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Pompei con bambini

pompei con i bambini

Pompei è una delle destinazioni culturali in Italia tra le più visitate in assoluto. Ci siamo stati ed è stato bellissimo vedere quanta gente arriva da ogni angolo del mondo per scoprire questa città così antica, dopo 2000 anni ancora così incredibilmente viva e affascinante. Visitare Pompei con i bambini non è un problema, è un’attrazione culturale adatta sia ai bambini piccoli che a quelli più grandicelli, e mi riferisco nel secondo caso specialmente a quelli in età scolare.

foro a pompei con bambini

Scavi di Pompei, il Foro

Tra le ragioni principali che ci hanno spinto a visitare Pompei la prima è che non esiste al mondo qualcosa di simile, Roma è bellissima ma non è così,  una vera città romana così ben conservata, e visitabile. Secondariamente pensiamo che i bambini debbano conoscere la storia attraverso l’esperienza diretta, i libri sono importanti ma camminare per le strade pavimentate in pietra dove sfilavano i carri, entrare in una bottega e toccare i contenitori per il cibo, entrare in una villa romana, è un modo di apprendere diverso, emozionale, qualcosa che rimane, per sempre.

mosaico cane pompei

Ingresso di una villa di Pompei con il mosaico del cane da guardia

Se questo non basta già a convincerti nel programmare una visita a Pompei con i bambini, ecco anche la nostra esperienza in questa città “addormentata”, ma così ricca di bellezza e cose interessanti da conoscere.

Prima della visita con bambini a Pompei

Prima di visitare Pompei ti suggerisco di informarti un po’ sulle vicende che hanno reso celebre questo luogo. Sappiamo che Pompei è stata investita da un’eruzione del vulcano Vesuvio nel 79 d.c., cenere, lapilli, nubi ardenti, fortunatamente in questo ordine. Ciò ha permesso a buona parte della città di conservarsi, perlomeno i pianoterra degli edifici, lasciandoci a duemila anni di distanza un patrimonio di inestimabile bellezza e conoscenza della vita del tempo. Le case e gli edifici pubblici ma anche gli affreschi, alcuni elementi di mobilio, i pavimenti in mosaico, anfore e molto altro.

villa romana pompei

Impluvium – dentro una casa romana la cisterna dell’acqua centrale

Per visitare Pompei sta bene leggersi un libro in anticipo, sicuramente. Io ho optato per il libro di Alberto Angela , I Tre Giorni di Pompei, quasi un romanzo storico che ripercorre le ultime 72 ore nella cittadina prima dell’eruzione, animando il racconto di personaggi e fatti interessanti. La lettura non è per nulla pesante perciò mi sento di raccomandarlo veramente a tutti. Sul posto ho riconosciuto successivamente e con piacere molto di quanto ho letto in anticipo, riuscendo anche a spiegare alcune cose a mio figlio.


Anche ai bambini fa certamente bene leggere un libro, su amazon.it ci sono diversi titoli, uno in particolare ha attratto la mia attenzione e ho deciso di prenderlo per mio figlio di 10 anni, Guida di Pompei per bambini curiosi . Il testo racconta la vita di ogni giorno, storie di gladiatori e di commercianti, suggerito dai 5 anni in su è certamente utile per prepararsi ad una visita agli scavi ma anche un ottimo ricordo dell’esperienza.

Sul sito della Soprintendenza di Pompei si trovano inoltre numerose informazioni sull’area archeologica oltre alla mappa degli scavi e la guida da scaricare.

Dove acquistare i biglietti per visitare Pompei

Suggerisco di acquistare i biglietti in anticipo on line, lo sportello della cassa ha sempre una fila notevole mentre quello per chi li deve solo ritirare e li ha ordinati on line su TicketOne è molto più scorrevole.
Il biglietto per gli adulti costa 13 Euro. Ricordati che bambini e ragazzi sotto i 18 anni di età (17,99) non pagano l’ingresso, questa si che è una bella cosa!

