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Bretagna e Normandia con bambini

bretagna e normandia con bambini

Il viaggio on the road in Bretagna e Normandia di Sara e Stefano con una bimba di 1 anno

Bretagna e Normandia, una meta affascinante al nord della Francia, due regioni ricche di storia, di cittadine medioevali, di paesaggi sorprendenti, tutto a due passi dal mare, anche se non caldo come il nostro mar mediterraneo ma altrettanto bello, ricco di ampie spiagge dorate e rocce di granito rosa. Questa è stata la meta del nostro primo vero viaggio itinerante con la nostra bimba di un anno. Essendo il primo ON THE ROAD con bimba, questa meta è risultata comoda in quanto facilmente raggiungibile in macchina, seppur con alcune tappe da pianificare con cura. In effetti il viaggio con bimba di un anno comporta portarsi dietro un bel carico di oggetti, dallo scaldabiberon, ai biberon, al lettino da viaggio, ai pannolini, agli infiniti cambi. Tuttavia non ci spaventiamo, con un po’ di organizzazione si riesce a fare tutto!

Le tappe di avvicinamento alla Normandia

Partendo da Milano, abbiamo pianificato l’avvicinamento alla Normandia con 2 tappe intermedie, in modo da non dover passare troppe ore in macchina, cosa poco gestibile con una bambina di 1 anno. La nostra prima sosta è Chamonix, dopo il Monte Bianco, per un giretto e un pranzo in uno dei tanti barettini lungo la strada principale, per poi dirigerci ad Annecy, prima vera tappa del viaggio, pittoresca cittadina francese con palazzi sui canali caratteristici, ponticelli e tanti tanti fiori.

Annecy

Annecy in Francia tappa del tour

Dedichiamo il pomeriggio e la serata al centro storico di Annecy, che davvero merita una visita perché è un piccolo gioiellino, e pernottiamo in un hotel del centro.
Il giorno dopo proseguiamo alla volta di Auxerre con visita della cittadina e della cattedrale. Nei dintorni di Auxerre, facciamo sosta in una “Chambre d’hôtes” (sono i Bed & Breakfast francesi): du Puits d’Athie ad Appoigny; il posto è davvero molto carino, con un bel giardino e offre una fantastica colazione con marmellate e croissants caldi.

La Normandia, tra scogliere, cittadine medievali e luoghi del D-Day

Il terzo giorno proseguiamo verso la costa della Normandia, visitando Giverny dove si trova la casa di Monet ed i giardini da cui il famoso pittore trasse ispirazione per i suoi quadri più famosi (http://giverny.org/gardens/fcm/visitgb.htm). I giardini offrono un percorso molto carino, tra fiori, vegetazione e laghetti pieni di ninfee e ponticelli, ma tutto facilmente accessibile anche con passeggino (la location in alta stagione è presa d’assalto dai turisti ma merita una visita).

Honfleur

La cittadina di Honfleur

Siccome nei giorni successivi, visiteremo diverse mete della Normandia nell’area circostante alla cittadina di Honfleur, abbiamo scelto come base di partenza una casetta stile cottage bretone con giardino, su due piani, molto carina, prenotata su Booking.com, le Gites Manoir du Bouquet, proprio nei pressi della cittadina di Honfleur.

Etretat

Scogliere a Etretat in Normandia

Sicuramente da visitare in zona, la località di Etretat, paesino famoso per le stupende scogliere bianche e per l’arco di roccia candida affiancato da un faraglione che sembra un dito puntato verso il cielo; suggeriamo di dedicare del tempo ad una bella camminata sui prati sopra le scogliere godendo di tutto il meraviglioso panorama circostante.
Altra meta in zona è la splendida cittadina di Honfleur, che si affaccia sul mare: per arrivarci percorriamo il Pont de Normandie, che passa sulla Senna. Honfleur ha un bel porto circondato da case colorate, è piena di negozietti, ristorantini e ha un’area giochi perfetta per un po’ di svago per i bimbi, presso i giardini pubblici.
Il giorno successivo ci dedichiamo a visitare Rouen, città dove morì l’eroina francese Giovanna D’Arco. Vediamo la cattedrale, le viuzze del centro con le casette in stile normanno, il Palazzo di Giustizia, la porta con l’orologio ed il vicolo medievale più stretto del mondo! Poi nel pomeriggio andiamo a vedere il Castello di Martainville, un trionfo di torri e torrette di forma circolare, a circa 15 km da Rouen, circondato da un bellissimo pratone dove nostra figlia si diverte tantissimo a correre e rotolarsi nell’erba appena tagliata.
Siamo al nostro quinto giorno di vacanza, che dedicheremo ai luoghi del D-Day: il Normandy American Cemetery and Memorial che si trova a Colleville sur Mer, con alle spalle la famosissima Omaha Beach (http://www.musee-memorial-omaha.com/en/partenaire/american-cemetery/). Nei dintorni altri luoghi che hanno fatto la storia: Longues su Mer con le postazioni per i cannoni e Arromanches dove fu costruito un porto artificiale, a forma semicircolare, per l’attracco delle navi da guerra e da rifornimento.

cimitero omaha beach

Il cimitero di Omaha beach

Il Cimitero di Omaha Beach è veramente toccante: tutte quelle croci bianche creano un colpo d’occhio incredibile e fa una certa impressione trovarsi in questi posti e vedere le immagini, le foto d’epoca e pensare a cosa dev’essere stato realmente. L’argomento, come prevedibile, non cattura tantissimo l’attenzione di Alice che preferisce di gran lunga la spiaggia di Omaha Beach e la sua sabbia dorata, dove ci fermiamo per farla giocare in tranquillità.

E’ giunta l’ora di andare verso una nuova casetta (Gîte Les Camélias a Villepretre ) per dedicarci alla zona di Le Mont Saint Michel ed iniziare a visitare la Bretagna. La casetta è carinissima, ben attrezzata e pulita molto vicina a Mont Saint Michel stessa.

Mont Saint Michel e la Bretagna del nord

La nostra successiva meta in Bretagna è Caen, partendo dal castello con all’interno un bellissimo parco giochi pieno di sassolini, gran delizia dei bimbi piccoli. Caen è davvero molto carina con tutte le casette colorate con i graticci: da vedere Rue de Vaugueux viuzza caratteristica piena di caffè e ristoranti e casette tipiche normanne, da abbinare ad un giretto nel centro.

Mont-saint-Michel Bretagna

Mont Saint Michel in Bretagna

Il 16 agosto lo dedichiamo alla visita della famosa Mont Saint Michel. Per accedere all’isola, occorre lasciare la macchina al parcheggio e prendere una navetta. Nel 2014 erano ancora in corso i lavori di sistemazione della nuova passerella pedonale di accesso all’isola, e di smantellamento della vecchia strada di accesso, che avrebbe dovuto essere poi coperta dall’acqua del mare al termine dei lavori. Oggi i lavori sono ormai completati e l’isola può essere visitata in tutto il suo splendore.
Giriamo Mont Saint Michel, percorrendo il camminamento sulle mura che offre bellissimi scorci sul mare azzurro-verde circostante. Noi siamo capitati in periodo di alta marea, pertanto buona parte dell’area circostante era coperta dall’acqua: fate attenzione al periodo in cui visitate l’isola, è possibile trovare i calendari delle maree sul web (http://www.ot-montsaintmichel.com/en/horaire-marees/mont-saint-michel.htm)
Purtroppo si tratta del week end di ferragosto e sull’isola c’è tantissima gente (nel senso che si fa letteralmente fatica a girare a piedi). Consigliamo senza dubbio a chi volesse visitarla, di portarsi il pranzo al sacco perché i bar e ristoranti sono presi d’assalto e non offrono una grande qualità di prodotti e pietanze (un po’ troppo “turistici”). Un altro suggerimento importante che ci sentiamo di dare è quello di lasciare a casa i passeggini prediligendo zaini, marsupi o fasce, in quanto all’interno di Mont Saint Michel è molto difficoltoso muoversi tra la folla nelle strette viuzze, e ci sono anche molte scale per raggiungere la cattedrale che svetta in cima all’isola.
Sulla strada del ritorno ci fermiamo in un baracchino avvistato lungo la strada per caso, a mangiare ostriche fresche: assolutamente divine. In questa zona è pieno di chioschetti che offrono degustazione di ostriche con calice di vino… che scorpacciate! Ci viene l’acquolina in bocca solo a ripensarci!
Altri posti molto carini da vedere sono Saint Malo e Dinan: a Saint Malo merita una visita il centro (anche se è tutto ricostruito visto che la città è stata rasa al suolo durante la seconda guerra mondiale) e il camminamento sulle mura. Dinan è invece un incantevole borgo medievale della Bretagna (forse uno dei più belli). A posteriori Dinan avrebbe meritato sicuramente una visita più approfondita e maggior tempo, rispetto a Saint Malo. Anche qui il passeggino è un po’ a rischio, per via delle stradine ripide fatte di ciottoli molto sconnessi, ma gli scorci sono veramente unici.

