dove si sono arrampicati la prima volta sugli alberi, dove hanno raccolto le pigne da mettere sulla brace o nel cesto di Natale, dove hanno imparato il rispetto per gli animali, magari guardando direttamente negli occhi un cerbiatto nel bosco. Oggi vi parlo del Carso, triestino in questo caso, quella stretta fascia di territorio alle spalle della città di Trieste a circa 400 metri di altitudine rispetto il mare del Golfo di Trieste.
Uno dei mezzi migliori per arrivare sul Carso e per apprezzare il cambiamento di panorama è con il tram di Opicina, prende il nome infatti dalla località principale dell’altopiano. Una mezzoretta di percorso, per buona parte su funicolare, dal centro di Trieste sino all’arrivo con una simpatica e sferragliante vettura di colore blu, dove le porte a soffietto ed i sedili sono in legno ed il conduttore prende il nome di “frenatore” (volendo si possono caricare anche le bici per una gita a due ruote). Se si sceglie questo mezzo la fermata top è quella dell’obelisco, 3 stop prima del capolinea, uno spiazzo con alcuni alberi ed il monumento voluto da Francesco Giuseppe al limitare della pineta. Da qui si gode un panorama mozzafiato sulla città, se siete fortunati e la giornata è limpida, fino all’Istria da un lato, sino a Monfalcone dall’altro.
Da questo punto di partenza si può facilmente cominciare l’esplorazione del Carso, un po’ di Strada Napoleonica, uno storico sentiero pedonale che corre lungo il ciglio dell’altopiano, per poi virare all’interno, dentro la pineta. Questi boschi non facevano parte originariamente dell’ambiente carsico, sono stati piantati ad inizio secolo dagli austriaci perché si necessitava all’epoca di legno per le costruzioni civili e navali, sono fitti perché gli alberi crescano alti e diritti. Il bosco è qualcosa di speciale in Carso, è qui che alzando gli occhi si possono vedere gli scoiattoli saltellare da una fronda all’altra, magari una famiglia di cerbiatti che si sposta nel verde. Ad un tratto la pineta si dirada, ed ecco la radura, dove dopo aver scavalcato un muretto di pietra bianca a secco, si può stendere un telo sull’erba e godersi un picnic all’aria aperta, scoprire le pietre carsiche solcate dall’acqua, fenomeno unico al mondo.
La giornata sul Carso non può terminare se non davanti ad una crema carsolina in una pasticceria dell’altopiano, in centro ad Opicina ce ne sono diverse, una golosità da non farsi mancare dopo una giornata sul Carso.
Perché visitare il Carso con i bambini
Perché, specialmente in certe stagioni come l’autunno (stagione che vi suggerisco quale ottimale), è uno spettacolo incredibile, un’amalgama di colori dal verde scuro al rosso e amaranto, perché è una parco giochi naturale, senza nulla di artificiale, perché un pezzo di legno e qualche pigna hanno un valore inestimabile per i piccoli, perché camminare nella natura fa bene, perché è un motivo in più per stare insieme e sentirsi immersi in un’avventura familiare, in un ambiente semplice ma incredibilmente variegato ed affascinante, accessibile ai bambini ed a tutta la famiglia.
Consigli per visitare il Carso
Se arrivate con l’auto potete parcheggiare sempre all’obelisco, se non trovate posto poco più in là, in corrispondenza della grande rotonda, ci sono alcuni ulteriori parcheggi dai quali si raggiunge facilmente la Strada Napoleonica e l’inizio del percorso.
Dotatevi di una mappa dei sentieri, i percorsi sono sempre segnati con dei simboli su alberi e pietre ma una buona mappa è sempre un buon supporto
Fermatevi a mangiare in un’Osmiza, i locali tipici del Carso segnalati da una frasca appesa agli incroci ed all’ingresso, sono praticamente le case dei contadini trasformate per qualche settimana in una specie di agriturismo temporaneo, si mangiano degli ottimi affettati, formaggio e qualche dolce, tutto accompagnato da buon vino (Terrano o Vitovska in genere) o altre bevande per i più piccoli, da provare assolutamente!
