Consigli
Leave a comment

Come viaggiare con bambini grandi e teenagers

viaggi bambini grandi teenagers

Quando parliamo di viaggi con bambini spesso associamo il termine ad una gamma di età veramente ampia, dai neonati ai teenagers nello stesso momento, ma sbagliamo. La nostra è una semplificazione, le famiglie hanno anche più di un bambino in fasce di età diverse, per questo motivo non è semplice diversificare, ma di fatto dovrebbero essere trattati in modo diverso. Il come viaggiare con bambini grandi e teenagers è molto diverso dal viaggiare con i bambini piccoli, mete, esigenze, attrazioni.

Abbiamo viaggiato con i nostri bambini sin dai primi mesi di età, possiamo tranquillamente dire che abbiamo affrontato ogni diversa situazione in relazione alle diverse età dei bambini, e ci siamo accorti di quanto cambia la percezione del viaggio attraverso la crescita. Se i neonati seguono mamma e papà nelle loro peregrinazioni e del viaggio forse gliene frega veramente poco, dopo i 3 anni (circa e tenendo conto che ogni bambino è diverso) le cose cambiano. I bambini pretendono, giustamente mi verrebbe da dire, perciò le destinazioni e le cose da fare rispecchiano di più quelle che sono le loro esistenze di scoperta, di apprendimento, di svago. Ma in questa fascia di età, che a mio parere arriva sino ai 7, 8 anni, i bambini seguono ancora mamma e papà, nelle scelte, accettano e gli bastano i genitori o gli amichetti che possono incontrare sporadicamente durante i viaggi, quali compagni di avventura.

Per i bambini grandi il viaggio è una noia?

Ma quando arriviamo in quell’intervallo di tempo che possiamo individuare tra 8 e 14 anni cambia tutto. E’ normale, i bambini crescono, stanno diventando ragazzi e quindi intessono reti sociali maggiori, hanno bisogno di interagire con i loro coetanei, così come fanno a scuola, vogliono fare anche nel tempo ludico.

viaggi con bambini grandi

I viaggi con bambini grandi hanno necessità diverse

Possiamo convincerci di quello che vogliamo, che ai nostri ragazzi piace viaggiare unicamente con noi, che adorano infilare un museo dietro l’altro seguendoci come un’ombra, ma molto probabilmente non sarà così, e in questo caso il desiderio ricorrente sarà quello di voler inevitabilmente tornare a casa, per ritrovare amici e forse abitudini.

Possiamo scegliere mete e attività adatte alla loro età, ma spesso non basta. Svogliatezza, poco interesse per il viaggio, noia, attaccamento a passatempi come tablet o cellulare, sono le conseguenze inevitabili di un viaggio noioso per il bambino grande o per il ragazzo, e un certo senso di frustrazione per il genitore che vorrebbe che il piacere del viaggio sia condiviso da tutti.

Come piace viaggiare ai bambini grandi?

Ce ne siamo accorti durante il nostro primo tour di gruppo in Olanda. Eravamo un po’ preoccupati di affrontare un’esperienza come questa con altre persone, altre famiglie con bambini e ragazzi, anche di diverse età.

Invece questa prima esperienza è stata qualcosa di splendido. I bambini più piccoli e quelli più grandi soprattutto si sono trovati immediatamente immersi in questa esperienza, creando dei piccoli gruppi e vivendo assieme l’esperienza del viaggio. Il risultato è stato che i bambini è stato come non averli, chiaramente non perché ci diano fastidio, ma perché non abbiamo sentito durante tutto il viaggio una lamentela, non abbiamo visto noia sui loro visi, capricci o litigate che sono un classico tra fratelli, anzi più interesse nello scoprire anche le mete culturali, chiamiamola felicità.

La prima esperienza e l’impressione che ne abbiamo tratto si è ripetuta con la vacanza di gruppo ad Andalo, in Trentino e nelle Marche al Conero, solo qualche settimana dopo. Ogni volta il viaggio si è trasformato in una nuova esperienza per i nostri bambini, con i loro nuovi amici e coetanei alla scoperta del mondo.

Qual’è il viaggio adatto ai bambini grandi e teenagers?

Chiamala illuminazione, ma talvolta le cose non le vedi neppure se le hai davanti agli occhi. Partiamo convinti che i nostri figli viaggeranno con noi sino a quando non saranno in grado di partire da soli, ma forse non è così. Forse c’è bisogno di permettergli di vivere il viaggio in un modo diverso, semplicemente con chi si divertono di più, i loro coetanei o giù di lí.

Lo scorso anno ho fatto un viaggio di sette giorni da solo con mio figlio di 9 anni. E’ stata un’esperienza indimenticabile, per entrambi. Ci siamo divertiti, abbiamo condiviso momenti importanti, ma non ho mai visto mio figlio felice in viaggio come nelle ultime tre esperienze che abbiamo fatto con altre famiglie. E la cosa la estendo anche alla bambina che forse è più legata ancora alla mamma, ma non esita a staccarsene quando ci sono nuove amiche con cui vivere la vacanza e condividere l’esperienza.

Io e Giulia non ci consideriamo dei genitori perfetti, pertanto non siamo qui a dettare regole valide per tutti. Semplicemente ci siamo accorti di una cosa che consideriamo importante, specialmente per noi che di viaggi in famiglia ne facciamo tanti, e ci faceva semplicemente piacere condividerla con gli altri.

Soprattutto: questa non è una regola: magari ci sono bambini grandi che si divertono come matti a viaggiare da soli con i genitori, è solo una semplice constatazione. Ma i nostri bambini, e mi sbilancio a dire anche quelli che hanno partecipato alle nostre esperienze di viaggio con altre famiglie, sicuramente hanno apprezzato viaggiare con i coetanei molto di più che un viaggio solamente con mamma e papà. Lo si leggeva sui loro volti, negli gli abbracci e qualche lacrimuccia al momento di lasciarsi alla partenza. Loro ci hanno insegnato una cosa importante, della quale faremo tesoro: i nostri viaggi futuri, Londra ad esempio, saranno più viaggi condivisi, anche perché alla fine ci siamo divertiti un sacco pure noi!

Tweet about this on TwitterShare on FacebookPin on PinterestShare on LinkedInEmail this to someone

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *