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Laguna di Grado sorprendente a Punta Sdobba

laguna grado

Una giornata nella laguna di Grado

Metti una giornata di festa come quelle sotto Pasqua, metti una previsione del tempo infelice e fortunosamente sbagliata, metti due travel blogger e le loro tempeste (bambini), ecco una giornata perfetta nella Laguna di Grado, Punta Sdobba esattamente.


Vedere un cigno mentre cova le sue uova nel nido di canne che ha costruito e cura con il suo becco è uno spettacolo incredibile ed emozionante, ma è quello che ci succede appena imboccata la strada per Fossalon, una laterale della strada statale che da Monfalcone conduce a Grado, accostiamo ed proprio lì su di un piccolissimo isolotto, vicino al suo compagno, incantati non possiamo che scattare qualche foto cercando di disturbali il meno possibile.

La Riserva Naturale della Foce dell’Isonzo è un’area di particolare pregio, caratterizzata dall’incontro di due ambienti diversi, quello marino e quello fluviale, elementi diversi che costituiscono la laguna. Sorge ai limiti dell’abitato di Fossalon, una località rurale nata negli anni 30 dalle bonifiche delle paludi. Qui ci sono un sacco di agriturismi dove mangiare le cose semplici e squisite di campagna, acquistando magari direttamente dai contadini un po’ di albicocche, pesche, mele, pere, pomodori, patate o asparagi a seconda della stagione, ma anche mozzarelle a treccia fatte in casa.

Seguiamo l’argine della laguna che, per chi ama la bicicletta, si può percorrere interamente sul percorso sopraelevato ed arriviamo a Punta Sdobba, l’estremità della foce del fiume. Lasciamo l’auto nel parcheggio del bar albergo ristorante Caneo e ci incamminiamo lungo la strada sterrata. Qualche centinaio di metri ed arriviamo ad una specie di porticciolo scavato con delle insenature artificiali ricavate per sistemare delle piccole barche a remi (batele) ed a motore. Ci sono gli alberi, i canali bordati dal canneto, dei piccoli pontili di legno un po’ sghembi e fortunatamente il sole. E’ un ambiente strano ma ci piace, mentre i piccoli sono sguinzagliati alla scoperta degli anfratti più nascosti ci sediamo su un pontile e ci gustiamo questa atmosfera inconsueta.

Ci piace scoprire e pertanto non restiamo fermi a lungo, poco distante c’è un piccolo villaggio di pescatori costruito nel 1930, delle semplici casette ed un pittoresco porticciolo che si apre sulla foce del fiume. Facciamo il giro delle banchine e ci troviamo di fronte all’Isola della Cona, sappiamo che la vivono dei cavalli allo stato brado e speriamo di intravederli in branco, ma non siamo così fortunati. Facciamo un giro, poca gente vive ancora qui, i più usano queste abitazioni per il fine settimana, poi prendiamo un sentiero che si addentra nel canneto.

E’ un ambiente naturale incredibile questo, non avevo ma passeggiato su questi sentierini al limite della laguna, è primavera e fortunatamente non ci sono ancora zanzare perciò la visita è molto piacevole. Arriviamo sino ad una vedetta in legno con una scala, saliamo fino in cima e ci lasciamo cullare dal paesaggio, il fiume ed il mare, ii canneti ed i campi, alcuni laghetti, dietro le Alpi Giulia sullo sfondo, cartolina. Incrociamo le dita sperando che i piccoli non scivolino sui sentierini assomigliando poi ai maialini di Peppa Pig quando giocano nella pozzanghere di fango, ma sono bambini, li lasciamo andare.

Piccoli ponticelli di legno, scorci di natura, intravediamo qualche uccello di laguna come trampolieri, fagiani, oche, anatre ed ancora cigni, la sensazione che trasmette questa terra è quella di un equilibrio piacevole. Abbiamo camminato abbastanza ed è quasi ora di pranzo, ci hanno parlato bene del ristorante dove abbiamo lasciato l’auto e che si affaccia proprio in un punto panoramico della foce del fiume, vogliamo provare. Sulla via del ritorno incontriamo diversi camper sulla strada, un po’ impacciati forse nelle manovre sulle stradine così strette, ma è bello vedere che arriva tanta gente a scoprire questo angolo di nord est d’Italia.

Mangiare in laguna

Il ristorante Caneo è una costruzione in legno quasi perfettamente inserita nell’ambiente naturale del parco naturale in laguna, dallo stesso parte un percorso naturalistico su passerelle di legno. Il menù prevede antipasti come Tomino alla piastra con rucola e aceto balsamico a 6,00€ o Flan di verdure di stagione con crema al formaggio a 7,50€, un primo come la pasta con il pescato del giorno ad € 11,00 o un piatto di fritto misto del golfo con polenta casareccia ad € 13,00, insalate o dolci ad € 4,00. E’ un buon posto dove mangiare e la location è veramente incredibile.

Suggerimenti finali per una giornata in laguna

Visitare in laguna la Riserva Naturale della Foce dell’Isonzo e Punta Sdobba è decisamente un’ottima idea per una giornata di primavera o autunno, con i bambini abbandonerei l’idea nei mesi più caldi a causa della presenza in quantità di zanzare, a meno di una preparazione con lozioni repellenti e vestizione a prova di elicottero! E’ certamente un ambiente interessante ed inconsueto che è giusto conoscere da vicino. Una mezza giornata è sufficiente per una visita completa, magari integrando l’esperienza con un agriturismo dove conoscere gli animali da fattoria e pure qualche asinello. Il villaggio di pescatori ha delle abitazioni la cui copertura è realizzata con pannelli di Eternit, non sappiamo se trattati o meno, lasciamo a voi la decisione se accedervi o meno visitando unicamente i sentieri della laguna.

4 Comments

  1. Avatar
    Valentina says

    Ma che bel posto 🙂 alcuni punti mi ricordano lo stagno di Platamona, qua in Sardegna, vicino Sassari.

  2. bambiniconlavaligia
    bambiniconlavaligia says

    Grazie Valentina, prendiamo nota anche della tua segnalazione per un prossimo viaggio!

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