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Mercatino di Natale sul lago di Garda

mercatino garda

Mercatino di Canale di Tenno

La vecchia strada che porta a Canale fiancheggia la montagna, è lastricata in pietre ed un piccolo ruscello la attraversa perpendicolarmente più o meno a metà del percorso verso il borgo, i bimbi si affacciano per vedere l’acqua che scorre, noi apprezziamo il suono, fa così montagna. La pendenza si fa sentire ed il passo si accorcia mentre saliamo, ma il percorso non è lungo ed i piccoli corrono avanti, curiosi ed impazienti di scoprire questa piccolissima città che ogni anno, nel periodo prenatalizio, si anima di un particolarissimo mercatino di Natale.
Siamo preparati e non ci aspettiamo le consuete bancarelle o le casette di legno, qui si allestiscono i banchetti direttamente nelle cantine delle case, tra le pareti di pietra si ricrea l’atmosfera del mercatino natalizio con oggetti e prodotti alimentari. Siamo un po’ timorosi, pare di entrare a casa della gente, ed in effetti è così. Niente paura però, è il sorriso di chi ci accoglie a farci sentire a nostro agio.

E’ l’artigianato ad essere protagonista, i lavori in pizzo o in lana cotta, gli utensili da cucina in legno naturale, la bigiotteria. In un anfratto scavato nella roccia siamo attratti dal profumo dello speck affumicato e delle salsicce che fanno bella mostra di sé, appese in fila al muro, c’è il banchetto delle farine biologiche (prendiamo quella al mais), quello del miele e degli oggetti realizzati con cera d’api, giochi medioevali come antiche carte da gioco, rompicapo e giocattoli in legno oppure le tradizionali bambole di pezza.
Passiamo di casa in casa, di uscio in uscio, mentre cala la sera e le semplici decorazioni luminose si accendono sugli alberelli d’abete ai lati delle strade, mentre sulle soglie delle porte si accendono le lanterne con le candele colorate. Non ci facciamo mancare i dolcetti, con il nostro sacchettino pieno di mandorle caramellate ed al cioccolato (con solo un pizzico di rimorso per la dieta) continuiamo la nostra esplorazione.
La casa degli artisti ospita il maggior numero di espositori, è qui che la nostra piccola, grazie a Carmen, una simpatica ed estroversa signora, impara a realizzare dei fiori colorati in lana cotta con l’uso di un semplice ago, un laboratorio creativo che nasce sul momento, ci lasciamo con un sorriso ed una foto ricordo. L’edificio si fa apprezzare anche per le decorazioni realizzate dei giovani artisti ospitati nella casa.
Valentina, che ci accompagna in questa nostra esperienza al mercatino di Canale, ci racconta che le cantine delle case del borgo sono tutte collegate, pare che gli anziani raccontino ancora di leggende legate ai Cavalieri, scavate ed utilizzate quali nascondiglio o forse pensate per la fuga. In effetti il borgo medioevale assomiglia un po’ ad un castello, con le stradine strette ed intricate, le case addossate le une alle altre con archi che le collegano da una parte all’altra della strada, l’atmosfera un po’ cupa e misteriosa, tanto affascinante da essere riconosciuto tra quelli più belli d’Italia.

Al mercatino di Canale non ci facciamo mancare l’assaggio della cucina locale. Entriamo nella taverna allestita proprio nella piazzetta del paesino, ci togliamo sciarpe e berretti appoggiandoli sulle panche in legno. Optiamo per un panino di carne salada, una birra per noi grandi, un’aranciata per i piccoli, lo strudel di mele caldo. Non c’è nulla di più gustoso della semplicità in queste occasioni, ho ancora l’acquolina in bocca mentre scorre le dita sulla tastiera.
Quando usciamo incontriamo prima lo spazzacamino, un simpatico anziano signore che ci fa sorridere con le sue battute sulla poca voglia di lavorare dei mariti, poi un campanello di bambini, tutti in piedi su di una scala in pietra intonano delle canzoni natalizie. Sono tutti vestiti da pastori, con le tuniche grezze ed un particolare copricapo, ma la cosa più divertente è vederli sfrecciare, al termine dell’esibizione, per le viuzze del borgo, chi su per una scala, chi giù per un vicolo, a piccoli gruppi, i più piccoli affannandosi un po’ a stare dietro ai più grandi. Una scena d’altri tempi, nella magia del luogo ci fa sentire maggiormente parte di questo posto.
Ci avviamo verso la via d’uscita, Valentina ci dice che la casa sopra l’arco, quella con l’affresco sul muro esterno, era la casa della sua bisnonna. C’è emozione ed orgoglio nelle sue parole, un luogo così bello non poteva che sorprenderci, ci aspettavamo di visitare un semplice mercatino di Natale, abbiamo vissuto invece un’esperienza coinvolgente, è quello che solitamente cerchiamo in un viaggio, e Canale ci ha fatto questo regalo così carino, proprio sotto Natale.

