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Adolescenza, istruzioni per l’uso

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L’adolescenza, arriva prima di quanto te la aspetti

Tutti sono bravi a fotografare i bambini piccoli, quelli che tanto amiamo, che sono morbidosi e profumati, che alle volte vorremmo mordere, magari che altre volte invece non ci fanno dormire. I problemi più grossi da risolvere sono una cacchina strasbordata oppure un rigurgito inatteso, se va proprio male non ci fanno dormire la notte oppure mangiano pochino, niente a che fare con l’adolescenza?

Sono periodi di vita che sembra eterni ma che invece in un attimo passano e quel piccolo frugoletto che teniamo tra le braccia senza accorgerci si trasforma in un mostro. Un mostro che odia apparire, che non ci vuole vicino, che risponde, sbatte le porte, un mostro che amiamo alla follia, ma che spesso non riconosciamo più come nostro figlio/figlia.

L’adolescenza è così, trasforma tutti e tutto l’assetto famigliare. Vengono stravolte le abitudini, i ritmi e trasforma perfino noi che siamo genitori da otto-dieci-dodici anni. E sì perché questo periodo della vita che una volta iniziava almeno nel dodicesimo- tredicesimo anno ora arriva prima, poco dopo o addirittura alla scuola elementare. Arriva quando ancora i nostri bambini profumano di latte, arriva così come un uragano e ci lascia senza parole.

I primi cambiamenti sono visibili quando si litiga, magari per il voto di inglese, quando in un attimo si passa dal discutere all’urlare senza accorgersi, quando prima guardavano la tv e ora guardano il cellulare aspettando un messaggio. Quando in bagno ci passano la giornata per farsi belli o belle, e ci si chiudono dentro, quando il profumo di latte diventa un odore un pizzico sgradevole.

E noi genitori che incontriamo l’adolescenza così, tramite questi cambiamenti non ci capacitiamo di avere un ragazzo o ragazza davanti, non abbiamo il tempo di abituarci al cambiamento che già lui è un passo in avanti e si aspetta da noi qualcosa di diverso.

Noi che l’adolescenza la stiamo conoscendo pian piano siamo sempre con le orecchie aperte per ascoltare, capire, accogliere i loro bisogni. Alcune volte ci rendiamo conto di essere troppo presenti altre ci mettiamo in un angolino per lasciargli la libertà di vivere la sua vita.

Ci siamo confrontati tanto con chi condivide con noi questo percorso, o con chi è da poco passato di qui, da quell’appuntamento obbligatorio che la vita ci ha fissato quando siamo diventati mamma e papà.
Ecco, ho raccolto qui i consigli che ci hanno dato, perché come noi anche molti di voi stanno o sono prossimi ad affrontare l’adolescenza dei propri figli.

L’adolescenza come si manifesta

Il carattere. Alcuni tratti del carattere si accentuano, c’è chi diventa più insicuro, chi nasconde la sua insicurezza indossando una maschera e chi manifesta il suo disappunto in continuazione. C’è chi piange senza motivo, chi urla e chi silenziosamente cambia senza dare troppo nell’occhio. C’è chi canta, chi si isola e chi invece vuole sempre stare in mezzo agli altri. Sono azioni comuni che a tutti capitano ma che fino al giorno prima non appartenevano alle abitudini di nostro figlio/figlia.

Il periodo dei No. Vi ricordate a due anni quando a qualsiasi domanda loro rispondevano per principio no? Ecco in maniera diversa questo periodo ritorna, ritorna con molta forza e violenza. La loro voglia di crescere e di ribellione fa sì che i no che prima servivano ad aiutarli a crescere diventano muri da scavalcare. Non vengono accettati, non vengono capiti ma sembrano spade che noi genitori scagliamo al fine di ferire. Spesso se non c’è dialogo sono no che allontanano e che aiutano a far crescere dei preconcetti, altre con il dialogo possono avvicinare dopo una prima reazione di disappunto.