spiagge bretagna

Le spiagge della Bretagna

Il giorno successivo abbiamo ancora voglia di ostriche, quindi come non fermarsi a Cancale, patria delle ostriche più famose di Bretagna e d’Europa? Ci sono un po’ di baracchini sulla spiaggia che vendono ostriche freschissime a pochissimo prezzo: i venditori di questo mercatino aprono le ostriche al momento, per farti godere una degustazione davanti al mare senza confronti (plateau di 12 super ostriche solo 6€, come perdersi questo affare?)
A Cancale ci sono poi un sacco di ristoranti di pesce e coquillage lungo la passeggiata vicino al mare; proprio di fronte c’è anche una bella spiaggia, dove nostra figlia si diverte tantissimo: malgrado la temperatura non di certo elevata dell’acqua, lei si farebbe volentieri il bagno vestita.
Sempre nelle vicinanze di Cancale, c’è Port de Mer, un paesino con una calma insenatura , il mare verde smeraldo e la spiaggia bianca, dove vale la pena trattenersi per momenti di relax; anche qui la spiaggia è talmente bella che verrebbe quasi voglia di fare il bagno (e molti francesi lo stanno facendo, compresi tanti bambini e ragazzini abituati all’acqua fredda della Manica)
Ultima tappa della giornata è Dinard, cittadina elegante piena di case di villeggiatura con vista sulla vicina Saint Malo e una nuova spiaggia dove fermarsi a giocare con sabbia e conchiglie.

Fort La Latte Francia

Fort La Latte

Il 19 agosto lasciamo il nostro appartamento alla volta della località di Tregastel, fermandoci prima a vedere Fort la Latte, un fortino del 1600 a picco sulle scogliere. Anche qui consigliatissimo muoversi con bimba in zaino! Pranziamo a Erquy, località famosa per la produzione di capesante e poi non ci facciamo mancare un po’ di spiaggia, attrattiva di grandissimo interesse per nostra figlia che si diverte sempre tanto. In serata siamo a Tregastel dove pernottiamo all’Hotel Le Beausejour, in stile marinaro, dove prendiamo una camera famigliare. Ci fermiamo due notti e per la seconda sera ci facciamo prenotare un ristorante suggerito dal proprietario dell’hotel (gentilissimo davvero): si chiama Latitude (http://www.bretagne-cotedegranitrose.com/fr/fiches-touristiques/21325-latitude-greve-blanche.html) , ha una splendida terrazza sul mare e ovviamente offre ottimo pesce. Se andate a Tregastel non perdetevelo, perché per noi è stata una delle serate più spettacolari di tutta la vacanza, cenando con vista tramonto sulla spiaggia (prenotate perché è sempre molto pieno).