La nostra visita a Pompei

Il nostro viaggio nel tempo sino a quello dei Romani è iniziato dall’ingresso di Porta Marina Superiore. La Porta Marina era quella che dava sul lato mare di Pompei, la cittadina aveva un porto e la linea di costa era molto più vicina di quello che è oggi. Una leggera salita conduce alla porta della città, all’interno delle mura, l’immersione nella storia è immediata, già appena varcato questo ingresso, uno dei tre agli scavi. La strada in lastre di pietra è perfettamente conservata, i muri delle case in mattoni, appaiono magicamente gli ingressi delle case con le mura di mattoni miste a pietra, i primi negozi, il tempio di Apollo.

Via Abbondanza pompei

La Via dell’Abbondanza con i tipici passaggi pedonali

Il Foro, centro della vita pubblica e commerciale romana che si raggiunge velocemente dall’ingresso di Porta Marina, è un grande spiazzo nel quale, con un po’ di immaginazione, ci si rende velocemente conto di tutta la vita cittadina. Ci vuole un po’ di fantasia per immaginarsi i grandi colonnati e la pavimentazione in marmo. Una visita alla Villa Imperiale all’ingresso, accessibile anche da Porta Marina, può aiutare a farsi un’idea di questo e altri luoghi. Qui infatti, vicino al bookshop, c’è una sala dove sono proiettate delle ricostruzioni tridimensionali degli edifici, strade e piazze con indicazione su un grande plastico della localizzazione, un ottimo aiuto ad immaginare tutto quello che magari non si è conservato così bene.

decorazioni pompei con bambini

Decorazioni alle pareti delle case di Pompei

Al Foro ti suggerisco di non perdere i Granai del Foro, qui sono depositate migliaia di anfore, elementi d’arredo, statue ed alcuni calchi, di cui parleremo anche dopo. Una collezione stupefacente che ti servirà a capire durante la visita agli scavi quali erano gli arredi interni di case e palazzi, ma anche quelli delle botteghe. Qui c’è tutto quello che non è visibile al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, ma resterai veramente a bocca aperta davanti alla miriade di anfore dalle diverse fogge, ai bracieri che servivano per riscaldare gli ambienti, addirittura un forziere che serviva da cassaforte.

installazione d'arte pompei

Un’installazione d’arte sulla piazza del Foro di Pompei

Lungo la Via dell’Abbondanza prosegue la nostra esplorazione di Pompei, questo era il centro commerciale della città, negozi, botteghe, locali di artigiani occupano i fori commerciali sulla via lastricata in pietra con i “passaggi pedonali”, fatti di grosse pietre, sulle quali camminare evitando nei giorni di pioggia fango e torrentelli d’acqua. E’ facile capire anche per i bambini quella che doveva essere la vita commerciale al tempo. I negozi su strada a volte sono direttamente connessi con le abitazioni retrostanti. E’ veramente magnifico scoprire i banchi delle taverne, talvolta decorati con marmi o affreschi alle pareti, sembra che il locale abbia chiuso i battenti l’altro giorno, non duemila anni fa. Su questa incredibile strada è da fare anche attenzione alle scritte sui muri, in pittura rossa incitano a questo o quel politico, talvolta solo dei graffiti, rendono veramente l’idea di come qui tutto si sia spento da un giorno all’altro, sotto una coltre di lava che ha però permesso di conservare così bene questi affascinanti reperti.

granai del foro di Pompei

I reperti dei Granai del Foro

Da non perdere a Pompei sono i calchi delle persone che sono perite nel disastro. E’ stata geniale l’idea dell’archeologo Fiorelli che a metà ottocento ha pensato a questa tecnica per trarre le figure delle persone sepolte dalla lava, semplicemente riempendo di gesso le cavità che avevano lasciato con il proprio corpo. Così oggi siamo in grado di vedere le persone che realmente abitavano Pompei! La tappa successiva alla Via dell’Abbondanza è infatti l’Orto dei Fuggiaschi, vicino alla Porta di Nocera, un settore vicino alle mura della città dove sono stati rinvenuti diversi corpi e qui esposti all’interno di una bacheca protetta.