Mercatino di  Arco

Ma quanto forte ragliano gli asinelli, non me n’ero mai accorto, si sentono da lontano e si spingono uno con l’altro per ricevere le carezze sulla testa

da parte dei bambini, allungo anche io la mano (mica mi morderà), che bella sensazione, un pelo grigio folto e pure un po’ ispido, che belli che sono, posso portarmene uno a casa? Proprio loro ci accolgono al Mercatino di Natale di Arco, siamo all’estremo nord del Lago di Garda, nella parte più meridionale del Trentino e questa è la nostra destinazione di metà dicembre.L’auto l’abbiamo lasciata poco distante in Via Capitelli, il mercatino si raccoglie attorno alla seicentesca chiesa Collegiata, qui le casette di legno decorate con il pino e le luci stanno poco a ricordarci che è Natale. I bimbi si catapultano come calamite sugli asinelli e pony poco distanti dalle bancarelle del mercatino, noi passiamo da una casetta di legno all’altra attratti prima dagli oggetti in legno, poi dal profumo dei dolci o dall’aroma del vim brulè.Sulla piazza davanti alla chiesa, che poi è il dietro ma va beh, ci siamo capiti, prendiamo una stradina in salita, Via Dosso e quindi ci incamminiamo tra le case del centro storico lungo la Via Stranfora. E’ il percorso tra numerosi presepi realizzati dai residenti, più di sessanta che ogni anno vengono allestiti lungo questa strada che si inerpica sotto al castello di Arco, all’interno della città murata, fortezza che domina la valle ed il lago di Garda.

Ce ne sono di tutti i tipi, per i nostri bambini è quasi una caccia al tesoro, ognuno diverso ed originale, i materiali impiegati sono i più incredibili, filo di ferro, bottiglie di vino, legno, tessuto, addirittura un hard disk inciso sino al presepe galleggiante sulla fontana, proviamo a scegliere quello che ci piace di più, impossibile! Non riusciamo ad essere d’accordo, forse quello in miniatura nella chiesetta all’inizio della strada, dove i bambini si sono divertiti a cercare tutti i diversi animaletti, è quello che ci è rimasto più nel cuore.Nota di colore, salendo la strada ci divertiamo a leggere i nomi delle stradine laterali… vicolo corto, vicolo stretto, vicolo umido, vicolo secco, vicolo doppio, pare il tabellone di una partita a Monopoli!
Scendiamo di nuovo in paese passando davanti alla villa dell’Arciduca d’Austria oggi trasformata in B&B (che carina). Ci prendiamo un Vim Brulé tradizionale ed un Brulé di mela (non alcolico e perfetto per i bimbi), così ci scaldiamo, così parliamo un po’ con Valentina che abita da queste parti e ci fa’ un po’ da guida al mercatino, e assaggiamo una squisitezza locale. Sono gli Strauben, si tratta di frittele realizzata da un impasto di burro, zucchero, farina, latte e uova, tutto aromatizzato con un goccio di grappa, sopra (per restare in linea 😉 un po’ di crema di nocciola (Nutella praticamente)… che dire, non rimane una briciola nel piatto! L’origine del nome ha a che fare con la lingua tedesca, l’avevo immaginato ;), tortuosissimi ma veramente squisiti, certo che la gente di montagna si tratta bene a tavola, adoro mangiare sotto le montagne!

Arriva il trenino e noi siamo appassionati di trenini, facciamo i biglietti, montiamo, ci sediamo sulle panchette imbottite e si parte per un piccolo giro turistico. Praticamente rifacciamo il percorso che abbiamo fatto prima ma restiamo stupiti dall’estrema abilità del conduttore (Fausto) a far passare la locomotiva e ben due vagoni tra le strette stradine del centro storico, soli pochi centimetri da una parte e dall’altra, un mito! All’arrivo scendiamo soddisfatti, anche un filo riposati, possiamo passare in rassegna ancora qualche casetta comprando qualche piccolo oggettino per i bambini che, con gli occhi spalancati davanti a tutte queste meraviglie colorate, sono un po’ indecisi nella scelta.
E’ scesa la sera intanto, sono le cinque ma a dicembre ormai è quasi notte. Come arriva il buio arriva anche la magia delle luci natalizie al mercatino, quelle del grande albero nella piazza, delle casette in legno, ma anche le proiezioni giganti sulle facciate delle case storiche affacciate sulla piazza ed intorno alla chiesa. Non è il mio primo Natale, non è il mio primo mercatino ma ogni anno mi piace lasciarmi avvolgere da questa atmosfera. Il mercatino con lo sfondo del castello di Arco, illuminato anch’esso, è un’immagine che mi porterò dentro, al di là del Natale, un’emozione da conservare in un cassettino prezioso, perché Natale è anche fatto di piccole cose, proprio così, come queste che ho scoperto ad Arco ed al suo mercatino.

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