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Bimbi perfetti, non esistono

I bimbi sono belli, proprio così come sono

Stamattina per l’ennesima volta ho detto:”Signora, il bambino perfetto non esiste!”


Andare al supermercato con i piccoli è sempre un’incognita, basta che loro facciano un minimo capriccio e ti trovi di fronte una dolce signora di una certa eta’ che li starà ad osservare lasciandosi andare a qualche commento poco gentile. In aereo di fronte ad un bambino che piange c’e’ sempre qualchuno che ha da lamentarsi, nessuno si domanda come aiutare quella piccola creatura a superare la sua paura ma solo ci si interroga su come si possa fare per farlo stare zitto. Non c’e’ volta che andando in un museo, in un negozio di abbigliamento oppure semplicemente in ristorante non ci sia qualcuno che ti osserva, nemmeno fossero dei mostri.

Mi domando se le persone che girano attorno al mondo dei bimbi si ricordano come erano loro da piccole, come si comportavano, come parlavano, come esprimevano le loro emozioni. Mi sono stancata di sentirmi osservata con quegli occhi a palla che sembrano inorridire per un bambino che fa i capricci, che e’ sporco, che corre, che urla.

I bambini non sono quelli delle riviste patinate di moda, sempre sorridenti, ben vestiti fermi e zitti, i bambini veri sono tutt’altro!

I bimbi sono spontanei, senza filtri, si emozionano ed esprimono le loro emozioni!

Piangono, urlano, corrono, saltano, giocano e si sporcano.

Solitamente non distruggono creano!


Nel loro modo di esprimersi costruiscono la loro personalità, sono curiosi non si accontentano di un “perché te lo detto io!”, vogliono conoscere, vogliono sperimentare.

Ormai e’ da un po’ di tempo che mi chiedo se tutta questa perfezione che gli e’ richiesta sia necessaria, per me i bambini sono belli così come sono, nel loro essere imperfetti sono perfetti!

Accettateli e fate il vostro meglio per renderli bambini.

Non imponete regole rigide, non pretendete cose che loro non possono dare, non chiedete date.

Aiutiamoli a vivere la loro infanzia serena sensibilizzando chi ci sta vicino su cosa puo’ fare per accogliere questi piccoli adulti del domani.

Se entrate in un locale e vi accorgete che il bambino disturba, chiedete al cameriere/titolare come mai in quel locale non ci sia un kids corner, con un investimento minimo i bambini saranno occupati a giocare e voi a consumare, spiegate che basta un tavolino, due sedie fogli bianchi e matite per impegnare i piccoli clienti. Vedrete che questo scambio di opinioni sara’ utile a loro per capire le necessita’ di una famiglia.

Fatelo anche nelle strutture ricettive, che siano esse hotel pluri-stellati, b&b a conduzione famigliare o case vacanze.

In aereo spiegate a chi vi osserva che il bambino che piange ha solo paura di cio’ che non conosce, che anche voi quando avete paura vorreste urlare al mondo interno che si fermi, ma non lo potete fare. Avere paura e’ normale e forse la persona infastidita ha piu’ paura del cucciolotto che tenete in braccio.

Spiegate a chi vi guarda indispettito che i bimbi corrono e urlano, ma non distruggono, non danno fastidio, non rompono le cose. Si divertono! Al museo chiedete se hanno dei materiali per far interagire il bambino con le opere d’arte, dei libriccini, dei giochi, e se non hanno nulla di tutto questo chi lo gestisce non ha capito che la cultura non ha eta’, e che per attirare l’attenzione di un bambino non serve un bel quadro, serve che qualcuno glielo faccia vivere in maniera adeguata alla sua percezione!

Viaggiare ci ha insegnato a vedere la realta’ con altri occhi, a capire che esiste anche un mondo dove i bambini sono liberi di essere bimbi, dove vengono accolti e stimolati dove gli viene dato un servizio adatto alla loro eta’!

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