granito rosa costa

Granito rosa in Bretagna

Tregastel e dintorni è una meta assolutamente da non perdere, siamo nel cuore della costa di granito rosa, che caratterizza il paesaggio costiero di questa parte della Bretagna.
Consigliamo di vedere la spiaggia con il castelletto poco fuori dal centro di Tregastel, e poi dirigersi verso le scogliere più famose e scenografiche della Costa di Granito Rosa presso Ploumanac’h, un piccolo centro portuale francese e una delle più famose località balneari della Costa di Granito Rosa.
Avete presente forse la famosa fotografia di una casetta incastonata fra rocce di granito rosa su in isoletta al largo? Si vede spesso in moltissime pubblicità della zona, e dopo un po’ di ricerche l’abbiamo individuata, è Castel Meur, a Plougrescant, e non ci lasciamo scappare ovviamente una gita in loco.

Castel Meur

Caratteristica casetta a Castel Meur

Il giorno successivo partiamo alla volta della Bretagna del sud, attraversando la penisola bretone da costa a costa; lungo la strada ci fermiamo al Calvario di Guimiliau, un monastero di pietra molto ben conservato e poi a Pointe Penhir, scogliera di rocce bianche a picco sul mare.

Guimiliau Bretagna

Monastero di Guimiliau

Le prossime tre notti faremo tappa alla Ferme du Kereven, una sorta di residence con appartamenti dentro un parco con molto verde e i giochi per bambini. Il posto avrebbe decisamente del potenziale, anche se necessiterebbe di un po’ più cura nella manutenzione e pulizia. Però il giardino è davvero bellissimo, e uscire a giocare la sera è stato un vero piacere.
In questa zona vale la pena visitare il villaggio medievale di Quimper (capoluogo di Finisterre), la cittadina di Concarneu (nota località turistica), Pointe du Raz (con simpatica passeggiata lungo le scogliere vista faro), Locronan (minuscolo villaggio di pietra che sembra appartenere ad altri tempi). A Duoarnenez si trova invece il Museo della Navigazione e il cimitero delle barche abbandonate.
Una cosa molto simpatica che troviamo in tutti i negozietti di souvenirs sono gli adesivi con l’omino e la donnina bretoni, che non possiamo non acquistare per il nostro diarietto di viaggio, dove scriviamo ogni giorno quello che abbiamo visto, dove abbiamo pranzato e sul quale, appena abbiamo un po’ di respiro, facciamo qualche disegnino dei posti visitati.
Le meta successiva è il famoso sito archeologico di Carnac, noto in tutto il mondo per i suoi oltre 3000 menhir disposti in lunghe file e risalenti a più di 6000 anni fa. Pernottiamo ai Cottages De La Bretesche, posto bellissimo immerso nel verde e nei campi da golf con tanto di castelletto nel giardino del resort/hotel.

Passaggio per i Castelli della Loira e tappe di rientro

Il giorno dopo abbiamo una tappa di circa 300 kilometri che ci porterà nella zona di Tours, principio della notissima area dei castelli della Loira, dove staremo un paio di giorni, per dare giusto uno “sguardo” rapido ad alcuni dei castelli più maestosi della zona. Facciamo tappa due notti al Moulin des Landes, chambre d’hôtes in una casa d’epoca con graticci, dove ci attende una bella stanza raggiungibile con uno scalone di legno ripidissimo: un po’ faticoso ma molto caratteristico. Visitiamo Chenonceau (anche tappa del tour 2018 nella Valle della Loira), uno dei primi castelli che incontriamo (dove c’è un bel parco giochi dove far divertire anche la nostra bimba), il Castello di Chambord (davvero maestoso!) e il Castello di Amboise.