Il dialogo. E’ quanto di più importante da sempre, da quando nella culla gli parlavamo raccontando di tutto e di più ad ora che forse dei nostri discorsi non gliene frega nulla, ma che servono per unire due menti e due anime. Si parla di tutto e di tutti, con la voglia di interagire senza annoiarci e annoiare. Si parla ascoltando, cercando di capire cose ci sta dicendo, insegnando e imparando da loro.

Ascoltare. E già noi genitori dovremmo ascoltare, nonostante le mille notifiche al telefono e le mille cose da fare. Dovremmo sederci al loro fianco e ascoltare i loro bisogni, le loro emozioni i loro sentimenti senza per forza dire la nostra ma solo con la voglia di accogliere e capire. Ascoltare vuol dire aprire il cuore, dar importanza alla loro vita e alle loro azioni anche se per noi potrebbero sembrare solo delle stupidaggini. Ascoltare chi abbiamo di fronte, come pensa, in cosa crede, cosa gli interessa e cosa invece gli fa paura. Per ascoltare loro non dobbiamo solo sentire ma immedesimarci nella loro vita.

Condividere. Condividere esperienze, emozioni, stati d’animo. Lasciare tutto e tutti e dedicarci anima e corpo a loro, ad una loro passione ad un loro interesse oppure cercare di trasmettere magari una nostra passione. Senza sminuire senza deridere ma dandogli la giusta importanza e il giusto rispetto.

Le regole, quelle che loro vogliono infrangere ma che a lungo andare possono aiutarli ad essere gli adulti del domani. Non troppe non poche, ma se esistono bisogna essere fermi nel farle rispettare, senza mai scendere a compromessi. Le regole che abbiamo odiato quando i nostri genitori a nostra volta ci hanno imposto, ma che con il senno di poi sono stata linfa vitale per la costruzione del nostro carattere, e durante l’adolescenza sono necessarie.

L’adolescenza come prepararsi
Non ci sono scuole per essere dei bravi genitori, sono sempre stata sicura che ogni genitore è il genitore giusto per quel figlio, ci sono però dei testi da leggere per capire anche il vulcano di trasformazioni che stanno vivendo e che possiamo capire solo ricordando la nostra la nostra adolescenza.

In tema ci sono testi come Wonder che trattano problemi di inserimento e bullismo, libri più pesanti ma ricchi di significato per non lasciare andare mai  nostri ragazzi come Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino. Se hai un libro da suggerire agli altri genitori aggiungilo nei commenti!

5 Comments

  1. monica says

    Lo sto vivendo anch’io con mia figlia…ed è difficilissimo. C’è secondo me anche un’aggravante che alla mia epoca non c’era: la mancanza di tempo per parlare e confrontarsi serenamente. E’ una società che va troppo di corsa, tutto in fretta e bene. Non si ha il tempo di fermarsi un attimo e parlare a tu per tu con il proprio figlio/a tante volte…

  2. Clara/acasadiclara says

    Io leggo i libri di Alberto Pellai. Li conoscete? Mi hanno dato un sacco di suggerimenti e mi fanno sempre riflettere molto.

    • bambiniconlavaligia
      bambiniconlavaligia says

      Non conosciamo questi libri ma ci diamo un’occhiata, grazie Clara

    • Monica says

      Si Danno indicazioni importanti. Poi però ognuno di noi li deve adattare alla propria situazione. Non sempre è facile mettere in pratica nel quotidiano queste teorie.

  3. Barbara says

    Penso che le regole servono….ho un figlio che ha 11 anni e noi siamo in predolescenza…vuole fare tutto da solo, vuole essere indipendente ed è giusto nei limiti possibili….ogni giorno sono lotte sui no a volte li accetta altri no….vediamo che ci sono situazioni che vuole xò il nostro parere ….insomma anche noi nella età della ns. adolescenza volevamo la ns. libertà nei limiti….poco per volta si cresce sia con i no che con i si…..leggete ci sono bellissimi libri di Pellai che trattano questi argomenti ….certo poi ognuno deve vedere la propria situazione

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