Il Carso è ahimè popolato anche da vipere, pericolosi serpentelli di dimensioni contenute ma velenosi, specialmente le zone più brulle e sassose. Io non ne ho mai incontrata una a dir la verità, però sono numerose le testimonianze di chi ha avuto questo “piacere”. Che fare? Scarpe da trekking, possibilmente alte, jeans o pantaloni di una certa consistenza, i serpenti hanno dei dentini molto piccolini perciò un buon tessuto potrebbe già proteggervi da un possibile morso. Evitare di sollevare pietre, mettere le mani nei muretti in pietra, camminare nell’erba molto alta. Suggerisco di fare rumore quando si cammina, una canzone da marcia per esempio, magari battendo con un bastone a terra, le vipere (che comunque vanno rispettate in quanto parte dell’ecosistema) potranno così sentire il vostro arrivo e liberare la strada.
Nella stagione calda fate particolare attenzione anche alle zecche http://it.wikipedia.org/wiki/Ixodida , pantaloni lunghi sono consigliatissimi. Fate attenzione pure alle grotte, il Carso ne è ricco, non avventuratevi all’interno senza una guida esperta.
Fete des Lumieres detta anche Festa delle Luci di Lione
Dicembre da sempre è ricordato dai bambini come il mese delle luci colorate, le nostre case, ma anche le città dove viviamo si illuminano con l’accensione delle luminarie di Natale. Tutti si emozionano e tutti attendono che arrivi lui, il Sig. Babbo Natale, a portare qualche regalino. Ma a Lione non c’è solo qualche luminaria, qui la tradizione vuole che la città si addobbi a festa con luci e mille colori proiettati. Siamo in Francia precisamente a Lyon, dove la festa delle Luci, nasce nel 1852, in occasione della posa in opera della statua della Vergine Maria sul colle di Faurvière, è una festa nata per caso, in seguito a dei rimandi della celebrazione ufficiale a causa di alcuni nubifragi e esondazioni del fiume Soana.
In quell’occasione infatti le persone accesero delle candele sui balconi delle finestre per illuminare la città. Ora negli ultimi anni questa festa è diventata una delle manifestazioni più importanti della Francia, richiama moltissimi turisti, che attendono l’inizio di dicembre per assistere agli spettacoli luminosi che ricordano un po’ quelli di Amsterdam nello stesso periodo. Luci proiettate sul cielo, interi palazzi illuminati con proiezioni di immagini e luci sulle facciate, sulla ruota panoramica e sulle pareti degli edifici più importanti della città oltre a mille candele di tutti i colori. Tutti i negozi e tutte le attrazioni culturali rimangono aperte fino a tardi, molte bancarelle con dolcetti tipici, momenti di gioco per bambini.
La festa ormai da diversi anni dura 4 giorni a cavallo dell’otto dicembre, si aspetta l’imbrunire per rimanere a bocca aperta. Artisti di fama internazionale incontrano nuovi talenti per creare degli show spettacolari. Potrebbe essere per voi un input per scoprire Lione, la seconda città piu’ grande della Francia. Lione è un centro moderno, nell’immaginario collettivo può raggruppare molte delle peculiarità francesi. Romantica, morbida, profumata, dai tramonti gustati sorseggiando un ottimo vino in uno dei tanti caffè sul lungo fiume mentre i bambini si godono qualche attimo di libertà ai suoi favolosi parchi.
I giorni della Festa delle luci potrete approfittare per visitare i quartieri storici della città, da Croix Rousse, quartiere dove una volta si produceva la seta al quartiere Vieux lyon dove i vostri cuccioli potranno scorrazzare liberi (è interamente pedonale) tra i vicoletti ammirando i negozi di artigianato e antiquariato locali. Una piccola visita alla Torre Metallique, la piccola tour Eiffel per poi correre a giocare nei parchi cittadini. Dal Parc De La Tete, dove potrete ammirare le zebre, giraffe e leoni in quanto c’è un piccolo zoo, ma anche un playground ed un giardino botanico, al Parc Sergent Blondon un vero parco giochi moderno con tanto di scivoli e altalene all’ultima moda.
Quello che secondo noi merita una particolare attenzione è il Parc des Houteurs, un playground moderno e curato dove è stata costruita un’area dedicata agli skaters. Il rischio nell’osservare le evoluzioni fantastiche che fanno questi ragazzotti e che poi i vostri bimbi le vorranno riprodurre, ma anche questo è divertimento. Per concludere vorremmo rassicuravi sul fatto che Lione la potrete visitare interamente utilizzando i mezzi pubblici, tram o bus, oppure noleggiando delle biciclette o a piedi, per cui non abbiate paura Lione è una città da visitare anche con i vostri piccoli o ragazzi.
Quando andare a Lione per il festival delle Luci
Dal 7 al 10 dicembre 2017 non solo nella piazza principale ma anche in tutte le vie del paese.