orto dei fuggiaschi calchi

I calchi all’Orto dei Fuggiaschi di Pompei

Seppure potrebbe sembrare una macabra curiosità è una delle attrazioni più interessanti degli scavi. Scoprire i visi e le fattezze degli abitanti di Pompei è realmente suggestivo, anche per i bambini, magari non troppo piccoli o impressionabili. La prima cosa che salta all’occhio sono le dimensioni, gli abitanti di Pompei erano abbastanza bassi di statura, cosa comune all’epoca e prevalentemente legata all’alimentazione scarsa in proteine, il pane era l’alimento principale, un pane molto simile a quello attuale anche se fatto di farine più grezze. I numerosi forni che abbiamo visto in giro per la città, con tanto di macine in pietra, ne sono testimonianza.

strade pompei

Una delle strade interne di Pompei

Ma dai calchi, oltre alle posture che comunicano il momento di paura, la ricerca di protezione, un ultimo senso di protezione verso gli altri anche, è interessante scoprire anche le tracce delle tuniche, le cui pieghe sono ancora visibili, i fagotti che portavano sulle spalle in un’inutile ultimo tentativo di fuga, talvolta anche le calzature. I calchi di Pompei sono un’impressionante fotografia di un momento tragico, che però ha il potere di raccontare ciò che è avvenuto direttamente, senza filtri.
I calchi sono presenti anche all’ingresso di Piazza Anfiteatro e ai Granai del Foro, merita una deviazione per vederli, ci sono anche calchi di bambini e addirittura quello di un cane. E’ importante ricordarsi, e io ho cercato di spiegarlo a mio figlio, che queste sono persone, vere, e meritano comunque rispetto, sempre.

anfiteatro Pompei

L’anfiteatro di Pompei

Altra tappa della nostra Pompei con bambini è il settore della Palestra dei Gladiatori e quello dell’Anfiteatro (più piccolo di quello di Pola che avevamo già visto), utilissimo per comprendere quanto i giochi erano importanti nella vita quotidiana all’epoca, tanto da riservarne uno spazio così ampio. Dal circo si passa alla parte nord della città, con le numerose ville tra le quali apprezziamo particolarmente quella del Fauno, ma anche le altre, tra mosaici (bellissimi quelli con i cani da guardia rappresentati all’ingresso, fontane, cubicoli, le stanze da letto del tempo, scale, tettoie sporgenti con tegole, tubi dell’acqua in laterizio, colonne e decorazioni, il tempo scorre veramente velocemente, e anche un filo di stanchezza. Il nostro giro finisce qui, ma ce lo siamo goduti totalmente senza distruggerci e soprattutto senza avere tempo di annoiarci.

Come visitare Pompei con bambini

A loro misura. Basterebbe dire questo. Quando ci approcciamo ad una destinazione culturale cerchiamo sempre di dosare tempi e itinerari secondo le esigenze dei bambini. Nel nostro caso ho ritenuto che quattro ore siano più che sufficienti per un bambino di 10 anni, e in questi tempi siamo rimasti. Certo non abbiamo visto tutto, ma è un buon motivo per ritornare e quello che abbiamo visto ce lo siamo gustati alla grande.