castelli Loira

I castelli della Loira

Ci attende ora una tappa davvero impegnativa: 700 km per arrivare a Megève dove passeremo le ultime due notti della nostra vacanza (presso l’hotel Au Coin du Feu), per goderci un giorno finale di relax sotto il monte bianco. Il tragitto è decisamente lungo, le ore di macchina sono tante e a posteriori poteva starci una tappa intermedia, ma alla fine ce la facciamo, Alice dopo qualche momento di fastidio si abbandona a sonni ristoratori e prolungati e appena arrivati a Megève andiamo subito alla ricerca di un bel parco giochi dove far sgranchire le gambe un po’ a tutti e far sfogare un po’ Alice.
Il giorno dopo prendiamo la cabinovia e andiamo a goderci gli ampi pratoni con vista Monte Bianco, pranzando in un rifugio in quota: una bellissima giornata di sole e uno splendido panorama, per questo nostro ultimo giorno di vacanza; domani infatti, si torna a casa.

Note e consigli finali per un viaggio on the road con bambini in Bretagna e Normandia

Complessivamente è stato un lungo e bellissimo viaggio on the road tra Bretagna e Normandia, durato circa 20 giorni, in cui abbiamo visto tantissime cose e durante il quale ci siamo messi per la prima volta alla prova in un viaggio itinerante con nostra figlia. La ricorderemo sempre come una bellissima esperienza, di certo non una vacanza rilassante ma che ci ha permesso di ammirare luoghi veramente splendidi, godendo inoltre di cibo e vino ottimi.
Abbiamo cercato di soggiornare per alcune notti consecutive nello stesso posto, evitando quindi spostamenti continui tutti i giorni, ma ovviamente la natura itinerante del viaggio e i chilometri da percorrere portano inevitabilmente a doversi spostare di “zona” dopo 2-3 giorni massimo (anche se la pianificazione del viaggio dipende ovviamente da cosa volete visitare e da quanti giorni avete a disposizione, e risulta quindi molto personale).
Bratagna e Normandia sono una meta dove torneremmo subito, adatta a bambini di tutte le età.
In merito alle pappe, nei supermercati in Bretagna e Normandia ma in genere Francia sono disponibili scaffali interi di prodotti per l’infanzia, a prezzi significativamente più vantaggiosi dei nostri. Suggeriamo però di cercare di capire bene gli ingredienti delle pappe che acquistate, perché talvolta sono dei veri e propri “mappazzoni” pesantissimi, con ingredienti che in Italia neanche ci sogneremmo di mettere nelle pappe per i bimbi piccoli (es: peperoni!). Una cosa che ci ha un po’ sorpreso è constatare che molti locali/ristoranti francesi non sono poi così ben attrezzati per i bambini, in diversi casi li abbiamo trovati sprovvisti di seggioloni e fasciatoi, ma alla fine ci si riesce sempre ad adattare ed a trovare una soluzione.
A parte il passeggino che si può usare per visitare molte cittadine, vorremmo consigliare tre oggetti fondamentali per un viaggio del genere: è importante innanzitutto avere uno zaino porta bimbi da trekking o una fascia/marsupio, dove poter portare i bimbi nei vari giri su scogliere, scale o mura medioevali.
La seconda cosa che potrebbe salvarvi la serata al ristorante in Bretagna o Normandia  (in caso di assenza di seggiolone per bambini), è il Minimonkey, una sorta di piccola imbragatura che permette di assicurare il bambino alla sedia evitando che scivoli o cada; una trovata fantastica perché occupa poco spazio ripiegato e si può portare dappertutto, infilandolo nella borsa del cambio.
Infine, a noi è risultato molto utile il bagnetto pieghevole portatile della Stokke, una sorta di vaschetta per fare il bagnetto al vostro bimbo, facilmente ripiegabile e riponibile in valigia o nel bagagliaio dell’auto.

Il viaggio in Bretagna e Normandia è stato fatto da Sara e Stefano dal 9 al 29 agosto 2014. Testo di Sara e Stefano, le foto sono di Stefano Vivarelli

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