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Disneyland Paris un sogno che diventa realtà

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La magia di Disneyland Paris

Come ogni anno la primavera è foriera di nuove iniziative, le prime giornate di sole e le temperature più miti stimolano la voglia di uscire dai caldi nidi casalinghi ed avventurarsi verso qualche nuova meta. Essere genitori comporta molti oneri, ma per fortuna ci sono anche gli onori, e l’idea di portare i bambini a visitare Disneyland Paris cattura subito anche noi.Prenotiamo velocemente un volo low cost da Venezia con destinazione Parigi, e dopo qualche settimana eccoci in volo sopra alle Alpi alla volta della Francia con i nostri due marmocchi di neanche un anno e quasi quattro anni, le previsioni del tempo non sono ottimistiche ma il desiderio di conoscere questo spettacolare parco dei divertimenti, di cui già tanti ci hanno parlato, ci entusiasma al punto da non badare troppo alle nuvolacce del meteo.

Atterrati ad Orly ci aspetta nella hall dell’aeroporto, con il classico cartello in mano, la persona che ci condurrà in auto sino a Bussy Saint George dove si trova il nostro albergo. Lungo la strada le insegne del parco e lo spettacolare casello autostradale in tema Disney ci regalano ampie aspettative di divertimento. Abbiamo prenotato in un albergo della catena Campanile una camera familiare ad un prezzo accessibile, l’albergo si trova a circa cinquecento metri dalla stazione della RER e ad una sola fermata dal Resort di Disneyland, in poche parole: comodo ed economico. Se non ci fosse disponibilità poco distante c’è pure il B&B Hôtel Marne-la-Vallée, pure questo adatto alle famiglie.

 

La camera è pulita e sufficientemente grande per noi, ci sistemiamo con le nostre cose, usciamo per andare a mangiare qualcosa e non resistiamo, andiamo a dare un’occhiata da fuori al parco, tanto sono dieci minuti di treno. Le scale mobili della stazione ferroviaria del parco ci conducono verso una nuova dimensione, qui è tutto Disney, una vera e propria città dei balocchi. Il Disney Village è praticamente l’anticamera del Resort, negozi pieni di ogni gadget immaginabile, ristoranti e bar tutti rigorosamente in tema, Mcdonald, Rainforest e Blockbuster café, per citarne solo un paio, palloncini e musica da cartone animato ovunque. Mangiamo qualcosa e rientriamo in hotel, chissà se l’emozione di visitare Disneyland l’indomani ci farà dormire.

Il giorno seguente una ricca colazione ci rimette in sesto, zaino in spalla ci avventuriamo fuori dalla porta dell’albergo…ma, la primavera, dov’è finita? Un vento bello teso misto a pioggia ci accompagna sul percorso verso la stazione dei treni. A destinazione ci procuriamo al Disney Village delle mantelline da pioggia, anche loro con orecchie da Topolino, e via, verso i cancelli del parco dove possiamo apprezzare lo splendore del Disneyland Hotel posto proprio all’ingresso. I nostri biglietti, acquistati in anticipo on line, sono validi due giorni e ci permetteranno di apprezzare con maggiore calma la bellezza e le attrazioni di questo luogo. Comodissime poi al parco anche le borracce che possiamo riempire a piacimento.

Oltrepassati i cancelletti d’ingresso lo spettacolo che ci si presenta davanti agli occhi è veramente fantastico, pare di entrare in un fumetto, una cittadina di inizio ‘900 ricostruita e ridimensionata a proporzione di bambino, personaggi Disney e bimbi vocianti con gli occhi spalancati dappertutto, musica allegra e la sirena del trenino a vapore ci fanno dimenticare la pioggerellina ed il freddo, proiettandoci in questo mondo da favola.


Il giro in treno ci permette di farci un’idea generale del parco, suddiviso in cinque aree tematiche, Main Street, Fantasyland, Frontierland, Adventureland e Discoveryland. Scendiamo di nuovo nella piazza principale e mentre ci incamminiamo lungo la Main Street il bimbo più grande vede Topolino, come dirgli di no ad una foto con il mitico padrone di casa? Peccato che nostro figlio non abbia visto anche la fila di bambini ansiosi come lui… un’oretta di attesa ci permette di farci una foto con Mickey Mouse, uno dei tre che si sono scambiati di ruolo nel frattempo con la scusa di una telefonata in arrivo :), a parte l’ora di attesa il break ci è costato pure sette euro per un irrinunciabile palloncino per la bimba piccola in attesa nel passeggino. All’ingresso del parco ci sono delle specie di sedie a rotelle a disposizione dei visitatori, previo pagamento di una cauzione, ma noi siamo in forma, i nostri piccoli pure, lasciamole dove stanno per chi ha dei problemi… questo abbiamo pensato, il primo giorno…domani non sarà così.

Visitiamo Frontierland tra indiani e cowboy, vediamo da fuori la casa del Mistero e ci facciamo un giro sul battello del Mississipi con tanto di ruota a pale. Arrivati al centro del parco, dopo aver visto sfilare la parata dei personaggi Disney, divertentissima tra l’altro, ci fermiamo ad attendere l’inizio dello spettacolo. Meno 15 minuti, meno 10, meno cinque, meno tre… cominciano a scendere delle gocce di pioggia e.. spettacolo sospeso all’ultimo :(, peccato, lo rivedremo il giorno seguente.

