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Castagne in Friuli

castagne in friuli

Autunno, tempo di andare a Castagne in Friuli

Non c’è brutto tempo, cerchiamo di restare concentrati su questa cosa anche quando la sera precedente programmiamo un’uscita sui Colli Orientali del Friuli Venezia Giulia. Le previsioni dicono pioggia con qualche rara schiarita, molto rara. Prepariamo ugualmente le nostre scarpe da trekking (ci stiamo appassionando a queste camminate nella natura), il cestino, e mettiamo la sveglia sufficientemente presto. Domani andiamo a castagne!

(leggi anche l’aggiornamento a fine pagina con la seconda caccia grossa di castagne 🙂

Al mattino successivo le prospettive di avere il sole non sono migliori, il cielo è di quel bel grigetto costante, che fare? Ci concentriamo sulla nostra frase di prima, carichiamo in macchina zaini, bambini, cane e l’immancabile cesto di vimini rosso, assomiglia tanto a quello di “Cappuccetto” e speriamo che ci porti fortuna. Lungo il tragitto qualche goccia bagna il parabrezza dell’auto ma nulla di tale, seguiamo il navigatore con direzione Cividale del Friuli, qui cominciano i colli orientali del Friuli ed è qui che ci stiamo dirigendo verso Castelmonte, un rilievo a circa 600 metri di altezza con un bel Santuario sulla cima ed un grande bosco tutto attorno, ricco di alberi di castagno.

Se vieni in Friuli Venezia Giulia fare una tappa a Udine può essere una buona idea, è una città giovane e carina, specie il centro storico. Noi siamo stati all’Hotel Suite Inn in centro, una struttura gestita da persone che hanno le dovute attenzioni anche per le famiglie con bambini. Da Udine è circa una mezzoretta d’auto per Cividale del Friuli.

castagne in friuli dormire udine

Parcheggiamo a circa un chilometro dal parcheggio del Santuario in una piazzola a lato della strada, da qui parte uno dei tanti sentieri sterrati che si addentrano nel bosco. La prima domanda che ci poniamo è “come fare ad individuare i castagni”, facciamo mente locale ma non ci ricordiamo bene quale sono le foglie che contraddistinguano questi alberi. Camminiamo un po’ e non facciamo neppure 300 metri in discesa che ecco apparire i primi ricci ai nostri piedi! Alziamo gli occhi ed ecco il castagno! Le foglie sono di forma affusolata e tutte seghettate, ora tornano le memorie della scuola elementare, e anche il profumo del bosco che ora è più intenso. Alla base del tronco ci sono alcuni ricci con all’interno le castagne, lo capisci dal peso, anche se devi stare attento a non pungerti, ed oggi ci pungeremo un sacco. Per le castagne ricordati di portarti un paio di guanti, come questi ad esempio, eviterai un sacco di ahia ! 🙂

Per bambini è come la scoperta del tesoro nascosto, saltano da una parte all’altra alla ricerca dei ricci più grandi, speranzosi che il contenuto sia altrettanto grande. Pian piano riempiamo il cestino e seguiamo il sentiero che scende il pendio nel bosco. Ad un tratto ci attraversa la strada un animaletto di circa 20 cm di lunghezza, tutto nero con delle evidenti macchioline giallo intenso, ci fa pensare ad un geco ma di fatto è una salamandra, non ne avevamo mai vista una così da vicino, libera poi. Non basta, poco distante tra le foglie ce n’é un’altra che si muove lentamente. Diciamo ai bambini di non toccarle, anche se non sono pericolose, meglio lasciarli in pace questi animaletti del bosco, e poi dobbiamo concentrarci sulla nostra caccia alle castagne. Bellissima esperienza comunque questo inaspettato incontro.

Camminiamo, ad un certo punto cambiamo strada perché il sentiero diventa troppo fangoso, torniamo così su quello principale, prima, ed imbocchiamo un secondo sentierino oltrepassando un piccolo torrente. Ci tocchiamo il naso ma il tempo sembra tenere, ogni tanto scende qualche goccia ma nulla di tale, poi noi siamo impegnati nella raccolta e nemmeno ce ne accorgiamo. I vialetti meno frequentati sono il punto migliore dove trovare le castagne, anche sparse sui pendii, certo che bisogna arrampicarsi un pochino ma il bottino merita. Riempiamo la cesta rossa ed altri tre sacchetti che abbiamo portato di riserva, portandole con tutti i ricci c’è da fare attenzione, ci si punge facilmente!

