Braccialetto antismarrimento per bambini
Da genitori si vive sempre un po’ con l’ansia di smarrire i bambini più piccoli. Avendo tre figli, durante la crescita dei primi due abbiamo spesso tenuto il fiato in sospeso perchè li avevamo persi di vista momentaneamente (per fortuna tutto risolto presto), non sono bei momenti, ora con il terzo la storia si ripete. Viaggiando molto ci troviamo spesso in situazioni abbastanza affollate, come aeroporti, stazioni ferroviarie, oppure in grandi città come Tokyo in Giappone (dove saremo presto di nuovo e che conta ben 39 milioni di abitanti) o New York negli USA, ma anche situazioni come il souk di Marrakech in Marocco che, anche se non molto affollato, presenta situazione di particolari confusione, qui si fa presto a perdere di vista qualcuno, specialmente un bambino.
In prospettiva delle nostre prossime partenze, abbiamo cercato una soluzione che ci desse un minimo di tranquillità, e pensiamo di averla trovata. Utilizzeremo un braccialetto antismarrimento composto da un tag, un dispositivo tracker (di rintracciamento) tipo Airtag di Apple o in alternativa Moto tag di Motorola, abbinato a un cinturino in gomma dove inserire comodamente il tag e che può essere indossato comodamente dal bambino come se fosse un orologio.
Di dispositivi ce ne sono diversi, specialmente nell’universo Android, noi abbiamo scelti questi due (uno per me che utilizzo Android con il mio Motorola ripiegabile e uno per Giulia che usa Apple con iphone) perchè hanno dimensioni similari ed entrano entrambi nell’alloggiamento del cinturino tipo orologio per bambini. Ce ne sono altri, ma hanno dimensioni diverse, spesso leggermente più grandi e non compatibili per un braccialetto da polso che di fatto è similare ad un orologio. In questo caso potrebbero essere utilizzati con un portachiavi con moschettone.
I dispositivi si utilizzano con le app Dov’è di Apple e Trova il mio dispositivo di Google (find hub) per Android, utilizzabile anche da pc. Scopriamo nel dettaglio come funzionano questi apparecchi.
Come funzionano i dispositivi antismarrimento
I localizzatori intelligenti, come gli Apple AirTag o il Moto Tag di Motorola, sembrano dispositivi magici capaci di ritrovare le nostre chiavi (o i nostri figli in questo caso) ovunque, ma il loro funzionamento non si basa sul tradizionale GPS. Il segreto del loro successo risiede invece nella tecnologia Bluetooth Low Energy (BLE) e, soprattutto, nella potenza della “rete collaborativa”.
A differenza di un navigatore satellitare, questi piccoli tracker non si collegano direttamente ai satelliti. Emettono invece un segnale Bluetooth continuo e sicuro nell’ambiente circostante. Qui entra in gioco la rete di smartphone: nel caso degli AirTag si sfrutta la rete “Dov’è” composta da milioni di iPhone nel mondo, mentre i Moto Tag si affidano alla nuova rete “Trova il mio dispositivo” di Google, basata sui dispositivi Android.
Quando uno smartphone compatibile passa nelle vicinanze del tag smarrito, intercetta questo debole segnale Bluetooth. Senza che il proprietario del telefono se ne accorga, il dispositivo associa la propria posizione GPS al segnale ricevuto e la invia in modo del tutto anonimo e crittografato al server centrale (Apple o Google). A quel punto, il proprietario del tracker può aprire la sua applicazione e visualizzare sulla mappa l’ultima posizione aggiornata del suo oggetto.
Infine, quando ci si trova a pochi metri di distanza dall’oggetto smarrito, entra in gioco una seconda tecnologia chiamata Ultra-Wideband (UWB). Questa funzione permette allo smartphone di dialogare direttamente con il tag, fornendo indicazioni visive precise, come una freccia sullo schermo che guida l’utente fino a scovare le chiavi nascoste sotto il cuscino del divano.
La nostra prova del braccialetto antismarrimento
Il nostro riscontro è decisamente positivo, metti il tag nel braccialetto, fai indossare il braccialetto a tuo figlio e lo puoi monitorare da app. E’ tutto abbastanza semplice e intuitivo, magari è da tenere sott’occhio la batteria del dispositivo da app, perchè se è scarico chiaramente non funziona (ma per la carica si parla di mesi se non di anni). Questi apparecchi hanno però anche dei limiti dei quali tenere conto: funzionano dove ci sono altri telefono apple o android che mandano e ripetono il segnale, in zone dove non c’è nessuno (ad esempio in zone di passeggiate nella natura o altro) non funzionano, mentre in zone più affollate, dove è più probabile la presenza di altri smartphone, potrebbero essere limitati anche in zone dove non c’è copertura, tipo metropolitana.
I tracker non sono sicuri al 100% ma noi pensiamo che siano sicuramente meglio di niente o del classico bigliettino in tasca o braccialetto con il nome e numero di telefono, anche se quest’ultimi non stanno mai male come seconda opportunità per genitori ansiosi.
Alternativa al braccialetto antismarrimento
Utilizzando sempre i tag /tracker, in alternativa al braccialetto, potrebbe dar fastidio a qualche bambino, si possono mettere i tag in tasca (ma io lo vedo rischioso) oppure inserirli in un portachiavi da attaccare con un moschettone, ad esempio nello zaino (come faccio io per non perdere il mio di zaino).
La sicurezza del tracciamento e altre funzionalità
Questi dispositivi di tracciamento non possono essere utilizzati per tracciare persone senza che ne siano a conoscenza, per questa ragione il tag Motorola (ma anche quello Apple) ha una funzione che ti avvisa se ti hanno messo addosso, o nella borsa o altrove, un tag tracker, senza che tu lo sappia, ottima questa funzionalità! Il tracker Motorola funziona anche in modo inverso, ha un piccolo pulsante infatti che ti permette di far suonare il tuo smartphone se non lo trovi, questa cosa non funsiona invece con Airtag di Apple.