Il castello della bella addormentata nel bosco è splendido, lo si vede già dai cancelli d’ingresso svettare in mezzo al parco con le sue altissime ed aguzze torri, da vicino non è così alto, un pregevole inganno prospettico compie questa magia, ma tranquilli, i bambini non se ne accorgeranno. Oltrepassate le porte del castello eccoci a Fantasyland, e proprio di un regno della fantasia si tratta, qui i personaggi mitici delle fiabe e rivisitati da Walt Disney rivivono per la gioia dei bambini più piccoli: Cenerentola, Biancaneve e i sette nani, draghi ed elfi. La spada nella roccia, roccia che di fatto è un’incudine, è un attrattiva per ogni bambino che, rigorosamente in fila, aspetta il suo turno per estrarla e diventare il nuovo Re Artù, nessuno la estrae, ma quel sapiente accorgimento dei creatori del parco che permette di smuovere un po’ l’arma prima di accorgersi che è saldamente fissata al basamento, lascia quel commovente attimo di speranza nei visini dei tanti aspiranti re.

E’ l’ora della pappa, dentro al parco non mancano i ristoranti, più o meno a tema, optiamo per un panino in una specie di pub sulla Main Street, mentre papà, con un pizzico di mal di testa va in cerca dell’infermeria per recuperare un antidolorifico, gentilissimi tra l’altro. Tra recinto per bambini smarriti apparentemente non troppo tristi di smarrirsi a Disneyland, ed infortunati vari un gentile dottore (in borghese, qui nessun personaggio) lo rimette in forma e si riparte per un altro settore: Adventureland.

Il villaggio dei pirati, con tanto di nave e grotta del tesoro, è come una calamita per i bambini, con calma ci mettiamo in fila per l’attrazione “Pirati dei Caraibi”. Il bimbo più grande è tutto entusiasta di imbarcarsi sulle scialuppe, non più dopo la prima discesa, si mette a piangere invocando un improbabile ritorno a casa immediato… riusciamo a calmarlo e dopo mezzo giro si diverte già prendere in giro i pirati di cartapesta.

Il parco è molto grande, e le carrozzine all’ingresso non ci sembrano più una cattiva idea, peccato che sono all’ingresso! Il tempo lascia sprazzi di sole frammisti a pioggia, decidiamo di indirizzarci verso il vicino parco Walt Disney Studios dove i diversi teatri con spettacoli al chiuso ci sono magari più confacenti, anche perché la bimba piccola lamenta un po’ il freddo. Le rappresentazioni sono numerose, divertenti e soprattutto in locali riscaldati, ne seguiamo diverse tra le quali CineMagique e Animagique, ma restiamo innamorati di quello interattivo Playhouse Disney live con Mickey Mouse, Handy Manny e Little Einsteins che vediamo due volte, la prima in inglese, la seconda in spagnolo !

Anche questo parco è molto grande e la stanchezza si fa sentire, facciamo qualche giostra in stile Cars e vediamo ancora uno spettacolo mozzafiato all’aperto di Stunt cars, quindi a passo da bradipo, mentre il sole si allinea con l’orizzonte, ci avviamo verso l’uscita, andiamo in albergo a riposarci un po’, questa sera abbiamo prenotato lo spettacolo di Buffalo Bill al Disney Village e l’oretta di pausa calza proprio a pennello.

Giunta l’ora di cena ci avviamo verso il teatro per lo spettacolo, biglietto, ingresso, e subito ci mettono un berretto da cow boy in testa, poi, via verso le gradinate in legno dell’arena dove prendiamo posto tra panche e banconi stile western. La cena si gusta in piatti di metallo e boccali per le bevande, carne alla griglia, non male. Durante la cena si svolge lo spettacolo con indiani e cowboy a cavallo che inscenano delle battaglie ed assalti alla diligenza, animatori che incitano il pubblico, acrobazie varie e il mitico Buffalo Bill con i bisonti. Divertente, un po’ caro, ma ci ha lasciato un bel ricordo.

Il secondo giorno a Disneyland corre un po’ meno veloce del primo, esploriamo i settori che abbiamo bypassato il giorno precedente e ci facciamo pure un po’ furbi, i personaggi per le foto di rito si incontrano anche nelle zone più interne del parco e la fila è decisamente meno impegnativa, pertanto, se possiamo darvi un consiglio non fermatevi al primo personaggio che incontrate! Noi ci fotografiamo con Minnie ed i personaggi del film Toy Story al completo, mangiamo in un localino western e ci gustiamo ancora qualche rappresentazione. Il tempo oggi è decisamente migliore e ci permette pure di toglierci i giubottoni all’ora di pranzo. La sera arriva velocemente e pure l’ora di lasciare questo magico mondo Disney, puntatina nei negozi del Disney Village per i consueti souvenir, cercando di far driblare ai ragazzi quelli più inutili ed ingombranti, viaggiamo low cost e nella valigia non c’è più di tanto posto, mangiamo un boccone, vediamo alzarsi in cielo una mongolfiera vicino al lago artificiale del resort e ci avviamo verso il treno, poi nanne in albergo, l’aereo domattina ci attende poco più che all’alba.

Il giorno del ritorno l’autista del transfer per l’aeroporto che non arriva ci fa preoccupare un po’, ma una telefonata all’agenzia ci assicura che sta arrivando e così è. Controllo sicurezza, imbarco, decollo, atterraggio e all’ora di pranzo siamo a casa.
Questo viaggio può dar l’impressione di essere un po’ scontato, non ci si può non divertire a Disneyland, un po’ costoso, qui tutto costa e tutto si paga, anche un po’ salato, però ad esser sinceri la magia del luogo è impareggiabile e a qualche tempo di distanza l’emozione nel rivedere le foto è ancora forte, per questo l’abbiamo definita una meta magica, per i vostri bambini ma soprattutto per voi stessi, per riscoprire quel bambino che c’è ancora in voi.

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