Pompei con bambini piccoli

Per chi arriva a Pompei con i bimbi piccoli è importante sapere che è stato allestito un percorso accessibile a tutti, anche ai passeggini. Le informazioni le trovi sul sito della Soprintendenza. Non si vede tutto ma molto, perfetto per chi non vuole stancarsi troppo. Diversamente si può optare per fascia, marsupio o zaino, attenzione che dove non ci sono i marciapiedi pavimentati le strade sono abbastanza sconnesse.

foro pompei e vesuvio

Il foro di Pompei con il Vesuvio sullo sfondo

Pompei con bambini grandi

I bambini apprezzeranno molto Pompei. Se hanno avuto modo di farsi un’idea del mondo dei romani, a scuola, attraverso televisione o un libro, ritroveranno molto, se non tutto, di quello che hanno già conosciuto ma a distanza.

Io sono convinto che per un bambino ogni cosa diventa interessante quando si trasforma in un’avventura. Con mio figlio ho cercato di rendere tale questa esperienza, paragonando la Via dell’Abbondanza ad un moderno centro commerciale, le case romane a quelle attuali, i bracieri in termosifoni, i cubicoli in camere da letto, i granai nelle panetterie, il foro alla piazza principale del paese. L’ho spronato a leggere le scritte sui muri, a toccare con mano le pietre, almeno quelle che non si rovinano (mai gli affreschi), a capire a cosa servivano certi arredi, a cercare i solchi delle ruote dei carri, ad immaginare la città viva oggi, così come lo era nel 79 d.c.. La nostra visita è iniziata già in bus, quando avvicinandoci a Pompei gli ho mostrato le rocce vulcaniche in corrispondenza di alcuni tratti scoperti del terreno, la pomice nei mattoni delle case, il Vesuvio sullo sfondo, come una sentinella sul passato. Pompei non può che affascinare ogni bambino/a, e i suoi occhi sgranati durante la visita sono stati la mia più grande ricompensa.

A chi interessasse in sito si organizzano anche delle visite guidate per i bambini, on line si trovano diverse proposte in tal senso.

Mangiare e dormire a Pompei

Per mangiare siamo usciti dall’ingresso dell’Anfiteatro, ci sono diversi locali in corrispondenza degli ingressi, si può uscire e rientrare facendosi fissare al polso un braccialetto. Noi abbiamo mangiato una buona ed economica pizza napoletana in un piccolo locale, Pizzeria da Zio Carmine, subito a sinistra, sull’angolo oltre la strada.

Se vuoi alloggiare in vicinanza degli scavi l’Hotel Diana tre stelle dispone di camere familiari, il prezzo si aggira per una notte sui 134 Euro compreso la colazione, il feedback è decisamente buono, c’è l’area giochi per i bambini, wifi e servizio di baby sitting. Noi abbiamo invece alloggiato in un ottimo appartamento a Napoli trovato su HomeAway, il nome è Il Canto di Partenope, il proprietario Gianluca è molto simpatico e disponibile.

Come arrivare a Pompei con bambini

Da Napoli, la quale si raggiunge facilmente anche via aereo (noi siamo partiti da Venezia), aeroporto di Capodichino, o treno, si possono raggiungere gli scavi con la Circumvesuviana oppure, e noi lo consigliamo, con il bus della SITA Sud in circa 30 minuti, la stazione è tra Calata Porta di Mare e la Stazione marittima, oppure ferma anche vicino alla stazione ferroviaria in Via Ferraris, costo del biglietto € 2,60. Al ritorno la fermata è di fronte a quella dove scendi a Pompei.

5 Comments

  1. Avatar
    Alessandra says

    Mille grazie per tutti questi interessantissimi e utilissimi suggerimenti e anche per il percorso che proponi. Sarò a Pompei a fine aprile con mio nipote di 13 anni e mi sto preparando alla visita, non potevo trovare di meglio :-)!

  2. Avatar
    marta says

    è già il secondo viaggio che organizzo con il tuo prezioso blog: Sara e Diego hanno 4 e 7 anni e sarà la prima volta per tutti e quattro che vedremo Napoli. Grazie alla tua guida potremo prepararci prima e grazie moltissimo anche per le dritte “extra cartine” come l’ospedale delle bambole!!!

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