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Aquileia, toccare la storia con le mani

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Aquileia, una delle più grandi città dell’antica Roma, oggi un’avventura anche per bambini

Toccare la storia con mano è forse il modo migliore per conoscerla, specialmente quando si è bambini o ragazzi. L’Italia è ricca di un patrimonio storico ed archeologico incredibile, talvolta c’è qualcosa che si conosce poco o per nulla, ed è proprio dietro l’angolo.

Siamo in Friuli Venezia Giulia, Aquileia è un paesino localizzato sulla strada statale che da Cervignano del Friuli conduce sino al mare di Grado. In realtà, questo piccolo centro della pianura friulana, nasconde una parte importante di se stessa poco sotto qualche decina di centimetri di terra, una delle più importanti città dell’epoca romana, devastata da Attila nel 452.

Mio figlio ha una passione per la storia, poverino, non penso sia tutto farina del suo sacco, in effetti papà l’ha sempre portato a vedere i musei archeologici e qualcosa mi dice che il training ha avuto buon fine. Così quando gli ho proposto di andare ad Aquileia non ha esitato a dirmi di si, una giornata padre-figlio dedicata al mondo degli antichi romani!

Ad Aquileia si arriva facilmente, saranno 15 minuti dall’autostrada A4, non manca il parcheggio e le indicazioni sono sufficientemente esaustive. Il suo nome non è ben chiaro da dove giunga, chi dice abbia a che fare con l’aquila romana, chi con il termine acqua. Oggi qui è campagna aperta ma un tempo arrivava l’acqua, tanto che la città romana era un importante porto all’epoca.

Approfittando di un evento organizzato dall’ente di promozione turistica, la visita oggi la facciamo con gli archeologi, si va a vedere gli scavi dal vivo. Tre siti principali, il primo cantiere è realizzato su una delle principali strade di accesso, il secondo le terme ed il terzo una villa.

Non siamo a Pompei, non ci sono le case tutte e intere, la città è stata prima distrutta e poi le pietre sono state portate via ed usate come materiale da costruzione nel circondario, qualcuno dice pure fino a Venezia. Quello che si vede sono le porzioni ancora in vista delle parti basse delle mura ed i mosaici delle pavimentazioni, fantastici!

Grazie agli archeologi che ci spiegano i dettagli, scopriamo che Aquileia era un centro molto importante, porta verso i paesi dei popoli barbari dell’est europeo, forse centomila abitanti, terme grandi come quelle di Caracalla, un porto ricco di magazzini e fiorente di navi, probabilmente pure un’arena, si vedono ancora gli ormeggi scavati nella pietre delle banchine.

A bordo della strada pavimentata in blocchi di pietre quel che rimane dei negozi e delle case, affascinante immaginare questo luogo in fermento quasi duemila anni fa’, con la gente che affollava la città di Aquileia. Ci soffermiamo su un dettaglio, il marchio del produttore impresso su di una mattonella in cotto, che strano leggere il suo nome dopo così tanto tempo. Quello che stringe il cuore è che gli scavi sono molto limitati, ciò che è stato portato alla luce è un’infinitesima parte di ciò che è ancora sepolto.

Completiamo la giornata, prima visitando il museo archeologico, interessante ma forse non adattissimo ai bimbi, poi la basilica, in quest’ultima lo spettacolo vero è la pavimentazione in mosaico che è stata portata alla luce quasi inconsapevolmente durante un restauro, ci si passa sopra su di una passerella in cristallo che permette di ammirarla in tutta la sua bellezza.

Animali, barche, scritte in latino, qualcosa di incredibile, tutte rappresentazioni di scene della mitologia paleocristiana. La cattedrale di Aquileia ci riserva però ancora due chicche, la cripta degli affreschi ed il sotterraneo sotto il campanile. Mentre nella prima, che si raggiunge tramite uno stretto passaggio dietro l’abside, sono i dipinti (prime rappresentazioni cristiane) sulle mura a catturare l’attenzione in un ambiente che trasuda storia ed emozione, nel secondo ritornano protagonisti i curatissimi mosaici romani su diversi livelli, ancora una volta dobbiamo dire che splendore!

Usciamo dalla basilica ed entriamo nel battistero, qui l’atmosfera è di tipo medioevale, la grande vasca esagonale al centro, le colonne tutte attorno, mio figlio si immedesima in un cavaliere pronto al combattimento.

Grande giornata questa ad Aquileia, ho cercato di alleggerire la visita sfilando veloce le cose meno coinvolgenti per un bambino e cercando di fargli immaginare le scene di vita all’epoca romana in quegli stessi ambienti, è un escamotage che funziona con i piccoli, ricchi di fantasia si immedesimano subito in qualche personaggio, che sia un gladiatore o barbaro invasore come Attila non importa, così la visita archeologica diventa qualcosa di spassoso anche per loro.

La cripta della basilica è un luogo quasi magico per i piccoli, pure il sotterraneo sotto al campanile, per il resto, a parte il museo, i percorsi archeologici sono quasi tutti all’aperto, tanto spazio per muoversi e stare all’aria aperta, direi una meta famigliare quasi perfetta.

Aquileia da tanto a chi la visita con attenzione, ce sono cose da vedere, un patrimonio lasciatoci da un popolo antico del quale non siamo altro che l’evoluzione moderna, in fondo è vero che la storia siamo noi.

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