In tutta questa eccitazione da raccolta miracolosa il nostro cane è forse il più felice di tutti, non smette di annusare a destra e manca, tira come un dannato e pare, pure alla sua bella età, di non sentire la stanchezza. Durante la passeggiata nel bosco abbiamo scovato numerosi funghi che però, non essendo esperti, abbiamo preferito lasciare al loro posto dando direttiva ai piccoli di non toccarli.

Dopo un paio di orette nel bosco di Castelmonte la nostra raccolta di castagne è terminata, cesta e sacchetti pieni possiamo dirci soddisfatti della caccia! Saliamo al parcheggio immediatamente sotto il santuario, di cui diremo quale parola fra poco, troviamo una zona picnic vicino alla salita dell’ingresso principale e ci godiamo il pranzo sotto agli alberi.
Caffè nel bar ristorante di fronte, pure con una fetta di strudel di mele locale, buonissimo! Se eventualmente la raccolta di castagne non andasse bene, poco sotto al ristorante c’è un negozio con un’ampia offerta di marroni locali a 6 Euro al chilo 😉

E’ stata una bella giornata nella natura. Camminare nel bosco è una cosa che apprezziamo particolarmente, farlo con uno scopo particolare come quello di una caccia alle castagne è un ottimo deterrente anche per i bambini più recalcitranti. Castelmonte e le sue castagne approvate a pieni voti!

Il santuario della Beata Vergine di Castelmonte ha una storia che affonda le sue radici veramente indietro nel tempo. C’è la leggenda che parla della Madonna e del diavolo, si incontrano sul ponte di Cividale ed ingaggiano una corsa sino in cima al monte dove si trova la costruzione, lasciando un’impronta della Vergine su di una pietra a metà strada dalla vetta. La storia narra invece di un’antica fortificazione romana divenuta una sorta di fortificazione ed una chiesa dedicata a Maria già nel medioevo, una sorta di luogo di protezione dalle orde barbariche che arrivavano da est.

Per il secondo anno grande bottino di castagne!

Ci tenevo ad aggiornare questo post ad un anno di distanza, ed è andata ancora meglio di quello che pensavo. Proprio oggi, terza settimana di ottobre, siamo tornati sul “luogo del delitto” e udite, udite, la caccia alle castagne è stata fenomenale, siamo tornati a casa con un cestino ed una borsa pieni di questi straordinari frutti. Beh non aspettarti castagne gigantesche ma la soddisfazione di raccoglierle con i tuoi bimbi  compensa alle dimensioni, in più sono buonissime! Stesso sentiero ma quest’anno (2016) una quantità decisamente superiore.

Il pranzo al sacco l’abbiamo fatto sempre nel piazzale con i tavolini da picnic del Santuario circa 1 km più a monte. Poi abbiamo preso la Strada del Tribil e ci siamo goduti il panorama straordinario andando verso Cividale, dove ci siamo poi fermati per un giro del centro. Lungo la discesa verso la cittadina di Cividale si passa da un paio di località rurali veramente carine, in più ci si può fermare e acquistare delle castagne (più grandi delle nostre) direttamente dagli agricoltori in grandi sacchi di yuta. Su questo versante infatti su alcuni terreni agricoli ci sono dei cartelli gialli che ne proibiscono la raccolta.

7 Comments

  1. Avatar
    Manuel says

    Ciao, grazie alla tua guida io, la
    mia ragazza è il nostro cagnolino ci dirigeremo a raccogliere le castagne, speriamo sia una giornata produttiva 🙂

  2. Pingback: Kozjak, la cascata più bella di Slovenia - bambiniconlavaligia

  3. Avatar
    Fabio says

    Salve vorrei un informazione dove andare in friuli venezia gulia ,grazie molte perchi mi aiuti

  4. Avatar
    daviano lazzarini says

    Mi sono fermato a mezzomonte e ho chiesto dove si può andare a castagne che non sia privato. Mi ha detto che tutti i boschi sono privati.. Posso andarci a mio rischio , perchè potrei trovare il padrone. In più il mercoledì e la domenica rischio di prendere una fucilata dai cacciatori!

    • bambiniconlavaligia
      bambiniconlavaligia says

      Ciao Daviano, noi abbiamo raccolto le castagne cadute sul sentiero pubblico che i proprietari (poi bisognerebbe capire di chi è la proprietà) dei fondi attigui lasciano marcire a terra. I boschi non sono delimitati, non è indicata la proprietà privata e si trovano in totale stato di abbandono. Per quel che riguarda la fucilata dei cacciatori non sappiamo dirti. È triste che la gente del luogo non voglia turisti tra le scatole, poi si lamentano che non c’è turismo.

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