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Copenhagen oltre la Sirenetta

copenhagen e sirenetta

La Sirenetta non è tutto, c’è tanto da fare e da vedere a Copenhagen

La nostra seconda giornata a Copenhagen comincia in fila, una fila divertente ed abbastanza veloce però, con ragazzi provenienti da tutte le parti del mondo che, ordinatamente, aspettano il loro turno per la colazione. Non manca nulla sul banco della cucina del Danhostel Copenhagen City, pane, marmellata burro, yogurt, salumi, formaggi da tagliare con uno strano apparecchio a filo, succhi, cereali, caffé e the, ce la gustiamo mentre i piccoli, completata la loro, giocando nell’apposita area.

Ci mettiamo in moto, prendiamo il bus 9A con direzione Experimentarium City (leggi il nuovo post sulla nuova sede di Experimentarium)  https://www.experimentarium.dk/ , sede temporanea in città del Museo della Scienza, la linea è molto frequente (circa 8ogni 8 minuti) e non dobbiamo aspettare molto. Attraversiamo il settore di Christiania passando proprio davanti alla chiesa del Nostro Salvatore ed al suo campanile alto e dorato, meta preferita degli appassionati delle panoramiche della città, vediamo la città hippy  con dei bellissimi murales sul recinto e sui muri esterni di alcuni edifici. Scendiamo e ci dirigiamo verso il molo con il capannone che ospita il museo, praticamente dall’altra parte del canale dove si trova la Sirenetta.

Un grande spazio ci accoglie e non riusciamo a trattenere i bambini se non per il tempo strettamente necessario a mettere i giubbini negli armadietti (gratuiti) e scattano alla scoperta di questo mondo meraviglioso dove tutto si può toccare, provare, sperimentare. La nostra esperienza comincia dagli sport invernali, biathlon http://en.wikipedia.org/wiki/Biathlon con la piattaforma per sperimentare il fondo e la carabina per sparare al bersaglio, ci divertiamo a lanciare le pietre scivolanti (su ruote in questo caso) del curling, prima di passare avanti. Parabole per parlarsi a distanza, voragini gravitazionali, vasche di bolle di sapone giganti, macchine a pedali per la produzione di energia elettrica, biciclette per scoprire come si muove lo scheletro, e poi ancora leve, gru, meccanismi per comprendere la fisica, l’elettronica.

Un assistente spiega a dei ragazzi un po’ gradini com’è fatto un cuore vero (vero veramente…sigh)  ! In due ore di permanenza non riusciamo a sperimentare tutto, avremmo voluto restare tutto il giorno in questo paradiso della scienza da provare, ma abbiamo ancora una bella fetta di Copenhagen da esplorare.

Proprio a fianco del museo é stato allestito in un altro grande capannone affacciato sul porto un mercato dedicato allo Street Food http://copenhagenstreetfood.dk/en/ all’interno ci sono diversi chioschi, alcuni realizzati su affascinanti roulotte in metallo, qualche container, alcuni più tradizionali. E’ il trionfo della cucina take away, quella preparata sul momento, ci facciamo un giretto tra i banchi scoprendo quali sono le diverse offerte provenienti da ogni parte del mondo, da quelle asiatiche a quelle italiane.

Fuori, vicino alle statue in legno di gabbiani stilizzati, perfette per essere cavalcate dai bambini, c’è la fermata del battello che ci conduce dall’altra parte del canale. Piccolo intoppo con il marinaio del battello che non é convinto che la Copenhagen Card copra il tragitto, ma gentilissimo chiama il suo ufficio confessandoci con un sorriso di essersi sbagliato. Sbarcare a Nyhavn http://en.wikipedia.org/wiki/Nyhavn è uno spettacolo, è il canale più conosciuto, molta gente che passeggia sui moli, i locali con i tavolini all’aperto, le barche ormeggiate che si inseriscono armonicamente con le case colorate sullo sfondo, fate una foto sul ponte che lo attraversa proprio nel mezzo, magari spunta una sirenetta dall’acqua!

Il tempo é buono, ma arriva un nuvolone e qualche goccia di pioggia che fortunatamente dura pochissimo. Fermi alla fermata del bus assistiamo alla sfilata della banda militare seguita dalla guardia della Regina che, marciando per le vie del centro, rientra dopo il cambio. Sembrano tanti soldatini di piombo, esclama nostro figlio, ed é proprio vero, perfetti nelle loro divise, con l’alto cappello ed il fucile.

Con il bus ci spostiamo più a nord-ovest ed andiamo alla ricerca della fabbrica di caramelle Somod http://cphmade.org/members/somods-bolcher , la troviamo subito dopo il negozio sulla via e dentro un cortile da dove proviene un forte profumo di caramelle, entriamo. Arriva proprio ora la colata di zucchero e colorante, prima stesa su di un lungo tavolo di legno, poi lavorata a forza di braccia ed aggiunta dell’aroma alla liquirizia. La pasta viene stesa e tirata in lunghi rotolini, messi in fila uno accanto all’altro e tagliati, sono le caramelle che gentilmente ci fanno assaggiare… ma i mangiata una caramella così buona, ancora tiepida ! Ne prendiamo un sacchettino da portare a casa, ma non arriveranno fino in aeroporto, immaginatevi il perché 😉

Adesso abbiamo fame, seguiamo l’indicazione di visitdenmark.com ed andiamo a cercare Sporvejen Gråbrødretorv 17 http://www.sporvejen.dk/, il buffet che prepara gli hamburgers più buoni e più grandi di Copenhagen. Si trova in una tranquilla piazza poco distante, sull’angolo ci incuriosisce un negozio al seminterrato http://www.faraos.dk/Webshop/Information/koebenhavnGames, vende ogni tipo di oggetto, spade, pugnali, scudi, maschere, lance, armature intere, per travestimenti in stile comics e medioevale, entriamo e ci facciamo un giro, ci sono alcuni oggetti veramente particolari. Ma lo stomaco brontola ed andiamo a sederci ai tavolini di Sporvejen. All’interno il locale é veramente originale, hanno ricreato gli interni di un vecchio tram (a Copenhagen non ce ne sono più), con panche e finestrini.

Il consiglio di Erica é stato prezioso, mangiamo tra hamburger giganti e buonissimi (carne eccellente) con patatine fritte a spicchi di quelle super, approvato, cinque stelle bambiniconlavaligia.it, lo mettiamo sulla mappa dei ristoranti family friendly perché al nostro arrivo non sono mancati tovaglietta per disegnare e matite colorate, un hamburger tagliato in due per i piccoli senza dire A ed un sorriso per i nostri bambini non proprio silenziosissimi! E’ verissimo, questa città non è proprio solo Sirenetta. Il nostro viaggio in città continua con la terza parte…

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